Avevo cominciato a scrivere questo post più di un anno e mezzo fa, gennaio '24 e indovinate, non l'ho mai pubblicato..Non ho più scritto, non ho avuto più voglia di scrivere, di leggervi, di essere letta. Anche adesso, qui seduta alla scrivania, davanti al pc, proprio mentre batto i tasti mi dico che non ne ho voglia, mi domando perché lo sto facendo e non mi so dare risposta.
Da qualche tempo ripenso a questo blog, senza nostalgia a dirla tutta, ma ci penso sempre più frequentemente e insistentemente, forse è per questo che adesso sono tornata tra queste pagine virtuali.
Una volta mi piaceva e mi faceva star bene aprire il cuore e dare libertà qui alle mie emozioni, mettere in parola e dare una forma anche a quelle sensazioni troppo forti che non sapevo neanche spiegare se non attraverso le metafore per descrivere qualcosa che per me in quel momento era importante..
Mi domando se ho sfogato qui talmente tante emozioni estreme, conflitti interiori, buttando righe su righe di pensieri caotici ed emozioni viscerali che adesso, non trovandomi a viverne di simili con la stessa potenza, mi sento improvvisamente piatta e senza nulla da dire.
Forse ho imparato a riconoscere le emozioni che provo e a regolarle di conseguenza senza necessariamente svuotare tutto a caso?
Forse sto imparando a relazionarmi con me e tutto quello che non so di me?
Potrebbe esserci la possibilità che io sia cresciuta.. maturata..?
Questi sono alcuni dei pensieri che mi sfarfallano in testa e mentre sto qui a lambiccarmi il cervello realizzo anche che non era solo lo scrivere a darmi soddisfazione, ma anche rileggere quello che avevo scritto, correggere gli errori che trovavo qua e là nei testi. Adesso invece quasi mi vergogno delle cose insensate ed esagerate che ho scritto. Che voi ci crediate o no mi vergogno non tanto di averle scritte ma proprio di avere provato quelle emozioni così intense, estreme, totalizzanti e incontrollate. Provo vergogna per aver attribuito un certo peso determinate persone e certe situazioni che si sono create -che ho contribuito a creare-.
Mi vergogno persino di avere creato le situazioni che hanno prodotto le emozioni di cui ora mi vergogno.. un circolo vizioso di vergognose vergogne!
E in tutto ciò non capisco più il senso di quei guazzabugli emotivi, non li seguo, sono troppo complicati e astrusi!
Chi era quella persona che scriveva tutti quei post.. ?
Una persona che conosco benissimo, ma che non capisco più tanto.
Chi è questa persona che batte le dita sulla tastiera?
Una persona che non conosco tanto bene, ma che sto imparando ad apprezzare.
siccome non è da me recriminare le emozioni, allora mi dico che forse avevo bisogno di passare dentro quel mattatoio di situazioni per rompere i miei precedenti schemi mentali, le mie barriere, le mie rigidezze e avere la possibilità di approcciarmi al nuovo.
È particolare la sensazione di essere estranei a se stessi, ma sapete come si dice no?
Nomen Omen...
deve essere nel mio destino.
È bello tornare a parlarsi !
- - -
PS.
Chiariamo ora e sempre che non mi vergogno per tutte le volte che ho scritto di sesso, di coppia, di corna di triangoli strani e pratiche sessuali non convenzionali.
perché oramai non c'è comunicazione importante che non cominci con l'Inno di Mameli per ricordarci di restare uniti nella separazione, nonostante la distanza e che andrà tutto bene.
ndr: sono una ladra di idee, ho rubato questa di fare un diario fotografico allo Scapigliato.
Vorrei conservare alcune immagini perchè mi sono accorta che, forse per difesa, forse per immaturità, forse perchè sono temprata da dai mesi di sessione esami di ingegneria.. ancora non l'ho ben capito di essere in quarantena.
forse perchè sono tanto presa dal lavoro, ma ancora non riesco ad interiorizzare che l'umanità tutta sia sotto l'assedio di un virus, che la gente soffra davvero, muoia davvero.. forse non ho toccato con mano il sacrificio.
Forse comincio a capirlo solo oggi. siamo al GIORNO 7 di quarantena.
-Un ultimo giorno spensierato..
sì, è proprio il caso di definirlo così, la settimana precedente avevano interrotto i festeggiamenti di Carnevale e si sono annullate tutte le manifestazioni connesse.. come se proprio quella sera non fossi andata a Santhià per il Carnevale -e non solo..-
Torniamo al golf, approfittando della sospensione della sessione esami -per sopraggiunta epidemia di COVID-19- ho accompagnato lo Scapigliato, che è un ottimo giocatore di golf, in un Golf Club immerso nei boschi, un posto che definire ameno è dir poco.
Qui ci sono io che mi cimento in un colpo da principiante.. MA prendo la palla al primo colpo.
quella è stata proprio una bella giornata.. piena, limpida, fresca, riposante.. la voglio ricordare perché è stata proprio perfetta. Perché ho accompagnato una persona a cui voglio bene e a cui mi sento affezionata a fare qualcosa che ama, ho visto qualcosa di lei, nella sicurezza del movimento, nelle piccole recriminazioni per un movimento giudicato goffo -che a me pareva perfetto- la determinazione dello sguardo, gesti e modi che non avevo mai visto prima. che mi hanno coinvolta più intensamente.
Quella notte è arrivato il primo decreto e la provincia di Vercelli è stata messa al bando. Lo Scapigliato è tornato a casa e non ci siamo ancora rivisti.
Ovviamente le prime reazioni alla diffusione del contagio sono state CAZZONE e non me ne pento, abbiamo davvero dato una botta all'esportazione del Made in Italy, lo abbiamo portato ovunque.
Magari scopriamo che lo abbiamo esportato noi in Cina..
In realtà ci siamo mossi solo un po' prima degli altri Paesi, per merito il nostro senso di allarmismo congenito.. siamo tutti figli di mamme italiane, va da sè che al primo colpo di tosse ci siamo lanciati a fare i TEST da coronavirus e via con le quarantene, tracciamento dei contagi etc etc.
Al via anche i saccheggi dei supermercati, anzi il saccheggio di un paio di supermercati immortalati nei paesi colpiti dalla prima quarantena e prontamente imitati nel resto d'Italia.
Additati come degli untori dal Resto del Mondo, forse per una volta tanto ci siamo mossi per tempo e sensatamente...
I nostri cugini francesi invece no.... Parbleu!
Raduno dei Puffi per il GWR
ce li ricorderemo in tanti, tutti blu incuranti del rischio, li sfotteremo a vita per questo.. un po' come per la testata di Zidane ai mondiali 2006.
Si dice che gli italiani abbiano la memoria corta.. ebbene non è così. gli italiani ricordano!
Io ricorderò che la prima settimana dall'annuncio del primo caso di COVID-19 sono andata regolarmente a lavorare, ma che in treno c'era pochissima gente.
Ricorderò una mattina che alle 7:55, orario di punta della metro, gli altoparlanti che solitamente mandano canzoni allegre per accompagnare lavoratori e studenti, intonavano all'unisono l'Inno di Mameli e le vetture in cui fino al giorno prima si entrava pressione lasciavano abbastanza spazio per allargare le braccia.
Ricorderò che mentre viaggiavo in treno, ho avuto un colpo di tosse e la signora che era seduta dietro di me si spostò.
Così come ricorderò la fuga da Milano (ormai divenuta zona rossa) di quei disgraziati, veramente IDIOTI, che hanno ben pensato di scappare dal nord per tornare al sud e già che c'erano di spandere i contagi del coglionevirus..
Nessuno dice che il sud sarebbe stato immune dalla diffusione dell'epidemia, ma forse sarebbe stata più lenta, forse avrebbe riguardato poche decine di casi, forse, ma chissà non lo sapremo mai.
all'elenco dei suddetti stronzi si aggiungono anche quelli che incuranti delle nuove leggi si fanno gli stracazzi propri e se ne vanno ancora in giro a tampasiare e ciolliare, cioè a non fare niente, ma in giro.
Ricorderò che per lavorare avevo bisogno del lasciapassare, ma in ufficio non andava la stampante, i centri per le stampe erano chiusi e io mi aggiravo in bici per le strade della città sprovvista del suddetto foglio. una perfetta fuorilegge.
poi mi si è rotto il copertone della bici ed è scoppiata la camera d'aria. Questo è successo il giorno prima della chiusura di tutte le attività commerciali non necessarie alla sussistenza; nelle ultime ore prima dell'entrata in vigore del decreto ho portato a riparare la bici, ma per andare a lavoro ho dovuto comunque prendere i mezzi pubblici:
tram delle 8:15 infrasettimanale.
Remote working
Ho lavorato per una settimana in uno studio vuoto, c'ero solo io poi il capo ci ha comunicato che saremmo rimaste a casa e che avremo lavorato da remoto, così mi sono attrezzata col televisore di casa. ed è cominciata la clausura.
Con essa sono arrivati i flash mob in balcone, una sera si fa musica, l'indomani si applaude, ora si canta, poi si fa luce. Si salutano i vicini che in questa occasione si affacciano dai loro balconi e noti per la prima volta quanta gente viva nel tuo quartiere, quando essendo tutti costretti in casa, si illuminano le stanze e c'è vita nelle stanze solitamente deserte.
La mia coinquilina ha deciso di lasciare casa nostra perché non si sentiva sicura con due lavoratori in casa.
Lei si è trasferita dal ragazzo che abita qua vicino.
Il mio coinquilino ed io siamo rimasti a casa, non siamo tornati alle nostre città e ci teniamo compagnia come possiamo quando ne abbiamo voglia.
Per prima cosa dal momento in cui è cominciata la nostra quarantena abbiamo deciso di dare una bella pulita alla cucina, non mi stupirei se la prossima arma biologica letale fosse sintetizzata a partire dalle colonie batteriche dell'unto ostinato della nostra cappa.
operazione BONIFICA -parte1
Come praticamente tutti gli italiani ci siamo messi a pulire e lustrare in modo maniacale ogni angolo. il processo è lungo e per la verità non è ancora finito. Oggi dovremmo continuare con l'operazione di bonifica.
poi abbiamo ovviamente fatto anche i coglionazzi sia perché ci riesce bene, sia perchè le nostre famiglie sono in pensiero ed una rassicurazione è più efficace se fa anche sorridere.
Saint Patrick Day
Da sottolineare il fatto che ho disinfettato le lattine di birra una per una prima di riporle in frigo, ma non ho avuto la stessa cura per il pacchetto di patatine al formaggio. me ne sono dimenticata.
PS:
Lunga vita ai pigiamoni di pile molto vistosi ed imbarazzanti e alle felpe vecchissime ma sempre comode.
PS2:
il rapporto che c'è tra me e il mio coinquilino è come quello che esiste tra due vecchi coniugi, esattamente come una vecchia coppia sposata e perfettamente rodata.
Passati gli scherzi poi si rimane ognuno per conto proprio, sentire il TG è come sentire un bollettino di guerra, siamo in guerra suggerisce qualcuno, Forze dell'Ordine per le strade per limitare la circolazione ancora eccessiva, vicini che denunciano altri vicini perché escono troppo spesso di casa , l'esercito per trasportare le bare dagli ospedali ai forni crematori.
Ovunque si parla solo di contagi, morti, manovre del governo, consigli di vita da attuare per superare indenni la quarantena. Sui social prima erano meme divertenti, poi foto di pizze, aggiornamenti sulle doti culinarie, allenamenti domestici, poi notizie, dati, articoli..
Si parla di "eroi" che non vogliono essere chiamati eroi, ci si dimentica che se oggi la situazione degli ospedali è quella che è, è solo grazie alle precedenti scelte amministrative, tagli, sprechi, regionalizzazione, privatizzazione.
paghiamo le tasse altissime ma abbiamo bisogno di fare le donazioni per sostenere i nostri ospedali..
loro purtroppo fanno il loro lavoro e lo fanno in un tempo duro.
Quello che noi potremmo fare è pretendere serietà da chi ci governa, fare nostra la riconoscenza che proviamo e metterla in pratica attraverso il rispetto ora e sempre.
***
Così sono passati i giorni e adesso non c'è altro argomento che la QUARANTENA, ci sto perfino scrivendo un post.
La verità è che, come dicevo, a me non turba ancora troppo l'isolamento, mi turba il continuo sentirne parlare, mi turba il fatto di non poter creare una bolla di normalità in tutto questo disordine.
La nostra vita è cambiata da una settimana e sembra che stiamo lottando da decenni, la gente fa cose a caso, catene di tag, minchiate a caso e onnipresente retorica di circostanza.. e mi da fastidio perché mi costringe a pensare di vivere una vita stravolta da qualcosa quando il vero stravolgimento non lo abbiamo mai toccato.
Non fischiano le bombe sopra le nostre teste.
Non crollano i pavimenti sotto i nostri piedi.
Mi da fastidio perché in questo stravolgimento io voglio trovare un mio equilibrio, non voglio essere perseguitata da persone che non ne hanno mai avuto uno.
Nonostante sembri sprezzante sono in ansia, perché dalla prossima settimana potrebbero chiudere anche i cantieri e potrei restare a casa senza lavoro. senza stipendio.
la cosa mi preoccupa? sì molto.
mi metto a fare catene su instagram? no!
Ho paura per l'incertezza dei tempi necessari a superare questa quarantena perché sembrano protrarsi, perché nonostante non sia sola a casa sono lontana dalle persone che amo, perché i miei genitori sono anziani, perché vorrei abbracciare la persona che mi fa battere il cuore, è vicina, terribilmente vicina ma non posso arrivare a toccarla.
Ma nonostante questo io vorrei provare ad essere tranquilla, tanto siamo tutti nella stessa situazione di merda e c'è poco da fare; pace all'anima.
Quindi sono tornata a fare yoga e a scrivere gli elenchi puntati di quello che faccio o che potrei fare come quando ero depressa nera..quando ero depressa mi aiutava molto sapere di aver fatto delle cose anche piccolissime e di non essere rimasta completamente ferma..
Qui le raccomandazioni del nostro Governo per non lasciarci troppo andare in questo periodo di chiusura.
Internet è un posto bellissimo, anche e soprattutto in quarantena, ma anche Catania non scherza:
Catania, porticciolo di Ognina.
Dettagli folcloristici a parte, se la mia vita di convivenza va alla grande, nella tranquillità e nei giusti spazi ben condivisi, la mia vita di coppia è decisamente sublimata, ci sentiamo tutti i giorni al telefono, ci scriviamo, ma manca come l'aria la componente fisica. non sono giorni semplici per entrambi, non sono giorni facili per nessuno.
Ma in qualche modo ci si assesta, ci si adegua tutto, anche a questo.
Il sesso è stata la prima mancanza -grande e grossa- che ho provato. È fatto certo e sicuro che non sono l'unica della coppia a patire questo aspetto.
Poi con un po' di fantasia ci siamo spinti a cosa faremo quando potremo riabbracciarci..
La parola d'ordine è compiacere e non vedo l'ora che sia quel momento per mettere in pratica quanto detto e immaginato, ne avremo per un po' e saranno tinte sofisticate e forti.
Poi anche l'ormone scende e comincia a mancarti il sapore, l'odore, la persona con i suoi gesti.
La voglia di sesso non passa mai, ma si ha il tempo di pensare e di lasciare fluire quello che si prova.
Mi scopro innamorata perché lo ero già e forse non ho mai smesso davvero di esserlo. ci si scambia parole dolcissime a notte fonda e rigorosamente per iscritto perché siamo timidoni, abbiamo paura di aprirci e aprirsi sui sentimenti è rischioso sempre.. coi nostri trascorsi è potenzialmente letale.
Si messaggia fino a notte fonda.
Ieri ho anche confessato di essere innamorata e avrei voluto dirlo a voce, trovare il coraggio per dirlo a voce, ma ho avuto paura del protrarsi di questa quarantena, ho avuto paura dell'incertezza e ho voluto dare un punto fermo, fermissimo al mio sentire.
questa foto mi piace tantissimo è bellissima
Si scambiano foto un uno degli ultimi giorni liberi, in cui ci si potevano scambiare fluidi e virus in una discoteca al chiuso, tutti ammassati ignari dell'apocalisse che stava per scatenarsi.
Felici per esserci cercati, per esserci trovati. per avere passato insieme un compleanno importante.. felici e basta.
Il post di oggi non vuole essere particolarmente lungo, originale o impegnativo, a mio parere il concetto: "un amore è tanto più grande quanto più grandi sono le rinunce che fai in nome di esso"
È una minchiata atomica.
Un giorno magari mi siederò a scrivere perché, a mio parere, l'amore è un fatto di libertà, ma oggi sono seduta su un divano comodo e ho sonno.
Auguri di tanto ammmore a voi tutti 😘
Questa foto è riferita al non meglio identificato ex "storico", facendo pulizie di primavera è sbucato fuori questo vecchio quadernetto.
La pagina e stata riletta, accartocciata e buttata.
Ci sono stati giorni in cui il dolore era troppo grande da non riuscire ad affrontarlo, giorni in cui il solo pensiero era una lama di coltello nella carne che incideva e tagliava e girava, come un bisturi cercando l'origine del male, asportandola.
Poi ci sono stati giorni del distacco, della comprensione, della quiete.. della dimenticanza.
Così più o meno un anno fa, di questi tempi comprendevo e dimenticavo.
È inutile girarci attorno, il dolore non indebolisce l'anima, non la rovina. Tempra lo spirito.
Alcuni di noi sono bravi maniscalchi e sanno forgiare la propria essenza, altri no.
Oggi pomeriggio, ieri o forse l'altro ieri mattina -non è poi così importante sapere esattamente quando- ho avuto una presa di coscienza folgorante.
Mentre ero in altre faccende affaccendata, potevo essere in cucina impegnata a preparare il pranzo o forse ero in una affollata sala d'attesa ad annoiarmi aspettando che giungesse il mio turno o forse camminavo nella foschia mattutina verso qualche ufficio, non è neanche rilevante sapere cosa stessi facendo esattamente, perché con la mente vagavo senza meta, come in uno stato di assenza, senza seguire i pensieri, ma dando l'impressione di esserne completamente assorta.
E nel momento in cui osservavo questi ammassi vacui e indistinti muoversi ..forse non sa cosa vuole.. Ecco che magicamente, come solo ai pensieri accade, in un istante ho ricordato parole esatte, si sono sovrapposti fatti distanti anni, si è condensato il senso di lunghi, nodosi e incomprensibili discorsi, ho ripercorso le orme di emozioni vissute; improvvisamente la profondità del tempo è scomparsa e ho avuto tutto racchiuso nel palmo di una mano.
Nuovi significati sono sbocciati e mi è parso di capirlo come non Lo avevo mai capito prima.
è irrazionale, ma non è infondata, è il frutto di una pianta che ha radici nei dispiaceri, nella sofferenza.
Snatura, deforma, indurisce, chiude. Mi ha cambiata in un modo che non mi piace. Io non sono più me stessa.
La paura toglie la freschezza e la spensieratezza e non da nulla in cambio.
2) il conflitto perché rivorrei la leggerezza e la spontaneità che è stata mia.
Nasce dai pensieri distopici che distruggono ogni cosa che toccano spargendo cinismo e lasciando solo amarezza e disillusione.
Ho nostalgia del mio cuore e dei miei sogni. Della fiducia, del candore.
Si potrebbe sperare di vivere sempre dentro un'illusione, Alcuni lo fanno già; io non ci riuscirei. Mi è insopportabile l'idea di abbandonarmi al sogno poiché conosco già cosa si prova vedendolo crollare.
// post mooooolto ma mooooolto triste, sconsigliato a chi è giù di morale, ai sensibili e a chi è morto il pesce rosso. Sono in piena PMS, è febbraio, ho parlato con un collega e poi mi sono messa a pensare.
Oggi mi è capitato dire una cosa che non avrei voluto dire mai.
Gli amici non ci sono vicino solo per i giorni felici.
Conta su di me ora, perché se io non fossi qui, per te, adesso,
non avrebbe avuto senso esserci incontrati.
Per poco non è scoppiato in lacrime,
io gli ho sorriso.
Ci sono situazioni in cui dovremmo essere sopraffatti dal dolore, in cui dovremmo sentirci penetrare da esso così come, al suo opposto, ci sentiamo rapiti dalla gioia, in un momento felice.
In virtù dell'amore e la vicinanza che condividiamo con chi è stato colpito da un lutto o una malattia o per l'estremo addio ad una persona che ci è stata cara in vita. In qualche modo si dovrebbe provare dolore.
Io, invece, non provo sofferenza, la morte non mi sconvolge.
Non mi sento sopraffatta perché è parte stessa della vita.
Provo compassione, tristezza, pena.
Capisco la rottura dei legami, l'infrangersi delle speranze. ma non le sento come mie sensazioni.
Per me il dolore arriva dopo, lentamente. È una brezza carica di malinconia che accarezza l'animo e tace. Lasciandoti tra i tuoi pensieri.
Durante le esequie di mio cognato, tutti mi facevano le condoglianze. Mi dicevano di essere forte.. ad un metro da me c'era mia suocera, suo marito e il mio ex, loro avevano perso un figlio e un fratello e dicevano le stesse cose insensate anche a loro.
Tutte quelle lacrime, quella gente sconosciuta, le parole vuote di circostanza..
Una tragedia figlia dell'avventatezza..
Avevo la percezione di essere estranea a quella situazione. Non mi sentivo adeguata.
Ma fu così anche per Nonno Enzo.. solo che di lui pensavo che era stato consumato dalla malattia e la morte poteva solo essere una liberazione dal dolore del corpo.
File di sconosciuti mi stringevano la mano, decine di telegrammi dicevano che era andato via un grande uomo. Avevano ragione su una cosa, fu un grande uomo davvero, il più grande che abbia mai conosciuto, ma non è mai andato via del tutto.
Fu una sensazione simile due anni fa per la nonna Barbara -non sono neanche stata al suo funerale, rimasi a Torino- le portai dei fiori sulla tomba, non chiedetemi che senso abbia, mio padre ci teneva e lo feci per lui. Molto prima di lei fu la stessa cosa per nonno Iano, la sveglia la mattina presto, il viaggio in macchina, la colazione sul tavolo rotondo nella vecchia cucina a di nonna: panini al latte offerti dal panettiere come consolo -tradizione siciliana per cui si porta in dono del cibo alla famiglia del defunto-.
Mia zia mi disse di andare a salutarlo, di non avere paura perché sembrava che stesse dormendo.
Nella sua stanza, pensai che quella era la prima volta che vedevo un morto vero, in un momento in cui mi lasciarono sola al suo fianco gli toccai la fronte, la pelle era più fredda e rigida di quanto non credessi e pensai che i morti sembrano solo morti. non è vero che sembrano dormienti.
Ma lo tenni per me.
Provo questa specie di imbarazzo nel non sentire autentico dolore anche adesso, quando parlo con il mio amico che è distrutto difronte l'agonia della madre.
E io non so che dire, mi sento sempre inadeguata.
Le parole stesse sono inadeguate.
Durante i funerali peggio che mai, in mezzo alla gente sento l'affollarsi di tutti quei sentimenti disordinati tra il dolore, la pena, la disperazione, l'abbandono, la rassegnazione. I sensi si ottundono, si annebbia la mente come se d'improvviso galleggiassi in una bolla su un mare di nebbia.
Così che tutto diventa estraneo e indistinto.
Una coltre di distacco e freddezza mi piomba addosso e nel mio animo tutto tace.
Resto sola in me stessa a pensare alle cose della vita..
Forse sono sensazioni normali per tutti, almeno per tutti quelli che non piangono ai funerali, ma nessuno ne parla mai, perché sono argomenti spiacevoli. A nessuno piace parlare della morte, non me ne stupisco.
Forse è solo perché non concepisco l'idea della morte come una reale fine.
Forse perché è una sorte che toccherà a tutti, e ne sono rassegnata.
Oppure è solo perché sono debole e mi proteggo inconsciamente estraniandomi.
Forse perché a casa siamo molto freddi e sono stata abituata a soffocare ogni emozione dandone sfogo in solitudine.
Forse perché sono solo egoista:
L'unico funerale in cui ho pianto è stato quello di Vincenzo.
L'unica persona per cui mi vengono sempre le lacrime agli occhi quando lo penso -tipo in questo momento-, nonostante siano trascorsi tanti anni, è Stefano.
L'unica che non mi ha minimamente colpito, perché certe cose si sentono forte, è Franziska.
perché la Loro storia è la mia storia.
il loro dolore è stato il mio dolore.
E vorrei che i miei sorrisi di oggi fossero i loro sorrisi di domani.
Piango perché non riesco a spiegarmelo eppure io so.
Perché non ci sono malattie, vecchiaia, incidenti, fatalità che possano alleviare la condanna.
Non ci sono bugie che possono nascondere la disperazione, la brutalità del vuoto dentro, in cui tutti loro ci costringono a guardare e ad ammettere.
Non esiste Dio difronte alla nera trinità che fa dell'uomo giudice, carnefice e vittima di se stesso.
Con queste considerazioni
mi sono rovinata la pausa..
vado a lavare via questi pensieri lugubri con una lunga doccia bollente e dopo mi faccio il te.
Mi sento come Latherface ad un raduno di nudisti..
∼∼∼
Mi è capitato spesso di ragionare su argomenti a sfondo sessista, soprattutto quando il genere femminile viene discriminato rispetto a quello maschile a causa di scelte di vita o comportamenti che vengono riconosciuti come adatti ad un uomo e sconvenienti per una donna.
Secondo me le scelte di vita individuali saranno pure affar proprio se non ledono altri.
Da diverso tempo mi arrovello su un punto che secondo me discrimina gli uomini rispetto alle donne:
Noi femminucce siamo sessualmente discriminate,
ma i signori maschietti, a mio parere, sono
sentimentalmente discriminati
Mi da fastidio il luogo comune che vede l'uomo come un essere distaccato, freddo, FORTE.
Perché anche io -che parlo dall'alto della mia mente acuta, come se fossi in cattedra- ne sono caduta vittima.
Chiedo venia.
Pensavo all'uomo chenon deve chiedere mai, che non ha una sfera sentimentale o emotiva degna di interesse da parte della società, opportunista e sfruttatore, cinico, calcolatore, pisellocentrico, pronto a scoparti e a buttarti via, dotato di un bisturi che gli consente di scindere con precisione chirurgica ciò che è carne da tutto il resto.
L'uomo che è tutto lavoro, carriera e realizzazione di obiettivi.
Persone così ne ho conosciute diverse, perfettamente calate nel ruolo di Macho Man; un considerevole numero di Terminator attaccati alle gonne di madri, mogli e fidanzate. Terrorizzati all'idea di rimanere soli.
Perché l'uomo da solo è fragile.
O meglio, deve fare i conti con la propria fragilità, cosa a cui non è avvezzo.
-Considerazioni personali a parte-
Il succo della storia è che gli uomini ostentano e sono tenuti ad ostentare una forza che non hanno. Così come sono tenuti a nascondere o peggio ancora reprimere la loro sfera emozionale che invece hanno.
E a me questa cosa non sta bene.
In particolare sono rimasta davvero colpita dal sentirmi osannare, manco fossi Wonder Woman, per il mio approccio rilassato nei confronti della singlehood -o sigletudine che dir si voglia- e sono tutti lì a farmi forza perché sicuramente un giorno troverò qualcuno, non devo gettare la spugna, c'è speranza che io non rimanga zitella.
Ma c'è di più, il mio essere donna sola mi rende una persona interessante, indipendente.
Mi da il quid.
-vi dirò ciò che penso a riguardo in un altro post-
Le stesse persone, donne e uomini inclusi, che riferendosi alla stessa situazione ma a parti invertite: un uomo single, danno per scontato che la sua sia la banale accettazione di un destino inamovibile.
Perché un uomo se è solo è perché si sente realizzato così, lui non ha assolutamente bisogno di avere qualcuno a suo fianco.
Un uomo non ha bisogno di condividere la sua intimità o i suoi spazi con qualcuno.Ho perfino sentito dire "se è solo, vuol dire gli sta bene così" pronunciato con aria di assoluta noncuranza.
Al massimo se è piacente tromba, altrimenti è un morto di figa. In quest'ultimo caso, poverino, compatiamolo, deve sentirsi molto solo in virtù del fatto che non ha un buco da riempire.
Morale:
Io-Single non rimarrò zitella se troverò qualcuno su cui profondere il mio amore.
Lui-Single non rimarrà solo se troverà una da scopare.
Secondo me:
Insomma per alcuni uomini, a circa mezzo metro al di sopra il pene, oltre il petto villoso, i muscoli e le costole c'è anche un coso chiamato cuore.
Abbiatene rispetto.
Piuttosto provate a non sovrastimare e le necessità affettive/di amore/sentimentali delle donne, un giorno di questi vi spiego come arriviamo, noi gioiose pulzelle, alle soglie dei 30..
Aprire la mente e il cuore sapendo di essere capiti, completamente accettati.
guardare occhi privi di ombre ma ricchi di infinite sfumature.
L'assoluta certezza di essersi sempre conosciuti
già amati prima di questo Tempo
di condividere qualcosa che non conosce limite
che dura incorrotta dal tempo, dagli eventi
E che non si lascia confondere da altri amori o passioni passeggere.
Certe relazioni sono cariche di promesse mai mantenute.
Un amore che allontani senza alcuna pietà proprio quando sei certa di essere pienamente, follemente ricambiata.
Perché è nella natura di alcuni infliggere i dolori peggiori.
Uccidersi per non morire.
E poi semplicemente te ne dimentichi.
Un giorno ti ci fanno ripensare, per caso quando meno te lo aspetti, quando meno vorresti sapere che un amore così capita anche ad altri.
L'ho ritrovato ieri negli occhi che riflettono le speranze tradite, i sogni irrealizzati. In una nota triste e un'espressione malinconica.
E mi ha riportato alla mente lui, Bruno, un amore come questo qui non so se mi capiterà mai più.
È stato un bellissimo momento nella mia vita -durato anni, nonostante fossi già più che fidanzata con il famoso ex-. Pochissimi baci rubati e mai nient'altro eccetto una tensione violenta che ci isolava dal mondo e ci proiettava in una dimensione solo nostra.
Guardo al passato e mi accorgo con sorpresa che anche quell'amore incorruttibile è qualcosa che ha fatto il suo tempo.
Sono andata oltre.
Ma trovo che quell'incontro, quel lungo reciproco scambio sia stato come l'esplosione di una stella. Un evento unico, bellissimo la cui sorte è segnata nel momento in cui si realizza.
E se il bagliore di una stella è destinato a svanire, la certezza del sole col suo continuo sorgere scivola lentamente nella noncuranza, forse dovrei ispirarmi all'argenteo astro, custode di mille misteri, che sorride, risplende e scompare, ma che ci segue fedele, quando invisibile ci lascia godere del cielo stellato e quando luminoso incanta la notte.
A tutti auguro buone Lune!
La ballata dell'amore cieco (o della vanità) - De Andrè
Ieri mi ha chiamata un caro amico, gli ho raccontato come mi sento in questo periodo: vuota e sola.
Ho pianto un po' per telefono, sfogandomi con lui. Poi abbiamo scherzato e ci siamo salutati.
Dopo ho pianto fino ad addormentarmi.
Io non sono una bambina bisognosa di supporto e sostegno.
Mio padre non mi ha cresciuta come la principessa di casa.
E mi ha anche insegnato che non sono diversa da un uomo.
Non nascondo le mi idee e non sono una qualunquista.
ho delle aspettative sulle persone e sulla vita
Non credo nelle verità assolute, sottopongo al giudizio critico tutto e tutti.
non ho la velleità di piacere a chiunque.
E infatti...
non piaccio a tutti, anzi, dopo i primi incontri piaccio a pochi. E spesso non piaccio neanche allo specchio.
Critico aspramente me stessa e quello che faccio; Faccio e mi sento poco rispetto a ciò che vorrei essere e vorrei fare, e mi sento ancor meno all'altezza delle mie aspettative.
Mi basterebbe la sincerità nelle relazioni e degli affetti per essere serena ma non vivo la mia vita rassegnata all'idea della sfiducia e del dolore.
Non reputo gli uomini più capaci di me, abbiamo gli stessi strumenti per affrontare la vita e siamo uguali ma in modo diverso.
Ho imparato a non tirarmi indietro difronte alla paura, ad essere un Conquistatore nella vita, ad essere ferma e ad agire con decisione nei momenti difficili.
Sono stata cresciuta come se nella vita dovessi fare affidamento solo su me stessa, senza un uomo a fianco che mi indirizzi e mi dia coraggio.
-e so cambiare una ruota alla macchina, farla partire se la batteria non va, cambiare l'olio, smontare e rimontare un pc, cambiare le lampadine, sistemare le prese elettriche e i piccoli elettrodomestici, sgorgare un rubinetto intasato, montare una tenda da campeggio, fare un fuoco e mettere il mascara con la bocca chiusa..-
Come mi vedono i miei amici e colleghi.
Motivo per cui per molte donne/ ragazze / amiche sono una specie di essere strano dalla forza e dal coraggio abnorme.
Per molti "amici" sono:
un uomo mancato per poco.
una nazi-assolutista,
una donna aggressiva/irruenta/diretta
una persona fredda
Non mi interessa davvero cosa pensino di me le persone stupide, vuote e superficiali.
Ma non vivo in un mondo a parte e non riesco ad ignorare sistematicamente le loro etichette.
E mi feriscono,
Non mi sento così indipendente, non mi sento in grado di cavarmela da sola nel Mondo.
Non raggiungo tutti gli obiettivi che mi prefiggo, mi reputo inconcludente e stupida.
Lo vorrei dare un abbraccio affettuoso e vorrei essere consolata, perché a volte ne ho bisogno.
E vorrei qualcuno da amare, che mi ami, a cui chiedere aiuto senza per questo sentirmi debole.
Qualcuno che mi accetti per quella che sono. Così come sono.
Come mi vedo io
Sarà il clima, sarà il preciclo, sarà quel che sarà ma è un periodo di crisi nera.
Io, le mie relazioni del cazzo, le persona inadatte a cui mi sono legata, le scelte idiote e le inconsistenti speranze che ho nutrito ce ne possiamo andare al diavolo.. Vorrei poter isolarmi da tutto.
Lui poteva convincersi e ripetere a se stesso che io fossi la Donna col Super Potere.
Io potevo anche atteggiarmi da Femminone del 3°millennio sfoderando il più ampio e variegato repertorio di cinismo, distacco, sarcasmo, finto disinteresse e luoghi comuni mai visti e sentiti.
Barbara, ossia il prototipo della donna forte, moderna che non si innamora, MAI.
Spiacente di informarVi che io il Super Potere non ce l'ho e più in generale la penso come il signor Fantozzi qui sopra.
Inoltre che io sappia non esistono donne col Super Potere.
Anche se la maggior parte di noi starebbe meglio attorno ad un tavolo da poker per le capacità innate che ha nel bluffare a tal riguardo.
Ma siamo femmine e c'è qualcosa nel nostro modo di pensare che è storto, strano, stravagante... c'è un termine migliore per definirlo: femminile.
Se noi donne bluffiamo per evitare di rischiare e se il poker è rischioso
allora non ci troverete sedute ai tavoli da poker,
ma arrotolate tra le vostre lenzuola.
Come mosche che sfuggono dal piatto del miele e si gettano bramose nel luccichio dell'argentea seta delle ragnatele.
La maggior parte di noi imbroglia se stesse e si ingarbuglia l'esistenza.
Passato da poco il mio compleanno mi accingo a fare il solito bilancio dell'anno trascorso... Ci sarebbe moltissimo da dire. È stato un anno decisamente strano: intenso, instabile.
Da buona cancerina direi che è stato un anno lunatico.
Due titoli che sintetizzano bene gli ultimi 365 giorni -ma anche gli ultimi due anni a volere essere onesti-
Heart a mess Living in the chaos
L'ultimo periodo è stato confuso, agitato, bipolare, inquieto. Ho cercato senza trovare perché non sapevo cosa stessi cercando, consapevole del mio caos ho provato di tutto, ho fatto tutto; mi sono buttata vivendo intensamente come se fossi sulle montagne russe: lanciata verso l'alto e sbattuta giù in basso -ilpattern psico-emotivo della cocainomane-.
in altre parole mi sono ritrovata single dopo mille mila anni di vita di coppia.. e mi sono trovata spiazzata. Ma felice.
Mi è sembrato di sprofondate nel più profondo degli abissi senza possibilità di scampo e poi di poter volare leggera, libera da ogni compromesso, da ogni legame.
Mi è sembrato di essere felice, lontana, intoccabile.
Quante bugie ci si può raccontare prima di vederle crollare come un castello di carte, scoprendosi fragili quando ogni difesa crolla difronte all'occhio della coscienza?
"So cosa hai fatto" - cit. la tua Coscienza
Quando scopri che ciò che hai rinnegato era essenziale e ti manca senza che prima potessi rendertene contro. Quando l'impalcatura che ti eri costruita attorno, come difesa, crolla si è costretti a togliersi la maschera e a riconoscere gli errori, le mancanze.
Ci sono momenti in cui si agisce ciecamente, come animali braccati e si attacca per primi per non essere feriti. Stupidamente, senza vedere oltre ciò che si vuole credere -scusami Gu-.
Un capitolo del tutto a sé stante lo merita il mio naturale senso dell'incoerenza: in quest'anno ho frequentato diverse persone, ho fatto alcune esperienze nuove, delle quali mi sono categoricamente rifiutata di scrivere persino nel mio diario perché non volevo ammetterle, forse neanche a me stessa. Perché non volevo neanche darvi importanza.
Scansando ogni possibile ed eventuale coinvolgimento.
tenere a distanza le persone livello:
ti chiamo con un altro nome,
scrivo di te con un nome che è quasi il tuo,
ma non è proprio il tuo così ti esorcizzo,
ti tratto con freddezza (a -273.15 C)
ti tengo alla larga
non ti permetto di avvicinarti, non ti permetto di ferirmi...
Come se quella specifica persona non fosse diventata ugualmente importante per me, come se non mi fossi ritrovata a pensarlo contorcendomi, come se mi fosse stata veramente indifferente.
Come se negare a me stessa ogni palese coinvolgimento mi abbia fatto soffrire meno.
La mia era follia allo stato puro, idiozia consacrata -anche se ci tengo a precisare che lo facevo senza neanche accorgermene- non che conti molto adesso..
Comunque oggi si può solo prendere coscienza di ciò che è stato e lasciare il passato al passato, pendendo atto del buono, del bello che ho vissuto e portando con me la lezione che mi ha insegnato. Guardare avanti verso nuovi orizzonti.
Ascoltando Divenire di Ludovico Einaudi è impossibile non trovare la giusta ispirazione per seguire questi giusti consigli senza ulteriori rimuginazioni...
Dai lunghi, lunghissimi momenti di crisi si rinasce come fenici.
Riparto da me, che amo e che sento intensamente.
alla ricerca di un nuovo equilibrio un po' meno instabile
devo trovare dentro di me i miei punti fermi su cui costruire la mia vita.
-sull'inciampare nei propri bisogni, nelle proprie mancanze e anche in quelle altrui-
Nella vita guardati bene dall'avere relazioni sincere perché ogni volta che ti metti a nudo, una parte di te rischia di essere ammazzata
L'amico, l'amante ha deciso di sparire in modo sportivo, dignitoso e molto maturo: cancellarmi dall'oggi al domani da faccialibro e non rispondere più ai messaggi..
mica mi ha detto:
«bhè mi so' rotto il cazzo,
mi hai rotto il cazzo,
mi hai offeso,
voglio cambiare vita,
non voglio più vederti»
o qualcosa tipo:
«la mia ragazza ha scoperto tutto lo scopribile, mi sono cacato quindi levo le tende»
Lui sparisce e io a domandarmi cosa mai ho potuto fargli.. e perché non risponde..
Ingenua come La Bella Addormentata, ci ho messo un poco prima di capire di essere stata "rimossa" e deliberatamente ignorata: la potenza del Social Network dove il problema lo rimuovi in un click, ammaccando un tasto.
A quanto pare è una cosa che accade non di rado tra la popolazione maschile che si fa un vanto del proprio pisello ma poi.. il resto: ciò che è vero e ciò che conta nella vita.. -vuoto siderale-
Meno male che l'uccello c'è.
se lo ha scoperto la fidanzata un po' mi spiace perché, come dire.. tenevo anche io il cummogghio.
Cosa si può dire per la prematura scomparsa?
Mi spiace, ci sono rimasta male, perché mi ero sinceramente affezionata.. adesso è in un posto migliore.
però onestamente mi viene voglia di mandare io stessa un messaggino alla suddetta, non per vendetta, per salvare una ragazza da un egoista senza frontiere.. e anche perché così lui avrebbe un buon motivo per tagliare i ponti con me.. e anche un po' per vendetta è vero..
Ma non lo farò.
..Per ora
La vita è tutta qui:
Godere della bellezza fulminea delle cose semplici,
nel sogno di relazioni vere,
nella creazione di contatti umani sinceri.
Tutto questo è un rischio incalcolabile.
Aprirsi è l'unico rischio che valga la pena di correre.
E prometto solennemente che lo farò di nuovo, appena recuperate le energie, magari con un po' meno incoscienza, perché io ho una luce dentro, ho l'entusiasmo, io sono come il sole riscaldo e illumino il cuore degli uomini, non posso essere spenta, tramonto e risorgo.
E siccome il sole sorge ogni giorno, sempre ad est, qualche volta lo si da per scontato..
Nella mia stanza, sdraiata sul letto, mentre sto leggendo, mi accorgo di un'ombra che danza frenetica attorno alla luce. Per un momento -o interi giorni non so- ogni pensiero svanisce, la mente è rapita dal ritmico agitarsi e vaga senza meta trascinata dalla risacca dentro di me.
Con calma metto il segnalibro, senza neanche coprirmi mi alzo, prendo un accendino e spengo la luce.
Chissà dove va nel buio la falena,
-fa ciò che facciamo tutti:
Nell'ombra si perde
ma non vi importa, non si vede: nel buio tutto è nascosto.
Nell'oscurità che mi è familiare vado dove so, mi muovo senza timori, spostandomi alla mensola accendo una candela, il chiarore traballante della fiamma si espande, intonando il suo inappellabile richiamo e tornando a letto lascio che la natura si compia.
La Natura si rivela per ciò che è, in una falena incantata dal fuoco o nella fiamma che ammalia e cattura.
Io odio gli ipocriti e gli indifferenti, odio quelli che si girano dall'altra parte perché è più comodo.
Odio quelli che ti dicono «Come sei dimagrita» e poi non fanno nulla, si limitano ad osservarmi deperire ogni giorno che passa.
E nessuno muove un dito mentre muori ogni giorno un po di più.
Alla fine soccombi schiacciata da un peso immenso, mentre tutti intorno ti guardano consumarti come una candela fino a spegnerti per sempre.
Io sono stata anoressica
Il mio non è stato un lungo calvario, è stato un intenso periodo di svolta -molto negativa- verso un malessere meno evidente ma ugualmente letale.
Mi sconvolge sapere che molti soffrono così come ho patito io..
Nel mio piccolo vorrei fare qualcosa per chi si sente così vuoto e distrutto da desiderare il congedo da questo mondo.
Ma nel mio piccolo, attraverso queste pagine, posso solo testimoniare che è possibile sconfiggere l'anoressia, la malattia non è per sempre, non ci appartiene e noi non le apparteniamo.
Non è una nido sicuro in cui trovare quiete, è una bugia che ci raccontiamo per stare meglio, per stare peggio.
Scrivo questo post perché io oggi sto bene.
Tuttavia rientrata a casa dopo qualche mese che non vedevo i miei familiari mio padre mi ha fatto notare che secondo lui sono troppo magra. E siccome ritengo di non avere problemi col cibo -fatta eccezione del gorgonzola verso il quale ho molti problemi- mi sono chiesta se io stia veramente bene, oppure se mi sto raccontando delle frottole di circostanza -cosa che fa ogni malato che si rispetti-.
Dopo aver molto pensato ho concluso che non c'è una ricaduta in corso, è solo un periodo denso di cambiamenti e quindi come tale va preso senza troppe ansie.
In un album di ricordi ho trovato un pensiero che avevo dimenticato e ho deciso di dargli voce per non perderlo nel silenzio.
vado matta per la cancelleria, nel mio borsellino delle penne c'è tutto quello che può servire e anche di più, i doppioni non mancano mai perché mi piace avere i sostituti se perdo, o finisco qualcosa.
-pennarelli
-matite colorate
-3 evidenziatori: due gialli e uno verde
-Bianchetto
-forbici dalla punta arrotondata
-Micro mina
-scotch
-Ricariche per la micro mina
-2 Gomme per cancellare
-4 penne blu
-3 penne rosse
-2 penne verdi
-Neanche una penna nera
e quella con cui scrivo è finita.
Morale della favola:
Quando manca qualcosa di fondamentale non te ne fai nulla dell'abbondanza di cose inutili..
evitandoci un dispiacere ci fa mancare la felicità.
Bene, si avvicina il mio compleanno..
non so voi ma per me è il periodo dei resoconti, il periodo in cui guardo indietro all'anno appena trascorso e faccio i miei bilanci.
Sorvolo con la memoria i giorni che sono passati e soppeso azioni, comportamenti, persone.
Me.
Di sicuro è stato un anno orribile e confuso: amore profondo e totalizzante, sesso, tradimenti feroci, abbandono, litigi, sesso riparatore, ferite, lacrime, dolore, adii, conoscenze, sesso, nuoto, delusioni, nuove scoperte, apnea, senso di infinita inferiorità, sesso, insicurezze, legami ricuciti, sesso, sfanculamenti, funerali troppi, terribili, surreali...
Sesso.
Alla mia veneranda età, per la prima volta, ho cominciato a dare importanza al sesso e a vederlo come un modo di esprimersi e di interagire con l'altro e con se stessi e non più come sola emanazione dell'amore -applausi prego-.
Mi soffermo a considerare che, nonostante tanta pratica in effetti sono molto inesperta, che conosco molto poco me, il mio corpo e le mie possibilità e che mi relaziono col mondo esattamente nello stesso modo in cui faccio l'amore: freddamente, cinicamente, a distanza di sicurezza.
Vivendo con timore, amando con mitezza e proteggendo con prudenza tutte le mie insicurezze.
«Perdonami se la mia domanda è indispensabile», disse Scrooge, guardando fisso la veste dello Spirito. «Ma vedo qualcosa di strano che non ti appartiene uscirti dalla veste. È un piede oppure un artiglio?»
«Potrebbe essere un artiglio a giudicare da quel po' di carne che vi è attaccata», fu l'accorata risposta dell Spirito. «Guarda».
Dalle pieghe della veste trasse fuori due bimbi, laceri, abietti, spaventosi, ripugnanti, infelici. Questi gli si inginocchairono ai piedi e di afferrarono alla parte esterna della veste.
«Uomo, guarda qui! Guarda, guarda qui!», esclamò lo Spirito.
Erano un bambino e una bambina, gialli, magri, stracciati, imbronciati, simili a piccoli lupi, ma al tempo stesso prostrati nella loro umiltà. Dove la grazia giovanile avrebbe dovuto riempire i loro lineamenti e tingerli dei suoi più vivaci colori, una mano decrepita e rugosa come quella della vecchiaia li aveva afferrati, contorti, dilaniati. Dove gli angeli avrebbero potuto sedere in trono, si nascondevano i demoni e guardavano minacciosamente fuori. In tutti i misteri di questa meravigliosa creazione, non c'è alterazione, degradazione, perversione dell'umanità, in qualsiasi grado, che abbia mostri orribili e tremendi come quelli.
...
«Sono i figli dell'uomo», disse lo Spirito, abbassando lo sguardo su di lui; «e si afferrano a me chiedendomi di aiutarli contro i loro padri. La bambina si chiama Ignoranza, il bimbo Bisogno. Guardali bene tutti e due, e tutti quelli che somigliano a loro; ma soprattutto guarda bene la bambina, perché sulla sua fronte vedo scritta una parola che è una condanna, a meno che quella scritta non venga cancellata. Negalo!»
Charles Dickens
Un canto di Natale
***
rispetto al Natale è un post anzitempo, tuttavia posto questo estratto perché mi ha colpito l'attualità dei mali di cui parla Dickens, passano i decenni, la società si è evoluta tecnologicamente, ma rimane ancora imprigionata nella sia cappa di Indifferenza e apatia di fronte ai veri problemi che la affliggono.
Bellissimo racconto, quindi fatevi un favore, andate in una libreria/biblioteca/mercatino delle pulci -come ho fatto io- compratelo e leggetelo!