Seguimi, lettore!
sia recisa la lingua infame al mentitore che ha negato l'esistenza
di un amore autentico, fedele sulla terra!


Segui me , mio lettore, soltanto me, e ti mostrerò un simile amore


. . .


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giovedì 18 settembre 2025

Resocontando



Da quando ho smesso di scrivere sono successe un po' di cose, breve elenco di quelli che reputo punti salienti su cui probabilmente mi troverò a pontificare prossimamente... Così vi do un po' di contesto.. 
magari anche io ne approfitto per fare qualche considerazione..

ho lasciato la casa dove abitavo da studentessa - ci ho lasciato un pezzettino di cuore - adesso sto in un appartamento decisamente troppo affollato e sono un po' bloccata poiché trovare casa a Torino è come vincere al super enalotto.. anzi forse é più facile azzeccare un ambo che trovare un affitto dal rapporto costo/spazio/finiture accettabili.

lavoro a tempo pieno e spesso ben oltre gli orari del tempo pieno in uno studio di ingegneria e per me il RAL è uno standard di colori e non un indice per la disponibilità di cash a fine mese.. questi aspetti vanno bene ma non benissimo. 

Porto i capelli più corti che in passato.

rullo di tamburi, tamburelli, grancasse: mi frequento full time nientepopodimeno che con Lo Scapigliato - comprensibilmente capirei il vostro disappunto/storcimento di naso ma la vita va così e sono contenta così - stiamo progettando di fare cose insieme, ma c'è della confusione a riguardo quindi, tutto è molto bello io sono molto felice ma sorvoliamo questo tema.

Mi è uscita l'ernia del disco. non bene, non bello. non lo consiglio e nella prossima vita non lo rifarei.

Mi sono cresciute le tette, aspetto positivo di essere ingrassata di +o- 15 kg, inizialmente perché il medico curante che mi aveva prescritto gli anti infiammatori per l'ernia si era dimenticato di dirmi che il cortisone fa venire una fame insaziabile e poi perché dopo aver preso 10kg in un mese ho mollato il tiro. Ora mi lamento 3 volte al giorno delle mie forme peroidali e strabordanti.

Ho scoperto di avere il pollice verde, ma la casa in cui vivo è buia e tanto basta per ammazzare le mie bellissime piantine. Qui stanno vivendo una perpetua agonia poverine.. 

Studio i Tarocchi, faccio delle letture, principalmente per me, sporadicamente per gli amici.

Faccio viaggi.. senza prendere mezzi di trasporto - ho delle storie interessanti su questo tema che vorrei approfondire in altre nuove avventure -

E dulcis in fundo ho riscoperto l'amore per la lettura. Sentimento che non si è mai del tutto spento in me, ma che si era parecchio affievolito nel tempo.
Negli ultimi anni, complici il pendolarismo e la volontà di non rincoglionirmi totalmente scollando all'infinito il telefono ho ripreso a leggere con una certa assiduità, immagino di rientrale tra i lettori forti, nonostante io sia una lettrice lenta.
Faccio TBR che non seguo, sfide di lettura che perdo in partenza, guardo video, segno titoli su titoli in wishlist infinite, ma più di tutto compro più libri di quelli che leggo e ho più libri di quelli che ci stanno nella libreria. Non paga di ciò prendo a rotazione libri in biblioteca.

Regolare vita da lettrice.

Qui una testimonianza fotografica delle disposizioni a tetris e i libri in seconda fila che si ammucchiano inesorabilmente. ovviamente ci sono libri anche sul mobile del pc, in camera, nella mia borsa e nel cassetto dell'ufficio.

Ho terminato da pochissimo "La collina dei conigli" un romanzo di formazione ad episodi la cui trama comincia un po' lentamente e lentamente affascina il lettore e a balzelli, timidamente e proprio come un coniglietto prende un ritmo sempre più avvincente e incalzante.
Libro molto carino e dal finale poetico. 
Io lo leggevo a spizzichi e bocconi a casa dello Scapigliato (che ha una biblioteca vastissima che la mia in confronto è giusto due libri in croce) perché si presta bene anche ad una lettura non continuativa, soprattutto nella prima metà del libro.
Mentre ero a casa mia invece leggevo "Delitto e castigo" romanzo di deformazione che non credo abbia bisogno della mia presentazione e che probabilmente avrei apprezzato maggiormente una decina di anni fa quando, essendo più giovane, sarei stata toccata in profondità dalle considerazioni del protagonista.
Mi sorprende molto la modernità della scrittura (i salti nella narrazione e la continuità tra un capitolo e il successivo) la vastità e l'attualità dei temi trattati.
Il mio umile contributo a questo colosso della letteratura potrebbe essere riassumibile in :

Bello,

Ma è comunque una mappazza


Ora che ho sdoganato questo tema sappiate che vi ammorberò coi libri. Perché sto in fissa.

martedì 2 settembre 2025

chi non muore si riscrive

 

Avevo cominciato a scrivere questo post più di un anno e mezzo fa, gennaio '24 e indovinate, non l'ho mai pubblicato..Non ho più scritto, non ho avuto più voglia di scrivere, di leggervi, di essere letta. Anche adesso, qui seduta alla scrivania, davanti al pc, proprio mentre batto i tasti mi dico che non ne ho voglia, mi domando perché lo sto facendo e non mi so dare risposta.
Da qualche tempo ripenso a questo blog, senza nostalgia a dirla tutta, ma ci penso sempre più frequentemente e insistentemente,  forse è per questo che  adesso sono tornata tra queste pagine virtuali.

Una volta mi piaceva e mi faceva star bene aprire il cuore e dare libertà qui alle mie emozioni, mettere in parola e dare una forma anche a quelle sensazioni troppo forti che non sapevo neanche spiegare se non attraverso le metafore per descrivere qualcosa che per me in quel momento era importante..

Mi domando se ho sfogato qui talmente tante emozioni estreme, conflitti interiori, buttando righe su righe di pensieri caotici ed emozioni viscerali che adesso, non trovandomi a viverne di simili con la stessa potenza, mi sento improvvisamente piatta e senza nulla da dire.

Forse ho imparato a riconoscere le emozioni che provo e a regolarle di conseguenza senza necessariamente svuotare tutto a caso?

Forse sto imparando a relazionarmi con me e tutto quello che non so di me?

Potrebbe esserci la possibilità che io sia cresciuta.. maturata..?

Questi sono alcuni dei pensieri che mi sfarfallano in testa e mentre sto qui a lambiccarmi il cervello  realizzo anche che non era solo lo scrivere a darmi soddisfazione, ma anche rileggere quello che avevo scritto, correggere gli errori che trovavo qua e là nei testi.  Adesso invece quasi mi vergogno delle cose insensate ed esagerate che ho scritto. Che voi ci crediate o no mi vergogno non tanto di averle scritte ma proprio di avere provato quelle emozioni così intense, estreme, totalizzanti e incontrollate. Provo vergogna per aver attribuito un certo peso determinate persone e certe situazioni che si sono create -che ho contribuito a creare-. 

Mi vergogno persino di avere creato le situazioni che hanno prodotto le emozioni di cui ora mi vergogno.. un circolo vizioso di vergognose vergogne!

E in tutto ciò non capisco più il senso di quei guazzabugli emotivi, non li seguo, sono troppo complicati e astrusi!

Chi era quella persona che scriveva tutti quei post.. ?

Una persona che conosco benissimo, ma che non capisco più tanto.


Chi è questa persona che batte le dita sulla tastiera?

Una persona che non conosco tanto bene, ma che sto imparando ad apprezzare.

siccome non è da me recriminare le emozioni, allora mi dico che forse avevo bisogno di passare dentro quel mattatoio di situazioni per rompere i miei precedenti schemi mentali, le mie barriere, le mie rigidezze e avere la possibilità di approcciarmi al nuovo.

È particolare la sensazione di essere estranei a se stessi, ma sapete come si dice no? 


Nomen Omen... 


deve essere nel mio destino.



È bello tornare a parlarsi !


- - - 

PS.

Chiariamo ora e sempre che non mi vergogno per tutte le volte che ho scritto di sesso, di coppia, di corna di triangoli strani e pratiche sessuali non convenzionali. 




domenica 15 novembre 2020

Ddq #3 c'è coviddi



ho il covid 
Non ho avuto febbre alta, solo un'incredibile senso di spossatezza e stanchezza nei giorni scorsi, non ho tosse ma un fastidio costante e lieve alla cassa toracica da un paio di giorni.

Non ho voglia di scrivere di malattie, mi mette tristezza e visto che sono "sola", ho paura che mi sentirei triste e sconfortata.
ma scriverò


1. covid
sono isolata rispetto ai miei coinquilini perché mi sono sicuramente contagiata fuori casa, quindi per non spargere il morbo pestilenziale vivo quasi 24/7 in camera mia. a tal proposito, menomale che mi sono spostata nella stanza  più grande perché altrimenti mi sarei sparata un colpo in testa.
Uso gli spazi comuni con la mascherina, faccio attenzione ad arieggiare i locali durante e dopo la mia permanenza e, a parte la colazione che consumo regolarmente in cucina, pranzo e ceno nella mia stanza.


2. somewhere over the lol
Sono in smart working da 3 settimane, durante le quali ho passato 5 giorni con lo scapigliato a casa sua prima di tornare a casa mia in occasione del lockdown vero ed è proprio lì che ho preso il temibile il VAIRUS o lui ha preso me. 
Io e lo Scapigliato siamo stati bene insieme e oggi mi domando se ci rivedremo prima di Natale..
Subito dopo la prima quarantena si parlava di passare insieme una eventuale successiva l'idea mi gasava parecchio, la trovavo stimolante e non solo a livello pelvico, ma una parte di me, quella un po' più realista, si aspettava che non lo si facesse, che fossero parole confortanti, ma parole; nonostante fossi abbastanza scettica sono ugualmente triste a riguardo.
Come l'altra volta ci siamo ritrovati a giocare su lol, account che non toccavo da mesi -più imbranata che mai perché vivo su 1/2 secondi di lag costante-, spesso e volentieri con alcuni dei suoi amici.. un gruppetto simpatico e un po' sgangherato del quale non faccio parte se non sporadicamente.
Spero solo che non ci si abitui all'assenza, alla mancanza di prospettiva. 


3. voglio scrivere un romanzo
così d'amblée.
Leggo molto in questo periodo anche se leggevo di più andando a lavorare, questo perché con un paio d'ore tra andata e ritorno avevo i miei momenti di stacco dalle polemiche dell'ufficio e di felice concentrazione tra le pagine dei libri.
Seguendo il consiglio di una amica e di qualche altro guru letterario, mi sono cimentata nella lettura multipla, ma non è andata bene. Ad un certo punto mi sono trovata con una quantità di libri leggiucchiati e lasciati nei momenti di noia per andare in contro ad un nuovo "entusiasmante" titolo che finiva smezzato e impilato sul comodino insieme agli altri.
Penso che questo sistema vada bene se si inframezzano letture leggere a letture pesanti, letture lunghe a letture brevi, letture in lingua a letture in italiano, letture di saggi a letture di narrativa e così via..
Ora che sono riuscita a terminare alcuni dei titoli che avevo in lettura posso passare ad elencare quelli che sono rimasti:
    - I Buddenbrook
    - Se una notte d'inverno un viaggiatore
    - L'esorcista
L'elenco delle letture fatte o piò o meno portate avanti si trova sempre qui -unica pagina che vado aggiornando nei periodi in cui non scrivo-.
Ma sui libri scriverò un post dedicato altrimenti qui mi perdo.
comunque mi piacerebbe davvero scrivere un romanzo, peccato che sia completamente incapace, incarnando il luogo comune più comune che esista.


4. ritorni
La vita è una cosa bella perché quando meno te lo aspetti ti stupisce e mi ha stupito moltissimo un vecchio amico di blog tornato a fare capolino sul mio schermo, penso che questo momento di quarantena abbia fatto riflettere un po' tutti sulle cose che ci sono mancate e che abbiamo lasciato alle spalle rincorrendo altre coinvolgenti novità. Quando le cose vecchie ritornano, soprattutto in un periodo come questo siamo più propensi ad ascoltarle, a leggerle, a trovare nuovo -vecchio- spazio che le accolga.


5. lievito
Comunque per questa quarantena, partivo già con la dispensa piena di legumi, riso, pasta, latte, olio, sale, vino.. tutto tranne il lievito. 


venerdì 16 ottobre 2020

Affresco Contemporaneo

Ufficio = Luogo in cui luoghi comuni, voglia di fare un cazzo, ignoranza, egoismo, cretineria, prepotenza, lamentele, ipocrisia e sbuffi si fondono tra loro generando degli esseri orribili noti ai più quali le Colleghe -s’intende tutte stimate professioniste-. 

In questo momento dovrei scrivere una relazione -che deve essere consegnata entro ieri, letteralmente- e probabilmente qualcuno potrebbe pensare che con questo mio battere sulla tastiera lo stia facendo, peccato che non abbia ancora la documentazione necessaria per la redazione di suddetto documento perché la persona che dovrebbe fornirmi il materiale sia troppo occupata a guardare Facebook, ritoccare foto e a valutare altre offerte di lavoro.. 

A riprova che il fancazzismo non è solo malcostume degli uffici pubblici ma anche degli studi privati.

 

In studio attualmente siamo 6 donne, la capa cazzeggia a tempo pieno da luglio a questa parte unica eccezione per le scadenze imminenti si lamenta moltissimo per l’ambiente che si è creato a causa di due colleghe particolarmente fastidiose: Gargamella… bè lei è Gargamella, semplicemente acida, il nome dice tutto e la sua tirapiedi: una specie sbuffomane che tira costantemente su col naso, affetta tra l'altro anche da logorrea.. sta zitta e si aliena perdendo tutti gli spunti di conversazione solo quando gioca a candy crush al pc, perché quando lavora parla con tutti, si intromette in ogni discorso, ragiona ad alta voce, parla spesso con Gargamella che si limita a degli sporadici "mm-mmm" e già che c'è parla anche da sola.

 

Poi ci sono due normodotate: una collega simpatica il cui unico difetto è fare l’elenco di tutto quello che non le piace di questo lavoro già al mattino, per rincarare la dose in pausa pranzo e dare il colpo di grazia appena chiusa la porta la sera.. La stakanovista che invece si fa i fatti suoi e completa i suoi lavori, non parla troppo, apprezzo molto il su modo di fare.

 

Alla fine ci sono pure io che mi lamento seriamente di una cosa sola: la radio costantemente accesa ad un volume alto -che non è alto, ma ad un volume tale che nel tempo risulti fastidiosamente persistente-.

 

La stazione radio incriminata è Rtl 102.5, la frequenza di Satana, chiunque la gestisca ha un problema serio con l’organizzazione del palinsesto musicale: ripetitivo fino allo strenuo. 

Inascoltabile.
Ma alle due antipaticone piace molto e la accendono appena ne hanno la possibilità perché trovano fastidioso lavorare in silenzio; non si amai che si concentrino a pieno su quello che fanno.

 

Poi c’è quella pentola di fagioli del il capo che come tutti i capi ha più difetti che virtù.. specialmente quando è descritto da un dipendente non troppo soddisfatto perché è retrogrado e avaro di soldi, di conoscenze e riscaldamento si sono al più 20° che non è una temperatura bassa a meno che non si lavori per tutto il giorno seduti, in questo caso ti metti anche il cappotto sulle spalle. Assurdo.

 

Questo è il panorama lavorativo del momento.. poco piacevole ad essere sincera. Di solito non cazzeggio ma tutto questo continuo assorbimento passivo di lamentele irresolute e rumore di sottofondo mi hanno snervata e ho voluto sfogarmi qui.

Quanto detto fino ad ora penso che non aggiunga niente di nuovo a nessuno, credo che sia più o meno esperienza comune trovarsi sul luogo di lavoro con personaggi di questo tipo.

 

 

Un affresco che più classico non si può

martedì 4 febbraio 2020

Your name



È difficile per me ammettere questa cosa dopo le aspre parole che ho usato per apostrofare la persona e la situazione di cui sto per parlarvi, da qualche temoi sapevo che sarebbe capitato di tirare fuori questo argomento spinosissimo e complicato …e adesso eccoci qua.
senza ulteriori giri di parole debbo confessare di essere tornata frequentarmi in senso romantico e sentimentale -ma anche con un ottimo rendimento"sportivo"- con quello che al secolo fu noto come Scapigliato altresì conosciuto per le sue gesta antieroiche come Coglionazzo.
Non lo avrei mai detto neanche io, reputavo impossibile un contatto e altamente improbabile un ripensamento, un riavvicinamento in senso proprio neanche nella più romantica e stucchevole delle fantasie nate e basate sulla più melensa delle commedia romantica.. eppure  le cose della vita non si possono mai sapere.
la mia vita ha assunto dei toni di rosa che non sopporterei di vedere neanche in un film; viverli però è ben altra cosa..

Le considerazioni sui motivi intimi, sulle scuse, sulla fiducia, i perché e i percome le rimando ad un altro momento adesso scrivo qui per una questione meramente pratica: sulla mia rubrica è rimasto salvato con l’ultimo nome che gli ho affibbiato, PsychoEx che descriveva perfettamente il comportamento apparentemente inspiegabile che  aveva messo in pratica e lo status di ex a cui aveva deciso di aderire.
Il punto è che, volendo cambiare e andare oltre l’accaduto, quindi volendo lasciare alle spalle il fattaccio pare brutto -soprattutto a lui- mantenere quel nome in rubrica.
Gli do ragione perché, per quanto fosse simpatico sulle prime, adesso forse riporta alla memoria o insiste ogni volta su situazioni e comportamenti spiacevoli e soprattutto, dato il grosso cambiamento che attualmente dimostra nei miei confronti sarebbe più opportuno cambiare anche il suo nome.

Potrei salvarlo con Nome e Cognome e fine dei problemi, ma a parte che non mi piace, la storia del nome in rubrica ha sollevato un dubbio legittimo: ma io che soprannome gli do quando ho voglia di chiamarlo con un soprannome?
Su questa domanda mi sono incartata, io do un soprannome affettuoso/sfottente a quasi tutti gli amici o ragazzi con cui mi trovo bene. Perfino Gu ha i suoi nomignoli a seconda della situazione.
Lo Scapigliato no.. o meglio, qui viene identificato con questo nome, per altri ha una denominazione  basata sulla provenienza geografica, per alcuni ohimè è solo noto come Coglionazzo -che per ovvi motivi sarà dismesso in favore di quello di battesimo-.
Ma se io penso a qualcosa di carino, affettuoso o tenero che al contempo mi piaccia, lo descriva e mi sembri giusto usare ecco che esaurisco tutte le idee.
Un po' perché la trovo una dimostrazione di affetto forzata mettersi proprio a pensare ad un nome, dovrebbe venire da sé, un po' perché risento del precedente rapporto che si era instaurato senza troppe dichiarazioni di affetto quindi tenuto a distanza anche dall'assenza di un appellativo tenero, un po' perché forse ho ancora una modalità di approccio sulla difensiva.. ma proprio non c'è verso di trovare un soprannome che gli garbi come dovrebbe, un po' perchè penso che tanto le storie il più delle volte finiscono non bene e poi hai in odio anche il nome carino -che oltretutto non potrai utilizzare per il futuro innamorato di turno- o forse si?



domenica 26 gennaio 2020

Amo..che?

Henry, Megan e il vero amore 

Il post di oggi non vuole essere particolarmente lungo, originale o impegnativo, a mio parere  il concetto: "un amore è tanto più grande quanto più grandi sono le rinunce che fai in nome di esso"


È una minchiata atomica.


Un giorno magari mi siederò a scrivere perché, a mio parere, l'amore è un fatto di libertà, ma oggi sono seduta su un divano comodo e ho sonno.
Auguri di  tanto ammmore a voi tutti 😘

domenica 20 gennaio 2019

Così... senza senso


Probabilmente molti di voi non lo sanno.
Probabilmente molti di voi non lo vogliono nemmeno sapere.
I capelli lunghi sono bellissimi, femminili, evocano dolcezza e morbidezza.
Richiamano alla mente dolci cure necessarie per mantenere la loro naturale bellezza.

tutto molto entusiasmante e me li sono fatti crescere; però mi ero dimenticata che i capelli lunghi si infilano tra le chiappe.

martedì 5 giugno 2018

Infinity


Solo due cose sono infinite: l'universo e le docce del mio coinquilino quando mi sveglio la mattina con una necessità pazzesca di fare pipì. E non sono sicura della prima.


Buon giorno.

Comunque, io la mattina ho una fame nera che mi mangerei qualunque cosa.. a voi non succede?

Colazione così..



domenica 15 ottobre 2017

la Nullologia del Tutto

e i momenti di profondo blogging:


Tre ore di conversazione telefonica, snocciolare problemi all'infinito, ripetendo i punti salienti della discussione perché era bella, frutto di un'analisi profonda, importante, dettagliata, precisa e coincisa, costata anni, sacrifici, dolori, per poi non ricordare niente e restare a guardare questa schermata domandandomi:

 Che cazzo volevo scrivere ieri?



-ora capite perché non riesco a fare esperienza dei miei errori? non mi ricordo mai una sega neanche delle conclusioni a cui io stessa giungo-


giovedì 22 giugno 2017

Barbara vi racconta Barbara


Non sono mai stata puntuale in vita mia, figuriamoci in anticipo, eppure trent'anni fa ero attesa il 2 luglio, ma ero così impaziente di venire al mondo che sono nata il 25 giugno, nel pomeriggio.





Astronzologicamente parlando..
Sono un Cancro ascendente Scorpione, dicono che l'ascendente diventi preponderante dopo i 30, quindi da domani attenzione alla coda.
Dicono anche il cancro sia un segno capriccioso ma dolce, con un lato evidente, conosciuto e un lato selvaggio e nascosto. Dicono che sia un tenerone.. Io penso di appartenere alla categoria a cui appartenevano Giulio Cesare ed Enrico VIII, che non avevano la fama di essere particolarmente teneri.. Ma poi magari sbaglio..

Tema natale
Ho sempre avuto una personalità molto solare ma lunatica e scontrosa, dura fuori e morbidosa dentro, in fondo, molto in fondo, quasi a non volerlo ammettere, perché ci si rimette soltanto mostrandosi teneri.. Però ho un lato dolce, affettuoso.
Da domani confido in un ulteriore set di zampine, esoscheletro, pedipalpi -le pinze-, coda e telson -caratteristica punta con annessa ghiandola velenifera- in aggiunta al carapace e alle già brevettate pinze di granchio.
Praticamente inespugnabile e invincibile, tranne se messa a panza all'aria.


Emotiva, permalosa e aggressiva, soprattutto per compensare i presunti torti subiti, direi che amo l'amore in ogni sua manifestazione. Anche fisica, per la quale non esiste una precisa distinzione tra amore e sesso, perché ogni volta è La Volta.
Sono l'incoerenza fatta persona.
Ho la sacrosanta paura di soffrire ergo sono campionessa di distacco e freddezza, salvo poi pentirmene, sentendomi in colpa per aver fatto allontanare qualcuno, o esplodere, sentendomi in colpa per aver ferito e fatto allontanare qualcuno.
Mi piace la pizza e voglio la pace nel mondo (ma solo dopo aver fatto la guerra e l'amore riappacificatore)

Mia madre temeva e teme che io da un momento all'altro possa conoscere qualcuno, buttare tutto all'aria e fuggire per amore.
Temeva che lo avrei fatto col mio ex, ma lui non era la persona giusta per una simile follia, teme molto di più adesso perché potrei farlo da un momento all'altro e chissà con chi!
I polentoni sono persone strane e pericolose!

Questo è quanto io vedo da dentro, ma si sa che non siamo ciò che vediamo di noi stessi.





Non vado matta per:
il cinema, se ci vado è più per la compagnia che per il film in sé, la lirica che trovo un po' noiosa, la prima volta con un ragazzo nuovo, i baci mollicci sul collo, le troppe coccole, le persone melense, i comportamenti irruenti di chi spara tutto in faccia senza filtro, le critiche.

.. invece
Mi piace il teatro, le sinfonie, la musica, il balletto, la lettura, i gialli tipo CSI, i film horror, ma solo quelli con i fantasmi, gli horror psicologici e i thriller, l'odore di terra bagnata, camminare nel bosco, distendermi al parco, le serate con gli amici a casa, le cose tranquille, il romanticismo, i baci focosi sul collo, fare i dolci quando sono triste, il contatto fisico un po' ruvido e non troppo delicato, le piccolezze di cui ti accorgi dopo un po', il nodo allo stomaco quando brancoli nell'incertezza ma è tutto ancora possibile, le dita che si intrecciano, il sesso fatto bene con trasposto quando ti dimentichi chi sei e da dove vieni ma sei solo qui e ora, perchè è l'unica cosa che in quel momento vale, chi mi fa provare quello che ho appena scritto, e quando vado a mare fare il morto a galla e fare la bella Sirenetta tra le onde.
Le persone mutevoli, nel profondo anche se mi destabilizzano


ma anche
quando non ci si pone il problema di quello che si fa, se il sesso o l'amore perché in sostanza è la stessa cosa, almeno in camera da letto, nuotare, le serate in discoteca, pogare fino a non sentirsi più o piedi, limonare gli sconosciuti, flirtare come se non ci fosse un domani, prendersi sonore sbronze durante le feste, ridere da sbronza, fare l'amore completamente ubriaca tanto da non ricordare niente l'indomani, ballare, fare sogni improbabili su situazioni impossibili, sentirmi innamorata, sentirmi coinvolta, scoprire la delicatezza dietro l'inaccessibilità -è qualcosa di cui avere cura e rispettare-. Le amicizie che mi porto nel cuore.
Lasciare che le cose scorrano libere, informi, perché qualunque cosa diventino, lo diventeranno naturalmente e senza costrizioni, lasciando all'intuito e alla comprensione di ognuno la scoperta dell'epilogo.
Nell'ebbrezza si prova lo stesso senso di libertà e totale coinvolgimento che si prova quando si è con qualcuno qui e ora a fare del buon amore.

Detesto
i ragni, l'atteggiamento di chi mi limita e mi comprime pretendendo di dare forma a qualcosa che forma non ha, chi ha bisogno di incasellare tutto per tenere sotto controllo le cose, chi pretende di "gestire" -parolaccia immonda- la propria interiorità, e ancora di più chi pretende di gestire la mia, l'atteggiamento di chi pretende di pensare al posto mio, desumendo conclusioni insensate, la freddezza, le bugie, le persone rigide e monotone, chi non esterna le proprie emozioni, i comportamenti villani e vigliacchi, chi vuole averla sempre vinta, me stessa quando esagero, penso di non valere abbastanza,quando mi sento debole.




Fritto misto..
Questo è un modello simile al mio ^__^
...Quando avevo due anni e mezzo, mi è stata diagnosticata una osteocondrosi all'anca sinistra, ho portato un tutore per  3 anni, non potevo correre, non potevo indossare i pantaloni, camminavo a gambe aperte dondolando a destra e a sinistra, non potevo camminare senza -altrimenti erano dolori-. Mia madre non mi ha cresciuta come un'handicappata e non ho mai patito la differenza tra me e gli altri bambini.
Ero una bambina affettuosissima, dolcissima, molto vivace e creativa. 
Quando tolsi il tutore studiai danza classica, per due anni, poi lasciai la danza e continuai con la piscina. 
Ho imparato a nuotare prima ancora che a camminare con le mie sole gambe.
Il mio primo giorno in piscina è significativo per capire la mia indole più profonda: io non mollo mai.
Eravamo 5 o 6 bimbi in fila appollaiati al bordo vasca (ancora di salvezza per chi non sa nuotare o è incerto), l'istruttore in vasca ci staccava dal bordo della piscina uno alla volta e lasciava che nuotassimo a cagnolino per tornare al muretto, tutto bene finché non staccò me, che non riuscivo a fare forza sulle braccia, andavo a fondo, non avevo fiducia, avevo paura, bevevo e mi sono attaccata alla prima cosa che ho avuto sottomano: una mia compagnetta. Siamo andate sott'acqua insieme, abbiamo bevuto un sacco, il maestro mi ha rimproverato tantissimo, ero vergognata, impaurita, e piangevamo tutti disperatamente. ORRENDO.
Eppure un anno dopo, quello stesso istruttore, propose ai miei di iscrivermi nella squadra di agonistica, perché avevo un senso dell'acquaticità notevolmente sviluppato per una bimba di 6 anni: in altre parole, non appena mi tuffavo diventavo incontenibile e mentre lui spiegava gli esercizi io giocavo, per i cazzi miei, sott'acqua.
Tutto il tempo.
Restando in tema "piscina" i miei stili preferiti erano delfino e rana.
Ho fatto due di gare e le ho vinte. ho i trofei a casa. 
Ho giocato a pallanuoto, ero brava e ci mettevo passione, grinta. Ho subito diversi infortuni, ma non è mai diminuito il desiderio e l'amore per quello che facevo.

Ho fatto gli scout -sì, quelli coglioni con la camicia azzurra, i pantaloncini blu, con qualunque clima e condizione meteorologica- dalla prima media al primo anno di università, quindi sono stata in reparto e al clan. E avrei un sacco di esperienze da raccontare a riguardo..
Il post è lungo, magari a voi frega cazzi delle avventure scout ma per me sono state importantissime. Le canzoni, la veglia alle stelle, il fuoco la sera, le recite, le piaghe alle mani e ai piedi. I temporali che ti fanno avere paura, paura vera per la vita, le pulci, sì ho avuto le pulci. e guardare dall'alto di un monte il cammino che ti sei lasciata alle spalle, i ghiacciai perenni, l'acqua di sorgente e il latte appena munto.
Se un giorno avessi mai dei figli li manderei agli scout.

Mi piaceva talmente tanto leggere che in quinta elementare presi in prestito un libro dalla biblioteca di scuola e lo lessi nelle due ore successive, in classe, sotto al banco.
Mamma mi comprò un sacco di libri e li adorai tutti.
Papà mi faceva ascoltare i Pink Floyd dal suo stereo; One Of These Days è mistica, al limite dell'allucinante quando hai meno di 6 anni.
Sempre papà ha rifornito gli scaffali di casa con le migliori registrazioni di musica classica e sinfonica.

Quando ero un po' più grandicella sono stata presa di mira dai bulli, al mio paese, perché ero diversa. Molto diversa da loro. Per fortuna.
Sono diventata una adolescente estremamente chiusa e riservata, timidissima. Pensavo di essere brutta e mi rifugiavo nel mio mondo. Leggevo e scrivevo poesie. Ho scritto la mia prima poesia a 5 anni, era sulla primavera e sugli uccellini che facevano l'amore.
Di tanto in tanto usciva qualche guizzo di leggerezza, la piccola peste faceva capolino e a volte veniva fuori persino l'aggressività.
Non ho mai dato particolari problemi ai miei, ma ero sempre la studentessa che "se parlasse meno e si applicasse di più..."

Freudianamente..
Mia madre era casalinga, soggetta a crisi isteriche, non sapevo mai come si sarebbe svegliata la mattina, se di buon umore, ma non affettuosa, oppure arrabbiata e pronta a colpire con parole dure e fredde. Ricordo un paio di crisi isteriche anche in pubblico, una volta fu perché non partiva la macchina e mia madre, non sapendo che fare, pensò bene di affrontare il tutto urlando e strillando, inveendo e gettando nel panico anche me e mia sorella. Fortunatamente un perfetto sconosciuto ebbe pietà di noi -tutte e tre- e la aiutò. consolò un po anche me e mia sorella.
Lei non si ama. non si sentiva amata da sua madre e da suo padre. Ha avuto difficoltà ad amare i figli.Ed era spesso sola. Ma ci ha cresciute come meglio poteva. 
Si faceva rispettare a suon di schiaffi e ancora adesso è convinta che gli schiaffi sistemino tutto. Per questo la odio. Ma non per il resto.

Mio padre è sempre stato brusco, permaloso, ma più dolce di mia madre. Era aviatore. A volte stava via mesi per lavoro, a volte settimane, a volte stava a casa per settimane. Ogni partenza era un addio e mi sentivo abbandonata in balia della strega che seminava il caos incontrastata.

Credo che papà, viaggiando, abbia conosciuto altre donne. Credo che mia madre lo sapesse, da come mi parlò dopo il tradimento del mio ragazzo. Ci rimasi malissimo quando trovai dei preservativi scaminando nella valigia in cui speravo di trovare qualche regalino portato dal viaggio.. ero piccola ma feci 2+2.
Ci rimasi malissimo. Mi sentii tradita in un modo sottile, profondo. Tradiva l'idea di unità che avevo in mente. Ma pensai che tornava a casa, che ci voleva bene.
Papà perse il lavoro da giovane, io andavo alle medie, di lì a poco morì suo padre e ricordo periodi terribili in casa. 
Questi eventi ci segnarono molto. Diventammo quattro entità sconosciute, chiuse ognuna nel proprio dolore, il dolore indurisce i cuori -non che fossimo particolarmente aperti o affettuosi prima..- 
Papà soffriva di depressione e ne ha sofferto a lungo. Dormiva di giorno, di notte, stava sempre al buio, nello scantinato. Era scostante e umorale, fumava pacchetti di sigarette in un nonnulla. Era sempre incazzato e io non capivo, i miei urlavano e non nascondevano i litigi feroci. Non ricordo una carezza superati i 10 anni.
Non capivo ed ero come abbandonata, iper-controllata in ogni cosa che facevo, ma emotivamente abbandonata.

Pensavo che sarei potuta tornare da scuola e trovarlo morto.
oppure pensavo che avrebbe potuto impazzire, come a volte si sentiva in tv, e ucciderci tutti.
Abbiamo avuto molti screzi, ma mio padre è un grande uomo, pieno di difetti, ma è un grande uomo.

Non ho mai parlato a nessuno di quello che accadeva. Mai. Una parte di me è diventata una tomba, un sarcofago in cui finiva tutto quello che provavo, fagocitandolo.
Credo di aver sviluppato una paura intrinseca dell'abbandono a partire da questi eventi.
Ho paura dell'abbandono. una paura folle e per contrastarlo divento fredda come il ghiaccio abbandonando io per prima. Oppure mi attacco a costo di rimetterci tutto quello che ho.
Chi non si ama difficilmente può amare qualcuno e quando cresci in un luogo in cui non ti senti amato non sai amarti e prendi e ti accontenti un po' di quel che trovi.


Per colmare i miei vuoti
Mi sono svenduta, ho svenduto l'amore e affetto, amicizia e vicinanza alla ricerca di qualcosa che non sapevo cosa fosse, completezza, amore, accettazione. Mi sono accontentata, non chiedevo e in compenso davo, davo tutto è l'unica cosa che mi faceva sentire bene, non in difetto. Non mi volevo bene e forse non me ne voglio abbastanza neanche adesso. 
Mi sono lasciata plasmare, per assecondare l'amore che altrimenti non credevo di poter ricevere.
Ho scoperto solo recentemente la bellezza di qualcosa di semplice come amare qualcuno così com'è, difetti inclusi, ma non incondizionatamente, amare in modo finito una persona finita.
Ho avuto la testa infarcita di sogni, per scappare dalla realtà che vivevo, che la disney in compenso è cruda realtà.
I miei cartoni Disney preferiti di sempre sono: La Sirenetta e La Bella e La Bestia -il cartone vecchio, il film nuovo è una mezza cacata-


Fino a dove ci si può distruggere
L'estate del mio secondo anno di università è morto Stefano. Era un ragazzo speciale, anzi era stato "normale" ma qualche droga gli lasciò dei brutti segni, aveva cancellato la malizia degli uomini lasciando solo l'innocenza e la vivacità dei bambini. Eppure si accorgeva di cose profonde e nascoste a cui nessuno presta attenzione. Era dolcissimo. e adesso che lo ripenso, piango.
Dissero che contrasse la polmonite e che non si volle curare.
Decise di non curare una malattia curabile. questo pensiero ruppe qualcosa in me.

Durante l'anno successivo casa mia fu un casino, malattie, morti, problemi.. disordine. Ricordo una pentola dimenticata con del purè ammuffito, dall'odore nauseabondo. Il caos.
Come quando una biglia di acciaio comincia a rotolare lentamente e poi non si ferma più.

Per diversi anni ho sofferto prima di crisi d'ansia, poi di anoressia, del tipo restrittivo. All'inizio pesavo circa 50 chili, poi ho cominciato a perderli, a misurarmi, ad avere degli obiettivi. Mangiavo porzioni ridicole di cibo, poi ho smesso di mangiare regolarmente. Credo che i miei genitori vedessero ma che non sapessero cosa fare. Il mio ragazzo non c'era e l'unica persona che riusciva a vedere oltre e leggeva le mie ferite era Bruno.
Ero molto debilitata e una banale appendicite mi è costata un ricovero d'urgenza di 7 giorni con febbre altissima. Svegliarsi dall'anestesia è stata la cosa più figa del mondo.
Quando tornai a casa, dopo una settimana di digiuno quasi totale dovevo tenere su i pantaloni, ero felice, ero felice che mi si vedesse l'incavo del bacino. La prima cosa che feci fu salire sulla bilancia. Con tutti gli abiti pesavo 40 kg. Mi sentii soddisfatta, avevo raggiunto una cosa a cui non pensavo che sarei mai arrivata. Poi mi guardai allo specchio e non mi riconobbi neanche. ero uno scheletro. facevo schifo ero bruttissima. Fu uno shock e a poco a poco, ripresi a mangiare.
In un anno presi 15 kg tondi.

Riprende a mangiare, però non significa guarire, stavo bene un periodo e poi mi sentivo sola e depressa il successivo, in questa continua alternanza d'improvviso cominciarono gli attacchi di panico, che sono una cosa orrenda, ti spaccano la mente e hai impressione di impazzire del tutto. non uscivo di casa, non volevo vedere gente, non mi lavavo, giravo come un fantasma tra stanze vuote.
La sensazione è davvero quella di impazzire perché ad un certo punto, la sequenza dei tuoi pensieri precipita vertiginosamente nella paura, senza che ci sia qualcosa di vero a scatenarla.
Un pianto che svuota, la tachicardia, la sensazione di non poter respirare, non come se davvero non potessi respirare, ma come se veniste trascinati giù sott'acqua e vedeste la superficie ad un metro da voi senza poterla raggiungere.
L'inquietudine costante, la paura.. Ho cominciato a soffrire di depressione in modo continuato, tra un attacco e l'altro. Ho avuto le allucinazioni, sentivo cose a caso, in momenti casuali della giornata.
I depressi cominciano sentendosi tristi, insoddisfatti, a volte alternano gli stati d'umore.. ma poi, lentamente il mondo comincia ad offuscarsi, si perdono i colori e diventa tutto un film in bianco e nero, fino a che poi il grigio diventa uniforme e opaco. 

Così lentamente tutto si spegne. Non ridi perché sei felice, non piangi perché sei triste, non senti la felicità, non senti la tristezza, non senti il dolore che ti consuma, non senti nulla. solo freddo.
Vedi la vita scorrere davanti a te come se tu non ne facessi parte e fossi spettatore di un film che neanche ti interessa.
Si scivola nell'ombra e L'ombra non è vita. 
Vivi, ma smetti di esserci. Smetti di vivere e quando smetti di sentire la vita e percepisci solo la disperazione, che fondamentalmente è assenza, ormai il più è fatto..

La fine è il mio inizio:
In questo stato può capitare che un pensiero ti si affacci alla mente, un pensiero risolutivo, definitivo.
La prima volta lo scacci, la seconda lo consideri come un "potrei.. ", la terza lo guardi con interesse e poi diventa la soluzione. Poi comincia ad essere il primo pensiero al risveglio e l'ultimo la sera.
Perché ti senti incapace e ti senti in colpa e non sai reagire, e tutti vanno avanti mentre tu no, sei bloccato e lì trovi una via d'uscita.

Così ho progettato il mio suicidio nei dettagli. Avevo scelto il luogo, il modo affinché fosse definitivo, efficace e non desse un fardello troppo grosso ai miei genitori. L'unico rischio era la possibilità di rimanere un vegetale a vita.
In alternativa, la scelta che sentivo più mia era quella di lanciarmi sotto al treno merci, in una zona isolata. Non so perché ma lo sferragliare meccanico e violento mi attirava in modo irresistibile, ma non si finisce sotto un treno per sbaglio...

Un pomeriggio di giugno mentre ero all'università, c'erano 32 gradi all'ombra e io avevo freddo, ero seduta al sole, durante la pausa pranzo pensavo ai dettagli.  Un tipo che avevo conosciuto in quel periodo mi venne a parlare e mi disse che ero una delle persone più belle e solari che aveva mai conosciuto. Gli davo tanta forza.
Era talmente tanto grande lo strappo dentro di me che meditavo la morte e sembravo bella e solare. Quello per me fu il momento in cui decisi che era arrivato il Momento.
Festeggiai il mio 24 esimo compleanno, con pochi amici, fu come salutarli ed era fatta. fine dei giochi.

Quella sera, mi chiamò l'attuale ex e mi lasciò via Skype. Lui e la sua mostruosa insensibilità, mista ad egocentrismo senza frontiere mi hanno salvato la vita.
Poi fui così furba da andarmelo a cercare per tornare insieme a lui, ma questa è un'altra storia.

ho perso un sacco di tempo, di esperienze, di vita, a causa della depressione.
Ho perso molto tempo anche con gli studi, prima mentre ne soffrivo e poi cercando di venirne fuori.

mi sembra che sia trascorsa una vita quando guardo a quel passato. Mi sembra di stare bene eppure una psicologa mi ha consigliato di intraprendere un percorso di terapia perché non si guarisce mai del tutto spontaneamente e da soli senza un supporto psicologico.




Il cuore è, senza dubbio, il centro della mia vita.
Il mio primo innamorato si chiamava Andrea, aveva 5 anni e io ne avevo 4. eravamo all'asilo e una volta, visto che mi piaceva, gli dissi che volevo fare una foto con lui, lo presi con la mano e ci facemmo una foto insieme (mano nella mano).
Il mio primo migliore amico si chiamava Luca, io non potevo correre perché avevo l'apparecchio, ricordo che ero seduta sulla giostra e lui la faceva girare gridando cori contro la Lazio.
Il mio primo fidanzatino -un coglione in crescenza- lo ebbi a 8 anni. Durò una settimana e poi mi prese di mira con insulti vari per i successivi 5 o 6 anni.
Alle medie ero innamorata del ragazzo più bello della scuola, che era un mio compagno di classe. e gli scrissi un biglietto firmato che gli lasciai tra i libri di scuola. Il suo compagno di banco lo scoprì e mi prese in giro per un sacco di tempo. 

Il mio primo bacio l'ho dato io, a Bruno, mentre camminavamo per strada. Gli morsi un labbro. Avevo 16 anni, stavo per compierne 17.
Io aspettavo quello giusto ma poi pensai che avrei pur dovuto cogliere il momento. ero curiosa.
Meno di una settimana dopo uscii con quello che, 12 anni dopo, divenne il mio ex, di cui vi ho taaaanto parlato.

La prima volta che ho fatto l'amore, esperienza romantica ma deludente, avevo 17 anni.
La seconda è stato in macchina, per la strada.
Ho perso la verginità per sfida, avevo vinto una scommessa con le amiche della piscina e mi decisi a dargliela. (questo è meno romantico)
Ho tradito, una volta con Bruno, che ho ri incontrato qualche anno dopo il fatidico primo bacio. Non ci sono andata a letto, ma me ne ero innamorata, il ché forse è peggio.
Successivamente sono stata infedele solo per vendetta, prima con Gu, che mi interessava poco, se non per pareggiare un conto e poi con un tipo australiano. Gu mi piaceva ed è piuttosto evidente che mi presi una bella cotta, e in fondo mi piace un sacco pure adesso. l'australiano è durato poco: era asfissiante.
Poi ci sono stati svariati personaggi più o meno sensati, tra cui il più deludente di tutti: un bergamasco, che sembrava pieno di virtù e molto promettente, ma che ha la testa più chiusa, retrograda e arretrata di uno che zappa la sciara.
Poi io ho fatto la testa di cazzo mandando tutti a quel paese. Poi, come sapete, ho pensato di tornare sui miei passi.



Anime Gemelle
Ho molti conoscenti, pochi amici, poche persone con cui condivido integralmente i miei pensieri. 
Quasi tutti i miei amici li sento poco, li vedo pochissimo.
La mia migliore amica, con cui ho passato i migliori e i peggiori anni della mia vita la conosco da più di 20 anni. è la mia metà. Siamo cresciute insieme, abbiamo condiviso spesso le stesse gioie e gli stessi dolori.
Litigavamo come due dannate, con annessi calci e pizzicotti, ma siamo diventate inseparabili. Anime gemelle
Siamo uguali e siamo completamente diverse, ci completiamo.
Non ci sentiamo mai, ma quando cominciamo stiamo al telefono non  meno di 4 ore per volta.

Ho lasciato sgretolare molti rapporti con persone che reputavo cari amici, perché improvvisamente li ho visti limitati e ristretti, ho visto delle persone che non avevano nulla di più da offrirmi e alle quali non potevo dare nulla, di me perché non capivano il mio pensiero. 
Ho allontanato amici perché non c'era una simpatia, una connessione, un di più, solo una condivisione di tempo, spazi ed esperienze simili.
Le nostre vite, pur essendo simili hanno preso strade diverse.
Per molti amici sono una psicoterapeuta o un Guro-Santone che dispensa consigli su commissione.
L'ancora di salvezza che c'è quando serve una voce amica, un supporto pensante.

Ho rivalutato amici, Peppe, parlo di Peppe, perché pur avendo una vita semplice e molto limitata, ha un'interiorità ricca e una mente fertile. Non è chiuso al cambiamento. Ci sentiamo raramente ma parlare con lui è come respirare aria fresca.

Ovviamente Bruno è stata un anima gemella a tempo determinato. Mi piacerebbe provare nuovamente qualcosa come quello che provai con lui.


Io e mia sorella non ci sentiamo mai. Non ne abbiamo l'esigenza, forse non abbiamo un legame strettissimo, se stiamo troppo insieme litighiamo, però siamo molto unite ed io so, che niente e nessuno potrà allontanarci..
Siamo state sole, a lungo, ma eravamo sole insieme.


Ho scoperto una amicizia interessantissima ed inizialmente pilotata con una collega, che trovo una ragazza affascinante e molto stimolante, ha un punto di vista diverso dal mio e sempre molto acuto. 
Poi amiamo il cazzo e ne parliamo in continuazione.

Poi c'è l'ex, che  fa strano guardarlo come se fossimo estranei. Ma adesso mi sto abituando all'idea perché sento che sono cambiata moltissimo. Oggettivamente penso che non fu una grande anima gemella, troppo terrestre e razionale per starmi dietro, alla lunga fu castrante e freddo. Ma in qualche modo ci completavamo e soprattutto all'inizio fu un'ancora a cui mi aggrappai e da cui credevo di trarre stabilità ed equilibrio.
Cosa quantomai sciocca, col senno di poi.


E poi, ultimo, un Calimero piccolo e nero -anche se è ariano e sta crescendo-, povero, bistrattato da questa penna virtuale che gliene ha scritte di cotte e di crude, ma tutte meritatissime: Guglielmo.
Che si è sempre guardato bene dall'entrare, se non marginalmente, occasionalmente -e in modo assolutamente controllato da lui secondo il suo gusto- nella mi vita ma che è stato chiave di volta di questi cambiamenti.
E che lui lo voglia o no è stato ed è importante.
Quindi in definitiva non è stato neanche così marginale come credeva.
E anche se ne tollero le intemperanze e non tollero le inconsistenze, alla fine mi fa simpatia, mi piace.


E mi dispiacerebbe "perderlo" perché Sua Signoria Se-Medesimo ha stabilito in totale assolutismo che è arrivata l'ora di tagliare i ponti. Arrivederci e grazie -al cazzo-
Senza tenere in conto la mia Me-Medesima Persona che lo considera valente anche al di fuori del mero ambito sessuale.
 NO!
Vostro Onore, la verità è che io mi oppongo!

conclusioni
grazie per avere letto fino a qua.
Ho suddiviso in capitoletti il post, non perché io veda la mia vita come qualcosa di frammentato o non armonico, ma solo per rendere agevole la lettura, che si sa, sul web vuole essere sempre coincisa e "a colpo d'occhio".
Ho scritto questo post in un unica mattinata, appunto perché sono arrivata ad avere uno sguardo d'insieme, ampio, coinvolto ma sereno e sentivo il bisogno di togliermi pesi, corazze, sciogliere nodi.

Io guardo davvero l'insieme e l'interezza, non mi piace avere a che fare con pezzi sparsi qua e là. Un po' come nella musica classica mi piace il prodotto finale, ma non potrei mai sentire solo uno strumento. Motivo per cui non ho mai deciso di imparare a suonarne uno, avrei voluto padroneggiarli tutti.
Credo che dall'unione, dal complesso, si possano scindere le diverse parti, ma l'armonia prevede che tutte collaborino in un insieme perfetto.

E nonostante i casini e i tormenti che ha patito il mio cuore, credo che l'amore sia la cosa più semplice e armoniosa dell'universo.. E non parlo da Barbara innamorata, parlo da barbara è sola  e pensa a cosa la fa stare bene. Perché per me, parlare di amore è qualcosa in più del romanticismo o del sentimentalismo o dello stare stretti in un lussurioso abbraccio.
Credo che siamo fatti di emozioni, che sì, sono complicate e confusionarie, ma ci uniscono come il mare lega isole altrimenti sperdute.
E le emozioni si cercano e si riconoscono le une negli altri.
Per cui trovarsi è semplicemente bellissimo. Magari difficile, ma bellissimo.




PS, lo volevo postare il giorno del compleanno, ma l'ho scritto talmente di getto che mi sembrava un peccato rovinare tutto per  una questione di date.


PPS, dopo tutta questa pappardella, per sei mesi non scrivo più.

mercoledì 21 giugno 2017

Solstizio


21 giugno, solstizio d'estate, il sole entra oggi nella costellazione del cancro ♋ -che non a caso assomiglia ad una delle mie posizioni preferite-, tra pochi giorni è il mio compleanno; abbandonerò i roaring 20's per entrare negli eleganti e fumosi anni '30.

Cosa dire di quest'anno.. mi è piaciuto, rifarei quasi tutto. È stato intenso, scombussolato e imprevedibile come piace a me.
Ho trovato l'equilibrio nella vita solitaria, mi sono data agli appuntamenti -con un certo anticipo rispetto a quanto avevo previsto- e per il momento uno di questi sembra essere preso bene.
Ma è stato fin troppo semplice. È troppo semplice ed io, che sono un bastian contrario, adoro le cose complicate e con un bel corredo di tensione emotiva a seguito, salvo poi lamentarmene. Ovviamente.

 È troppo semplice e non sono abituata né alle dolcezze né alle attenzioni.
Si domanda a che genere di ragazzi sia abituata. E me lo domando anche io.
Sicuramente non ho frequentazioni che "ci tengono a me" e sicuramente sono bravissima a non fare avvicinare la gente, ma pare che lui se ne freghi altamente delle mie corazze, e vada tranquillo come se non ci fossero. Mi trova tenera e dolce.
E mi domando a che razza di donne fosse abituato lui.

A quasi 30 anni ho scoperto che mi piace dormire abbracciati, nonostante il caldo. E il sudore.



Però, non so.. Penso ad altro. Ho un chiodo fisso e mi brucia pensare che vorrei, sì, no, ma, però... uffaaaa.


Sono sempre più convinta che quello giusto non esista e non riesco neanche più ad immaginare una relazione a due. Sento una netta sensazione di esclusione
Sempre in questo periodo penso che una relazione, aperta-quanto-basta, sia l'unico tipo di relazione esistente tra uomo e donna.

Comunque resto dell'idea che sarebbe bellissimo incontrare qualcuno che ci completi fisicamente ed emotivamente, a fondo.



Studio per gli esami. Se andranno bene, ok. Se andranno male ho deciso che sarà la mia ultima sessione.
Spero che vadano bene.
Perché io non ho la ben che minima idea sul dopo e la cosa mi spaventa, mi piace e mi inchioda. So che non voglio tornare dai miei.


Che dire..

Stasera patisco il caldo.
Sono cibo per le zanzare, Ho il sangue dolce..
Il bilancio quest'anno è senza dubbio positivo. Rifarei tutto, errori inclusi.

giovedì 4 maggio 2017

Sul treno

Mi annoio, ho sonno, eppure mi piace viaggiare così. Abbiamo appena passato Novara e siamo diretti a Milano. 
Viaggio da sola, come sempre, è un buon momento per stare con i miei pensieri che sono tanti e concentrati su una o due cose, robe di studio e inaspettate dichiarazioni di intenti che per poco non ci sono rimasta secca.
Ma probabilmente ho travisato il senso delle parole -in questo caso non ho motivo di preoccuparmi- e se non l'ho travisato, bè sono solo parole.. Posso comunque pensare di sparire nel nulla senza lasciare tracce e trasferirmi aTijuana..
Quindi, 10 respiri profondi e keep calm and make pigiama party!!

La cosa più spaventevole di tutto ciò e che forse non mi sta male l'idea che ho. Anzi mi piace!!
Ma ora sto facendo i monologhi dei pazzi, e viaggi mentali assurdi, quindi mi fermo. 

Mentre sono seduta sul treno guardo fuori e trovo bellissimi i papaveri che crescono sparsi tra l'erba.
Si attraversano le risaie  e nell'acqua si specchia il cielo.. da qui sembra che ci si possa tuffare direttamente tra le nuvole.


martedì 14 marzo 2017

International Steak and Blow Job Day


Oggi ho scoperto che è la giornata internazionale del sesso orale, l'ho letto su La Stampa pochi minuti fa.
Ho fatto una piccola ricerca e per essere più precisi sarebbe l'International Steak and Blow Job Day.
Letteralmente il giorno internazionale della bistecca e del pompino.

Tra l'altro, essendo il 14/03 o, come è più comune negli USA, 3/14 è anche la giornata internazionale del PI Greco, un numero molto interessante, lo dico soprattutto come ingegnere.
E come ingegnere se avessi avuto un fidanzato lo avrei festeggiato con una bistecca, con un pompino e poi a 90..

Credetemi se vi dico che i secondi di carne mi riescono particolarmente bene e anche nel resto penso di cavarmela.
Per anni sono stata fidanzata e ho ignorato l'esistenza di questa festività e ora che ne sono venuta a conoscenza sono una zitellona e sto a casa a fare la calza.

Anzi adesso sto guardando il Leicester che vince contro il Siviglia.
Oggi scopro anche che il portiere del Leicester (Kasper Schmeichel) è un grandissimo figo della madonna, improvvisamente Julio Cesar, uno tra gli uomini più meritevoli sui campi da calcio-lancio di mutandine e reggiseni al suo nome-, viene spodestato dal danese biondo.


martedì 7 marzo 2017

Randomerie

Due considerazioni di volata:

First thing first:
Alcuni sogni, in qualche modo si avverano e, anche se manca qualcosa affinché siano perfetti, ti rendono decisamente felice.
Motivo per cui sono felice.
Ma qualcosa, non ho ben inquadrato cosa, mi rattrista.
Anzi io so cos'è; è un pensiero a cui non riesco a dare ancora voce, perché pur sapendolo internamente lo deformerei esprimendolo a parole. 

È una traccia odorosa conosciuta che non si riesce ad identificare.
Mi fa anche  un po' paura ammettere ciò che potrebbe essere, ragion per cui nella dubbiosa consapevolezza taccio.

Secondly: 
Momento calcistico del blog!
Champions: Hanno voluto la Brexit? 
E ora il Bayern Monaco la sta realizzando: 10/2 a+r. Un calcio nell'arisocratico fondo schiena inglese. E l'Arsenal torna tranquillante at home incassando una sconfitta decisamente Epic.
Sì a volte mi piace il calcio.
Cmq l'espulsione, secondo me, non ci voleva.

Domani ho un colloquio per il tirocinio.
Adesso metto lo smalto -un bel colore salmone, molto indicato in questo periodo primaverile-, mangio salatini e bevo birra. Vi avrei postato una foto figah, ma avevo fame e sete ed ho spazzolato tutto.

Cheers!


venerdì 17 febbraio 2017

Pensieri multistrato


Rispondi sinceramente, se interrogassi la margherita, quale sarebbe il suo responso?

Avete presente la stabilità emotiva di un bipolare borderline?

Vorrei fare chiarezza con persone che si comportano in modo scorretto, tagliando qualche ramo secco, cercando di correggere i rapporti in modo che crescano nella giusta direzione.. e poi mi ritrovo a fare falò come Nerone.
è così perché ci tengo e non li voglio perdere.

Vorrei più spazio dalle persone invadenti che penetrano nella mia esistenza, strisciando e senza consenso fanno i loro porci comodi come fossero a casa loro.. e poi mi ritrovo a fare pulizia etnica.
è così perché rimango delusa e non voglio soffrire.

Io non sono mai troppo definitiva nelle mie scelte e decisioni, lascio sempre porte aperte, passati che tornano, ripensamenti..
Le scelte definitive sono difficili, dolorose e mi fanno paura, richiedono forza, ed io, di solito, non sono forte. Tanto dura fuori, quanto molliccia dentro.

Quindi mi troverete a cercare di mettere riparo ai danni che ho combinato in tutti i modi più impensati: dolci e teneri, stravaganti e folli..
Perché ho un animo ardente e tenace nel suo sentire..

Tenace ma non eterno.


Dura fuori, morbida dentro, ma in fondo, mooooooolto in fondo, c'è un monoblocco di acciaio scabro.
E a furia di scavare e scarnificarmi ci siamo arrivati.

Oggi pensavo di riordinare certe situazioni che vanno piuttosto allo sbaraglio, però mi rendo conto che non ne ho voglia.
Mi sono semplicemente rotta il cazzo.
Sono stufa, annoiata.
E non me ne frega più niente.

Ho anche detto ai miei che non torno a casa per Pasqua.
Ho preso la scusa del tirocinio e dell'esame di inglese, ma la verità è che non ne ho voglia.
Resto qua. Come una stronza.

Non sento più l'incessante pulsare del battito, neanche la notte.
Non sento più il continuo lavorio delle idee, neppure di giorno.
Provo una sensazione di fastidio che parte dallo stomaco e trasuda da ogni poro.


Ovviamente è pari



La mia margherita ha un petalo solo.

Su quel petalo c'è scritto:

Mi piace l'odore del napalm la mattina
...
odora di vittoria





Ps:
la citazione di Apocalypse Now è solo simpatica, non ho intenzione di sprecare energie in esplosioni pirotecniche non ne vale la pena.


Ps 2,
le altre volte non volevo fare realmente del male. solo che a volte mi scappo di mano.


Ps 3, 8:40 AM
Ovviamente, siccome ieri notte ero tutta un blocco di ghiaccio, giusto per contraddirmi, stanotte ho fatto un sogno romanticissimo, tutto dolcezza ed endorfine, ma non ricordo niente...







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