Seguimi, lettore!
sia recisa la lingua infame al mentitore che ha negato l'esistenza
di un amore autentico, fedele sulla terra!


Segui me , mio lettore, soltanto me, e ti mostrerò un simile amore


. . .


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giovedì 13 gennaio 2022

willkommen waterloo


Sono esausta.

Tirata, schiacciata, allungata fino ad assottigliarmi e sfilacciarmi.
Sento un dolore al centro del petto, mi brucia ad ogni respiro. Vorrei poter fuggire da tutto questo ma sono costretta a viverlo.
E insieme al dolore mi accompagna una profonda tristezza; la mancanza corona il tutto.
Questo drappello di emozioni è seguito dal senso di perdita.

Quel tipo di senso di perdita di quando vi sentite delusi dall'umanità intera o da qualcuno a cui tenevate e tenete ancora molto -altrimenti non soffrireste così come cani-.
È triste ed è doloroso quando un amore finisce, quando si crepa, si sgretola e il cuore sincopa e crolla sotto colpi impietosi.

Ho tantissimo che mi ribolle dentro, a momenti ho il cervello in rivolta, a momenti invece è tutto silenzioso. 
L'orgoglio -che per ascoltare le ragioni del Cuore- aveva fatto parecchi passi indietro adesso avanza come una carica d'ariete e butta giù ogni bella immagine e ogni ricordo.
Il cuore che si guarda attorno instupidito, confuso e impaurito nella disfatta più totale; in questi momenti sai come deve essersi sentito perfino Napoleone affacciandosi sul campo di Waterloo dopo la battaglia. Quando davvero tutto è finito.

il mio cuore brucia


Immaginate anche voi di trovarvi lì, ai vostri occhi si apre un campo martoriato dalle cariche della cavalleria e dalle esplosioni. Morti riversi in terra, corpi o parti di copri sparpagliate qua e là, uomini e cavalli senza distinzione.. 
I feriti che urlano, che si lamentano, provano a trascinarsi invocando aiuto che non riceveranno mai, moribondi  che gorgogliano le ultime parole senza senso. tutti uguali senza più una bandiera a dividerli.
Sono i ricordi, le aspirazioni, le speranze, i desideri, l'affetto o quello che ne  resta, perché è lui l'essere che, agonizzante, dice cose che non hanno più senso.
Nessun generale Wellington che possa arrogarsi il diritto di dirsi vittorioso sopra questo scempio, solo due piccoli Napoleoni mossi dalla brama di possedere quello che non gli appartiene più.

Come sempre una fine è un inizio anche se la fine ha tutte le sembianze di una epocale disfatta; quindi,



Benvenuta Waterloo!


In questo inverno già provato dai molteplici effetti del covid -non mi sono ammalata, altri problemi- mi ritrovo a sentire questo dolore, ad aspettare la tristezza che coprirà tutto.
Non vedo l'ora che arrivi il domani, la primavera, il dimenticare almeno questi giorni così terribili.

domenica 26 gennaio 2020

Amo..che?

Henry, Megan e il vero amore 

Il post di oggi non vuole essere particolarmente lungo, originale o impegnativo, a mio parere  il concetto: "un amore è tanto più grande quanto più grandi sono le rinunce che fai in nome di esso"


È una minchiata atomica.


Un giorno magari mi siederò a scrivere perché, a mio parere, l'amore è un fatto di libertà, ma oggi sono seduta su un divano comodo e ho sonno.
Auguri di  tanto ammmore a voi tutti 😘

mercoledì 19 settembre 2018

la lezione più importante



NB: si parla di amore di coppia. non di amore per sé stessi o roba del genere.

L'amore più importante è il secondo

alcuni di voi storceranno il naso avendo letto delle porcate fatte dal mio secondo-ex; ma l'amore che io ho provato non è questione di lui. Dipende pochissimo da lui.
l'amore è un fatto personale.

Io ho avuto un primo, grande amore.. pensavo che una volta perso quello avevo perso tutto; che come lui non ci sarebbe stato nessuno.
Credevo che fosse stato fatto a pezzi una parte importante di me: il cuore.
Quello che ne rimaneva era diventato apatico, scettico, diffidente, cinico..

Il secondo amore è il più importante perché ti dimostra che l'Amore esiste ancora,
esiste di nuovo la possibilità che il cuore batta e impazzisca nel petto solo per come lui (un altro lui), un giorno, ti guarda.

senza che lui neanche lo sappia..
capite cosa intendo?
L'amore è un fatto personale.

è una sensazione impareggiabile sentire rinascere un sentimento, scoprire la bellezza in un paio d'occhi dal colore diverso..
Portare dentro l'immagine di un viso che fino a poco prima era anonimo.
Il secondo amore è il colpo di fulmine che non ti aspetti di ricevere quando le tue mura vacillano davanti ai sorrisi spensierati e felici.
E in fin dei conti non importa, all'Amore, se sono stata ingannata, se sono stata usata, se ho avuto a che fare con un porco, il cuore non lo sapeva, era cieco e fiducioso, in una parola: innamorato.

Ho creduto di aver perso qualcosa a causa di questa frequentazione, ma per lo stesso motivo ho guadagnato molto di più.
E credo che l'altra persona abbia perso molto di più di ciò che ho perduto io frequentandolo.
Non è una gara e non è una cosa scritta per ripicca. In realtà non lo odio, lo compatisco.

Come si compatisce chi si spende in una direzione e poi manda tutto in malora da solo.. mettendosi al centro di una cloaca da lui realizzata, rimanendo con nulla in mano se non la propria rovina.
sconfitte che incoronano un'esistenza superficiale e pavida.
La nullità di una vita povera di senso. Io ne provo compassione.


Voi commiserate me?
Sbagliate, io sono solo la vittima di uno sfortunato evento..
Pazienza, la vita è piena di eventi imprevedibili e sfortunati.
Pazienza, mi è successa una cosa brutta, ma da questo incontro a me è rimasto molto di prezioso:


La certezza che l'amore
esiste ancora 



di questo frutto ne gioisco solo io, è mio il merito per aver provato amore, IO mi sono fidata, IO mi sono aperta, IO ho cercato un terreno comune di confronto, IO ho provato, ho investito, IO sono stata sincera. IO.
Io sono capace di provare amore, il resto non ha importanza:







IL MIO AMORE DIPENDE DA ME


Quindi, in conclusione
Grazie!





PS,

Il Destino ha voluto che ci ri-incontrassimo in circostanze tanto casuali quanto impreviste.. La festa del vino di Caluso.
Lì per lì non sono stata così filosofica.


è beffardo il Destino che ti mette di fronte alla persona che hai trattato nel peggiore dei modi, che hai bloccato ed evitato per vigliaccheria e cattiveria.

Invece io ero lì in mezzo alla strada e lui era lì, che camminava andando proprio incontro a me.
è stato un secondo.

Un momento solo in cui ho alzato lo sguardo e ho visto i suoi occhioni puntati su di me. In un'espressione tra l'ebete e l'incredula. 
L'ultimo bel sorriso che mi ha dedicato.

Non è il caso che specifichi la dinamica dell'incontro.
Non ho avuto bisogno di dire nulla.
La mia faccia e il mio comportamento hanno parlato per me.

Quello che posso dire è che si ricorderà per un bel po' di avermi incontrata, se lo ricorderanno i miei amici e pure i suoi amici. 
Per quello che conta, ha fatto una figura pessima. Da vergognarsi e nascondere la faccia sotto terra.


un po' mi dispiace.
un po' no.


Festa del Vino







sabato 19 maggio 2018

😄



prima parte: 
first things first

Grazie e sinceramente grazie per i commenti che mi avete lasciato negli ultimi post vi meritate tutti la medaglia di migliori Lettori dell'anno. grazie!

Ora che mi sento un po'più "in bolla" posso dirvi tranquillamente è ho passato un mese da schifo come non me ne capitavano da secoli; una mazzata dietro l'altra.

Ma noi non siamo così facili da tirare giù, abbiamo una buona riserva di energia da impiegare per andare avanti nei momenti difficili come questo e non ci fermiamo mai!

il carrarmato emotivo, c'è quando è utile.


il momento di tristezza e sconforto dovuto al molestatore inopportuno è stato affrontato, ci sono stati 3 step fondamentali che mi hanno dato la carica giusta:



1# Ho parlato dell'accaduto ad alcuni amici, a tutti quelli che nei giorni seguenti mi hanno chiesto di uscire e a cui ho dato buca spiegando la situazione, a Gu dal quale mi aspettavo un minimo di interessamento in più, ma è troppo preso da sé e dai suoi intrallazzi as usual -solo che stavolta mi ha deluso e mi è sceso- e allo Scapigliato che mi aspettavo sarebbe scappato a gambe levate.. e invece no -cosa che mi ha ha fatto stare incredibilmente meglio-.

2# Ho denunciato l'accaduto alla polizia, il funzionario che ha raccolto la mia testimonianza è stato severo, a tratti sembrava ostile, ma è sempre stato rispettoso nei miei confronti -cosa che non davo per scontata-.
Questo step è stato tra quelli che mi hanno dato più forza, perché -nonostante i modi del funzionario- mi ha fatto sentire accolta e ascoltata mentre il gesto di prevaricazione del molestatore mi ha fatto sentire piccola e invisibile. Ha messo profondamente in discussione il mio senso di sicurezza.
Credo che in queste situazioni sia importante essere accolti dalle persone che ci sono vicine e dalle istituzioni.

3# Ho comprato uno spray al peperoncino, costa circa 10 euro e si compra in armeria, su Amazon, nei sexy shop, al tabacchi, può essere venduto ovunque.. (ci sono dei limiti di legge sulla concentrazione dell'olio di peperoncino, sul volume del flacone e ovviamente sull'utilizzo per l'esclusiva autodifesa.. per maggiori info vi rimando a questo sito che spiega molto bene e sinteticamente tutti i dettagli che è bene conoscere) 
Non è la panacea di tutti i mali, ma è una sicurezza in più, le modalità di utilizzo sono "spruzza e scappa" che se ti va negli occhi o lo inali sei fottut#.



Detto ciò, vi ringrazio ancora tutti!
Siete i migliori







parte seconda:
amore quasistatico


breve recap: 
Io confesso il mio innamoramento allo Scapigliato e lui si sente pressato, "stiamo correndo troppo", qualcosa comincia a girargli in mente ed è la vertigine di pensieri che va troppo veloce. 
Non sono una che corre nelle questioni di cuore, ma non mi piace neanche lasciare che le cose seguano il disordine altrui, mi sono impuntata sistematicamente su alcune questioni fondamentali e in una certa circostanza, ho spinto la discussione al limite.
Da parte dello Scapigliato ci sono brogli e ingarbugli da uscire pazzi; così il nostro tenero cucciolo  ingarbugliato, pressato dalle sue irresoluzioni personali, dai suoi timori, manie e in fine spinto sull'orlo dalla sottoscritta, è andato in overload.

periodo di decompressione, ripensamenti e rivalutazioni..

io sono romantica e ci speravo tanto................ -perché mi sono proprio innamorata come una scema-senza-ritegno e non me ne vergogno, non me ne frega niente del comune sentire: io per l'Amore il cuore ce lo metto sempre e ce lo metto tutto- Nel momento in cui mi ero messa l'anima in pace, orientata a superare il rifiuto d'amore, lo Scapigliato è ritornato sui suoi passi! 


YEEEEEEAAAAAAHHHHH

Adesso, Lui dice di andare per gradi, di non correre, "passettino a passettino"..
ma noi non correvamo il rischio di correre neanche prima. Ora mi trovo in una relazione (perché adesso è una relazione) quasistatica reale: non perfettamente reversibile.

Lo scopo, come in fisica, è passare da uno stato di equilibrio iniziale a quello finale passando per una successione di stati di equilibrio intermedi molto vicini tra loro, con un minimo aumento di entropia.. ossia relazionarsi senza incasinarsi e rompersi l'osso del collo.


già che ci penso, quando parlo dello Scapigliato lo abbrevio con S ed è disordinato da morire di dentro, di fuori, nel passato, nel presente... 


entropia allo stato puro



sabato 24 marzo 2018

Seta


Stamattina ho letto "Seta"
Ancora non capisco se sono state tre ore del mio tempo ben spese oppure no.
Quel che è certo è che oggi è una brutta giornata.

Scura nel cielo, senza altra meta che il proprio smarrimento
di questo libro, penso sinceramente che avrebbero potuto scriverne un racconto breve, 100 pagine di cui 50 bianche,  l'ho trovato ripetitivo, privo di emozioni e scialbo. si fa leggere ma non mi è piaciuto.

Ieri in biblioteca ho preso 5 libri, di quelli che non avrei mai comprato, ma che posso prendere in prestito e leggere velocemente.
Adesso mi accingo a leggere "Il profumo".
ho lasciato momentaneamente a metà Inferno e Il Signore degli Anelli, ma avevo bisogno di letture scorrevoli e disimpegnate.


Sono molto triste.
Mi sento malinconica.
Leggo per non pensare.
Vorrei solo un po' di tranquillità, godere della felicità che provo senza che qualche incauto me la si strappi dalle mani.
Vorrei che ci fosse stato il silenzio ieri.
Vorrei un po' di gioia per dividerla, per viverla.
E soprattutto, ieri sera avrei voluto un attacco di narcolessia. Invece no!


Voglio solo dimenticare tutto.

Ci vorrebbe un fazzoletto di seta per i miei occhi.

Ma non riesco e il mio cuore fa collezione di pugnalate.



venerdì 1 dicembre 2017

batticuore



Ladies and gentleman
ingranaggi antichi si sono messi in moto dopo essere stati a lungo fermi.
Il meccanismo perfetto scricchiola e si lamenta. Necessita di cure e attenzioni.
per il momento vedo solo un gran casino, ho idee contraddittorie in testa e provo una sensazione mista di forza, calore, scazzo, paura,
Come un paracadutista prima lanciarsi.
un momento prima era tutto sì, sì, sì, adesso è tutto no, no, no.
Anzi no, al contrario un momento fa era tutto no e adesso è sì.



ho il cervello in pappa






Dentro ho un mare in tempesta, sento ondate divampare dallo stomaco, dal petto, mi mandano in confusione e mi sento intontita.
Tensione muscolare, adrenalina, il respiro affannato e l'impellente bisogno di scappare, vorrei correre -e notate bene che io non corro neanche se vengo inseguita da cani famelici-
Mi viene voglia di urlare e saltellare.
Mi viene voglia di sprofondare e non riemergere più.
è tutto un mescolamento

di idee, pensieri, intestini


I dubbi (s)oggettivi si diradano(?) poco alla volta, lentamente, trasformazioni quasi statiche, erano tanti e tutti molto consistenti.
TROPPO CONSISTENTI -consistenti tipo ex ragazza ingombrante (non per stazza ma proprio per densità intrinseca), il che è decisamente peggio + amica insidiosa e insistente- una combo fantastica che fa venire i bbrividi.
della serie volevo fare una passeggiata di salute e mi ritrovo a fare la scalata al K2, senza ossigeno.
Una specie di tutti contro tutti. posso dirlo? non c'ho voglia, l'avessi saputo prima non mi ci sarei buttata.
che pesantume!



Detto ciò:
Mi piace la sensazione che mi lascia addosso la paura. Si manifesta come un tremore che scuote ogni fibra della mia essenza. Ho il batticuore, ma al contempo è come se avessi ricevuto un pugno allo stomaco.
Sto benissimo e malissimo.
Il petto che pulsa impazzito, ne sento ogni contrazione che è insieme bellissima e incerta, lo spavento, lo sconcerto e la grandezza. La felicità sull'orlo della disperazione.

Questo momento è il più bello,
Di questo momento meno se ne parla, meglio è.
Ma soprattutto si confessa solo quando ne hai da scoppiare e non riesci a trattenerlo più, fino a quel momento è una sensazione solamente mia, mi appartiene e non riguarda nessun altro.

 Mezza parola!



venerdì 27 ottobre 2017

Revelationship


Oggi pomeriggio, ieri o forse l'altro ieri mattina -non è poi così importante sapere esattamente quando- ho avuto una presa di coscienza folgorante.

Mentre ero in altre faccende affaccendata, potevo essere in cucina impegnata a preparare il pranzo o forse ero in una affollata sala d'attesa ad annoiarmi aspettando che giungesse il mio turno o forse camminavo nella foschia mattutina verso qualche ufficio, non è neanche rilevante sapere cosa stessi facendo esattamente, perché con la mente vagavo senza meta, come in uno stato di assenza, senza seguire i pensieri, ma dando l'impressione di esserne completamente assorta.

E nel momento in cui osservavo questi ammassi vacui e indistinti muoversi ..forse non sa cosa vuole.. Ecco che magicamente, come solo ai pensieri accade, in un istante ho ricordato parole esatte, si sono sovrapposti fatti distanti anni, si è condensato il senso di lunghi, nodosi e incomprensibili discorsi, ho ripercorso le orme di emozioni vissute; improvvisamente la profondità del tempo è scomparsa e ho avuto tutto racchiuso nel palmo di una mano.

Nuovi significati sono sbocciati e mi è parso di capirlo come non Lo avevo mai capito prima.
Perché prima non Lo avevo capito affatto



about you


giovedì 22 giugno 2017

Barbara vi racconta Barbara


Non sono mai stata puntuale in vita mia, figuriamoci in anticipo, eppure trent'anni fa ero attesa il 2 luglio, ma ero così impaziente di venire al mondo che sono nata il 25 giugno, nel pomeriggio.





Astronzologicamente parlando..
Sono un Cancro ascendente Scorpione, dicono che l'ascendente diventi preponderante dopo i 30, quindi da domani attenzione alla coda.
Dicono anche il cancro sia un segno capriccioso ma dolce, con un lato evidente, conosciuto e un lato selvaggio e nascosto. Dicono che sia un tenerone.. Io penso di appartenere alla categoria a cui appartenevano Giulio Cesare ed Enrico VIII, che non avevano la fama di essere particolarmente teneri.. Ma poi magari sbaglio..

Tema natale
Ho sempre avuto una personalità molto solare ma lunatica e scontrosa, dura fuori e morbidosa dentro, in fondo, molto in fondo, quasi a non volerlo ammettere, perché ci si rimette soltanto mostrandosi teneri.. Però ho un lato dolce, affettuoso.
Da domani confido in un ulteriore set di zampine, esoscheletro, pedipalpi -le pinze-, coda e telson -caratteristica punta con annessa ghiandola velenifera- in aggiunta al carapace e alle già brevettate pinze di granchio.
Praticamente inespugnabile e invincibile, tranne se messa a panza all'aria.


Emotiva, permalosa e aggressiva, soprattutto per compensare i presunti torti subiti, direi che amo l'amore in ogni sua manifestazione. Anche fisica, per la quale non esiste una precisa distinzione tra amore e sesso, perché ogni volta è La Volta.
Sono l'incoerenza fatta persona.
Ho la sacrosanta paura di soffrire ergo sono campionessa di distacco e freddezza, salvo poi pentirmene, sentendomi in colpa per aver fatto allontanare qualcuno, o esplodere, sentendomi in colpa per aver ferito e fatto allontanare qualcuno.
Mi piace la pizza e voglio la pace nel mondo (ma solo dopo aver fatto la guerra e l'amore riappacificatore)

Mia madre temeva e teme che io da un momento all'altro possa conoscere qualcuno, buttare tutto all'aria e fuggire per amore.
Temeva che lo avrei fatto col mio ex, ma lui non era la persona giusta per una simile follia, teme molto di più adesso perché potrei farlo da un momento all'altro e chissà con chi!
I polentoni sono persone strane e pericolose!

Questo è quanto io vedo da dentro, ma si sa che non siamo ciò che vediamo di noi stessi.





Non vado matta per:
il cinema, se ci vado è più per la compagnia che per il film in sé, la lirica che trovo un po' noiosa, la prima volta con un ragazzo nuovo, i baci mollicci sul collo, le troppe coccole, le persone melense, i comportamenti irruenti di chi spara tutto in faccia senza filtro, le critiche.

.. invece
Mi piace il teatro, le sinfonie, la musica, il balletto, la lettura, i gialli tipo CSI, i film horror, ma solo quelli con i fantasmi, gli horror psicologici e i thriller, l'odore di terra bagnata, camminare nel bosco, distendermi al parco, le serate con gli amici a casa, le cose tranquille, il romanticismo, i baci focosi sul collo, fare i dolci quando sono triste, il contatto fisico un po' ruvido e non troppo delicato, le piccolezze di cui ti accorgi dopo un po', il nodo allo stomaco quando brancoli nell'incertezza ma è tutto ancora possibile, le dita che si intrecciano, il sesso fatto bene con trasposto quando ti dimentichi chi sei e da dove vieni ma sei solo qui e ora, perchè è l'unica cosa che in quel momento vale, chi mi fa provare quello che ho appena scritto, e quando vado a mare fare il morto a galla e fare la bella Sirenetta tra le onde.
Le persone mutevoli, nel profondo anche se mi destabilizzano


ma anche
quando non ci si pone il problema di quello che si fa, se il sesso o l'amore perché in sostanza è la stessa cosa, almeno in camera da letto, nuotare, le serate in discoteca, pogare fino a non sentirsi più o piedi, limonare gli sconosciuti, flirtare come se non ci fosse un domani, prendersi sonore sbronze durante le feste, ridere da sbronza, fare l'amore completamente ubriaca tanto da non ricordare niente l'indomani, ballare, fare sogni improbabili su situazioni impossibili, sentirmi innamorata, sentirmi coinvolta, scoprire la delicatezza dietro l'inaccessibilità -è qualcosa di cui avere cura e rispettare-. Le amicizie che mi porto nel cuore.
Lasciare che le cose scorrano libere, informi, perché qualunque cosa diventino, lo diventeranno naturalmente e senza costrizioni, lasciando all'intuito e alla comprensione di ognuno la scoperta dell'epilogo.
Nell'ebbrezza si prova lo stesso senso di libertà e totale coinvolgimento che si prova quando si è con qualcuno qui e ora a fare del buon amore.

Detesto
i ragni, l'atteggiamento di chi mi limita e mi comprime pretendendo di dare forma a qualcosa che forma non ha, chi ha bisogno di incasellare tutto per tenere sotto controllo le cose, chi pretende di "gestire" -parolaccia immonda- la propria interiorità, e ancora di più chi pretende di gestire la mia, l'atteggiamento di chi pretende di pensare al posto mio, desumendo conclusioni insensate, la freddezza, le bugie, le persone rigide e monotone, chi non esterna le proprie emozioni, i comportamenti villani e vigliacchi, chi vuole averla sempre vinta, me stessa quando esagero, penso di non valere abbastanza,quando mi sento debole.




Fritto misto..
Questo è un modello simile al mio ^__^
...Quando avevo due anni e mezzo, mi è stata diagnosticata una osteocondrosi all'anca sinistra, ho portato un tutore per  3 anni, non potevo correre, non potevo indossare i pantaloni, camminavo a gambe aperte dondolando a destra e a sinistra, non potevo camminare senza -altrimenti erano dolori-. Mia madre non mi ha cresciuta come un'handicappata e non ho mai patito la differenza tra me e gli altri bambini.
Ero una bambina affettuosissima, dolcissima, molto vivace e creativa. 
Quando tolsi il tutore studiai danza classica, per due anni, poi lasciai la danza e continuai con la piscina. 
Ho imparato a nuotare prima ancora che a camminare con le mie sole gambe.
Il mio primo giorno in piscina è significativo per capire la mia indole più profonda: io non mollo mai.
Eravamo 5 o 6 bimbi in fila appollaiati al bordo vasca (ancora di salvezza per chi non sa nuotare o è incerto), l'istruttore in vasca ci staccava dal bordo della piscina uno alla volta e lasciava che nuotassimo a cagnolino per tornare al muretto, tutto bene finché non staccò me, che non riuscivo a fare forza sulle braccia, andavo a fondo, non avevo fiducia, avevo paura, bevevo e mi sono attaccata alla prima cosa che ho avuto sottomano: una mia compagnetta. Siamo andate sott'acqua insieme, abbiamo bevuto un sacco, il maestro mi ha rimproverato tantissimo, ero vergognata, impaurita, e piangevamo tutti disperatamente. ORRENDO.
Eppure un anno dopo, quello stesso istruttore, propose ai miei di iscrivermi nella squadra di agonistica, perché avevo un senso dell'acquaticità notevolmente sviluppato per una bimba di 6 anni: in altre parole, non appena mi tuffavo diventavo incontenibile e mentre lui spiegava gli esercizi io giocavo, per i cazzi miei, sott'acqua.
Tutto il tempo.
Restando in tema "piscina" i miei stili preferiti erano delfino e rana.
Ho fatto due di gare e le ho vinte. ho i trofei a casa. 
Ho giocato a pallanuoto, ero brava e ci mettevo passione, grinta. Ho subito diversi infortuni, ma non è mai diminuito il desiderio e l'amore per quello che facevo.

Ho fatto gli scout -sì, quelli coglioni con la camicia azzurra, i pantaloncini blu, con qualunque clima e condizione meteorologica- dalla prima media al primo anno di università, quindi sono stata in reparto e al clan. E avrei un sacco di esperienze da raccontare a riguardo..
Il post è lungo, magari a voi frega cazzi delle avventure scout ma per me sono state importantissime. Le canzoni, la veglia alle stelle, il fuoco la sera, le recite, le piaghe alle mani e ai piedi. I temporali che ti fanno avere paura, paura vera per la vita, le pulci, sì ho avuto le pulci. e guardare dall'alto di un monte il cammino che ti sei lasciata alle spalle, i ghiacciai perenni, l'acqua di sorgente e il latte appena munto.
Se un giorno avessi mai dei figli li manderei agli scout.

Mi piaceva talmente tanto leggere che in quinta elementare presi in prestito un libro dalla biblioteca di scuola e lo lessi nelle due ore successive, in classe, sotto al banco.
Mamma mi comprò un sacco di libri e li adorai tutti.
Papà mi faceva ascoltare i Pink Floyd dal suo stereo; One Of These Days è mistica, al limite dell'allucinante quando hai meno di 6 anni.
Sempre papà ha rifornito gli scaffali di casa con le migliori registrazioni di musica classica e sinfonica.

Quando ero un po' più grandicella sono stata presa di mira dai bulli, al mio paese, perché ero diversa. Molto diversa da loro. Per fortuna.
Sono diventata una adolescente estremamente chiusa e riservata, timidissima. Pensavo di essere brutta e mi rifugiavo nel mio mondo. Leggevo e scrivevo poesie. Ho scritto la mia prima poesia a 5 anni, era sulla primavera e sugli uccellini che facevano l'amore.
Di tanto in tanto usciva qualche guizzo di leggerezza, la piccola peste faceva capolino e a volte veniva fuori persino l'aggressività.
Non ho mai dato particolari problemi ai miei, ma ero sempre la studentessa che "se parlasse meno e si applicasse di più..."

Freudianamente..
Mia madre era casalinga, soggetta a crisi isteriche, non sapevo mai come si sarebbe svegliata la mattina, se di buon umore, ma non affettuosa, oppure arrabbiata e pronta a colpire con parole dure e fredde. Ricordo un paio di crisi isteriche anche in pubblico, una volta fu perché non partiva la macchina e mia madre, non sapendo che fare, pensò bene di affrontare il tutto urlando e strillando, inveendo e gettando nel panico anche me e mia sorella. Fortunatamente un perfetto sconosciuto ebbe pietà di noi -tutte e tre- e la aiutò. consolò un po anche me e mia sorella.
Lei non si ama. non si sentiva amata da sua madre e da suo padre. Ha avuto difficoltà ad amare i figli.Ed era spesso sola. Ma ci ha cresciute come meglio poteva. 
Si faceva rispettare a suon di schiaffi e ancora adesso è convinta che gli schiaffi sistemino tutto. Per questo la odio. Ma non per il resto.

Mio padre è sempre stato brusco, permaloso, ma più dolce di mia madre. Era aviatore. A volte stava via mesi per lavoro, a volte settimane, a volte stava a casa per settimane. Ogni partenza era un addio e mi sentivo abbandonata in balia della strega che seminava il caos incontrastata.

Credo che papà, viaggiando, abbia conosciuto altre donne. Credo che mia madre lo sapesse, da come mi parlò dopo il tradimento del mio ragazzo. Ci rimasi malissimo quando trovai dei preservativi scaminando nella valigia in cui speravo di trovare qualche regalino portato dal viaggio.. ero piccola ma feci 2+2.
Ci rimasi malissimo. Mi sentii tradita in un modo sottile, profondo. Tradiva l'idea di unità che avevo in mente. Ma pensai che tornava a casa, che ci voleva bene.
Papà perse il lavoro da giovane, io andavo alle medie, di lì a poco morì suo padre e ricordo periodi terribili in casa. 
Questi eventi ci segnarono molto. Diventammo quattro entità sconosciute, chiuse ognuna nel proprio dolore, il dolore indurisce i cuori -non che fossimo particolarmente aperti o affettuosi prima..- 
Papà soffriva di depressione e ne ha sofferto a lungo. Dormiva di giorno, di notte, stava sempre al buio, nello scantinato. Era scostante e umorale, fumava pacchetti di sigarette in un nonnulla. Era sempre incazzato e io non capivo, i miei urlavano e non nascondevano i litigi feroci. Non ricordo una carezza superati i 10 anni.
Non capivo ed ero come abbandonata, iper-controllata in ogni cosa che facevo, ma emotivamente abbandonata.

Pensavo che sarei potuta tornare da scuola e trovarlo morto.
oppure pensavo che avrebbe potuto impazzire, come a volte si sentiva in tv, e ucciderci tutti.
Abbiamo avuto molti screzi, ma mio padre è un grande uomo, pieno di difetti, ma è un grande uomo.

Non ho mai parlato a nessuno di quello che accadeva. Mai. Una parte di me è diventata una tomba, un sarcofago in cui finiva tutto quello che provavo, fagocitandolo.
Credo di aver sviluppato una paura intrinseca dell'abbandono a partire da questi eventi.
Ho paura dell'abbandono. una paura folle e per contrastarlo divento fredda come il ghiaccio abbandonando io per prima. Oppure mi attacco a costo di rimetterci tutto quello che ho.
Chi non si ama difficilmente può amare qualcuno e quando cresci in un luogo in cui non ti senti amato non sai amarti e prendi e ti accontenti un po' di quel che trovi.


Per colmare i miei vuoti
Mi sono svenduta, ho svenduto l'amore e affetto, amicizia e vicinanza alla ricerca di qualcosa che non sapevo cosa fosse, completezza, amore, accettazione. Mi sono accontentata, non chiedevo e in compenso davo, davo tutto è l'unica cosa che mi faceva sentire bene, non in difetto. Non mi volevo bene e forse non me ne voglio abbastanza neanche adesso. 
Mi sono lasciata plasmare, per assecondare l'amore che altrimenti non credevo di poter ricevere.
Ho scoperto solo recentemente la bellezza di qualcosa di semplice come amare qualcuno così com'è, difetti inclusi, ma non incondizionatamente, amare in modo finito una persona finita.
Ho avuto la testa infarcita di sogni, per scappare dalla realtà che vivevo, che la disney in compenso è cruda realtà.
I miei cartoni Disney preferiti di sempre sono: La Sirenetta e La Bella e La Bestia -il cartone vecchio, il film nuovo è una mezza cacata-


Fino a dove ci si può distruggere
L'estate del mio secondo anno di università è morto Stefano. Era un ragazzo speciale, anzi era stato "normale" ma qualche droga gli lasciò dei brutti segni, aveva cancellato la malizia degli uomini lasciando solo l'innocenza e la vivacità dei bambini. Eppure si accorgeva di cose profonde e nascoste a cui nessuno presta attenzione. Era dolcissimo. e adesso che lo ripenso, piango.
Dissero che contrasse la polmonite e che non si volle curare.
Decise di non curare una malattia curabile. questo pensiero ruppe qualcosa in me.

Durante l'anno successivo casa mia fu un casino, malattie, morti, problemi.. disordine. Ricordo una pentola dimenticata con del purè ammuffito, dall'odore nauseabondo. Il caos.
Come quando una biglia di acciaio comincia a rotolare lentamente e poi non si ferma più.

Per diversi anni ho sofferto prima di crisi d'ansia, poi di anoressia, del tipo restrittivo. All'inizio pesavo circa 50 chili, poi ho cominciato a perderli, a misurarmi, ad avere degli obiettivi. Mangiavo porzioni ridicole di cibo, poi ho smesso di mangiare regolarmente. Credo che i miei genitori vedessero ma che non sapessero cosa fare. Il mio ragazzo non c'era e l'unica persona che riusciva a vedere oltre e leggeva le mie ferite era Bruno.
Ero molto debilitata e una banale appendicite mi è costata un ricovero d'urgenza di 7 giorni con febbre altissima. Svegliarsi dall'anestesia è stata la cosa più figa del mondo.
Quando tornai a casa, dopo una settimana di digiuno quasi totale dovevo tenere su i pantaloni, ero felice, ero felice che mi si vedesse l'incavo del bacino. La prima cosa che feci fu salire sulla bilancia. Con tutti gli abiti pesavo 40 kg. Mi sentii soddisfatta, avevo raggiunto una cosa a cui non pensavo che sarei mai arrivata. Poi mi guardai allo specchio e non mi riconobbi neanche. ero uno scheletro. facevo schifo ero bruttissima. Fu uno shock e a poco a poco, ripresi a mangiare.
In un anno presi 15 kg tondi.

Riprende a mangiare, però non significa guarire, stavo bene un periodo e poi mi sentivo sola e depressa il successivo, in questa continua alternanza d'improvviso cominciarono gli attacchi di panico, che sono una cosa orrenda, ti spaccano la mente e hai impressione di impazzire del tutto. non uscivo di casa, non volevo vedere gente, non mi lavavo, giravo come un fantasma tra stanze vuote.
La sensazione è davvero quella di impazzire perché ad un certo punto, la sequenza dei tuoi pensieri precipita vertiginosamente nella paura, senza che ci sia qualcosa di vero a scatenarla.
Un pianto che svuota, la tachicardia, la sensazione di non poter respirare, non come se davvero non potessi respirare, ma come se veniste trascinati giù sott'acqua e vedeste la superficie ad un metro da voi senza poterla raggiungere.
L'inquietudine costante, la paura.. Ho cominciato a soffrire di depressione in modo continuato, tra un attacco e l'altro. Ho avuto le allucinazioni, sentivo cose a caso, in momenti casuali della giornata.
I depressi cominciano sentendosi tristi, insoddisfatti, a volte alternano gli stati d'umore.. ma poi, lentamente il mondo comincia ad offuscarsi, si perdono i colori e diventa tutto un film in bianco e nero, fino a che poi il grigio diventa uniforme e opaco. 

Così lentamente tutto si spegne. Non ridi perché sei felice, non piangi perché sei triste, non senti la felicità, non senti la tristezza, non senti il dolore che ti consuma, non senti nulla. solo freddo.
Vedi la vita scorrere davanti a te come se tu non ne facessi parte e fossi spettatore di un film che neanche ti interessa.
Si scivola nell'ombra e L'ombra non è vita. 
Vivi, ma smetti di esserci. Smetti di vivere e quando smetti di sentire la vita e percepisci solo la disperazione, che fondamentalmente è assenza, ormai il più è fatto..

La fine è il mio inizio:
In questo stato può capitare che un pensiero ti si affacci alla mente, un pensiero risolutivo, definitivo.
La prima volta lo scacci, la seconda lo consideri come un "potrei.. ", la terza lo guardi con interesse e poi diventa la soluzione. Poi comincia ad essere il primo pensiero al risveglio e l'ultimo la sera.
Perché ti senti incapace e ti senti in colpa e non sai reagire, e tutti vanno avanti mentre tu no, sei bloccato e lì trovi una via d'uscita.

Così ho progettato il mio suicidio nei dettagli. Avevo scelto il luogo, il modo affinché fosse definitivo, efficace e non desse un fardello troppo grosso ai miei genitori. L'unico rischio era la possibilità di rimanere un vegetale a vita.
In alternativa, la scelta che sentivo più mia era quella di lanciarmi sotto al treno merci, in una zona isolata. Non so perché ma lo sferragliare meccanico e violento mi attirava in modo irresistibile, ma non si finisce sotto un treno per sbaglio...

Un pomeriggio di giugno mentre ero all'università, c'erano 32 gradi all'ombra e io avevo freddo, ero seduta al sole, durante la pausa pranzo pensavo ai dettagli.  Un tipo che avevo conosciuto in quel periodo mi venne a parlare e mi disse che ero una delle persone più belle e solari che aveva mai conosciuto. Gli davo tanta forza.
Era talmente tanto grande lo strappo dentro di me che meditavo la morte e sembravo bella e solare. Quello per me fu il momento in cui decisi che era arrivato il Momento.
Festeggiai il mio 24 esimo compleanno, con pochi amici, fu come salutarli ed era fatta. fine dei giochi.

Quella sera, mi chiamò l'attuale ex e mi lasciò via Skype. Lui e la sua mostruosa insensibilità, mista ad egocentrismo senza frontiere mi hanno salvato la vita.
Poi fui così furba da andarmelo a cercare per tornare insieme a lui, ma questa è un'altra storia.

ho perso un sacco di tempo, di esperienze, di vita, a causa della depressione.
Ho perso molto tempo anche con gli studi, prima mentre ne soffrivo e poi cercando di venirne fuori.

mi sembra che sia trascorsa una vita quando guardo a quel passato. Mi sembra di stare bene eppure una psicologa mi ha consigliato di intraprendere un percorso di terapia perché non si guarisce mai del tutto spontaneamente e da soli senza un supporto psicologico.




Il cuore è, senza dubbio, il centro della mia vita.
Il mio primo innamorato si chiamava Andrea, aveva 5 anni e io ne avevo 4. eravamo all'asilo e una volta, visto che mi piaceva, gli dissi che volevo fare una foto con lui, lo presi con la mano e ci facemmo una foto insieme (mano nella mano).
Il mio primo migliore amico si chiamava Luca, io non potevo correre perché avevo l'apparecchio, ricordo che ero seduta sulla giostra e lui la faceva girare gridando cori contro la Lazio.
Il mio primo fidanzatino -un coglione in crescenza- lo ebbi a 8 anni. Durò una settimana e poi mi prese di mira con insulti vari per i successivi 5 o 6 anni.
Alle medie ero innamorata del ragazzo più bello della scuola, che era un mio compagno di classe. e gli scrissi un biglietto firmato che gli lasciai tra i libri di scuola. Il suo compagno di banco lo scoprì e mi prese in giro per un sacco di tempo. 

Il mio primo bacio l'ho dato io, a Bruno, mentre camminavamo per strada. Gli morsi un labbro. Avevo 16 anni, stavo per compierne 17.
Io aspettavo quello giusto ma poi pensai che avrei pur dovuto cogliere il momento. ero curiosa.
Meno di una settimana dopo uscii con quello che, 12 anni dopo, divenne il mio ex, di cui vi ho taaaanto parlato.

La prima volta che ho fatto l'amore, esperienza romantica ma deludente, avevo 17 anni.
La seconda è stato in macchina, per la strada.
Ho perso la verginità per sfida, avevo vinto una scommessa con le amiche della piscina e mi decisi a dargliela. (questo è meno romantico)
Ho tradito, una volta con Bruno, che ho ri incontrato qualche anno dopo il fatidico primo bacio. Non ci sono andata a letto, ma me ne ero innamorata, il ché forse è peggio.
Successivamente sono stata infedele solo per vendetta, prima con Gu, che mi interessava poco, se non per pareggiare un conto e poi con un tipo australiano. Gu mi piaceva ed è piuttosto evidente che mi presi una bella cotta, e in fondo mi piace un sacco pure adesso. l'australiano è durato poco: era asfissiante.
Poi ci sono stati svariati personaggi più o meno sensati, tra cui il più deludente di tutti: un bergamasco, che sembrava pieno di virtù e molto promettente, ma che ha la testa più chiusa, retrograda e arretrata di uno che zappa la sciara.
Poi io ho fatto la testa di cazzo mandando tutti a quel paese. Poi, come sapete, ho pensato di tornare sui miei passi.



Anime Gemelle
Ho molti conoscenti, pochi amici, poche persone con cui condivido integralmente i miei pensieri. 
Quasi tutti i miei amici li sento poco, li vedo pochissimo.
La mia migliore amica, con cui ho passato i migliori e i peggiori anni della mia vita la conosco da più di 20 anni. è la mia metà. Siamo cresciute insieme, abbiamo condiviso spesso le stesse gioie e gli stessi dolori.
Litigavamo come due dannate, con annessi calci e pizzicotti, ma siamo diventate inseparabili. Anime gemelle
Siamo uguali e siamo completamente diverse, ci completiamo.
Non ci sentiamo mai, ma quando cominciamo stiamo al telefono non  meno di 4 ore per volta.

Ho lasciato sgretolare molti rapporti con persone che reputavo cari amici, perché improvvisamente li ho visti limitati e ristretti, ho visto delle persone che non avevano nulla di più da offrirmi e alle quali non potevo dare nulla, di me perché non capivano il mio pensiero. 
Ho allontanato amici perché non c'era una simpatia, una connessione, un di più, solo una condivisione di tempo, spazi ed esperienze simili.
Le nostre vite, pur essendo simili hanno preso strade diverse.
Per molti amici sono una psicoterapeuta o un Guro-Santone che dispensa consigli su commissione.
L'ancora di salvezza che c'è quando serve una voce amica, un supporto pensante.

Ho rivalutato amici, Peppe, parlo di Peppe, perché pur avendo una vita semplice e molto limitata, ha un'interiorità ricca e una mente fertile. Non è chiuso al cambiamento. Ci sentiamo raramente ma parlare con lui è come respirare aria fresca.

Ovviamente Bruno è stata un anima gemella a tempo determinato. Mi piacerebbe provare nuovamente qualcosa come quello che provai con lui.


Io e mia sorella non ci sentiamo mai. Non ne abbiamo l'esigenza, forse non abbiamo un legame strettissimo, se stiamo troppo insieme litighiamo, però siamo molto unite ed io so, che niente e nessuno potrà allontanarci..
Siamo state sole, a lungo, ma eravamo sole insieme.


Ho scoperto una amicizia interessantissima ed inizialmente pilotata con una collega, che trovo una ragazza affascinante e molto stimolante, ha un punto di vista diverso dal mio e sempre molto acuto. 
Poi amiamo il cazzo e ne parliamo in continuazione.

Poi c'è l'ex, che  fa strano guardarlo come se fossimo estranei. Ma adesso mi sto abituando all'idea perché sento che sono cambiata moltissimo. Oggettivamente penso che non fu una grande anima gemella, troppo terrestre e razionale per starmi dietro, alla lunga fu castrante e freddo. Ma in qualche modo ci completavamo e soprattutto all'inizio fu un'ancora a cui mi aggrappai e da cui credevo di trarre stabilità ed equilibrio.
Cosa quantomai sciocca, col senno di poi.


E poi, ultimo, un Calimero piccolo e nero -anche se è ariano e sta crescendo-, povero, bistrattato da questa penna virtuale che gliene ha scritte di cotte e di crude, ma tutte meritatissime: Guglielmo.
Che si è sempre guardato bene dall'entrare, se non marginalmente, occasionalmente -e in modo assolutamente controllato da lui secondo il suo gusto- nella mi vita ma che è stato chiave di volta di questi cambiamenti.
E che lui lo voglia o no è stato ed è importante.
Quindi in definitiva non è stato neanche così marginale come credeva.
E anche se ne tollero le intemperanze e non tollero le inconsistenze, alla fine mi fa simpatia, mi piace.


E mi dispiacerebbe "perderlo" perché Sua Signoria Se-Medesimo ha stabilito in totale assolutismo che è arrivata l'ora di tagliare i ponti. Arrivederci e grazie -al cazzo-
Senza tenere in conto la mia Me-Medesima Persona che lo considera valente anche al di fuori del mero ambito sessuale.
 NO!
Vostro Onore, la verità è che io mi oppongo!

conclusioni
grazie per avere letto fino a qua.
Ho suddiviso in capitoletti il post, non perché io veda la mia vita come qualcosa di frammentato o non armonico, ma solo per rendere agevole la lettura, che si sa, sul web vuole essere sempre coincisa e "a colpo d'occhio".
Ho scritto questo post in un unica mattinata, appunto perché sono arrivata ad avere uno sguardo d'insieme, ampio, coinvolto ma sereno e sentivo il bisogno di togliermi pesi, corazze, sciogliere nodi.

Io guardo davvero l'insieme e l'interezza, non mi piace avere a che fare con pezzi sparsi qua e là. Un po' come nella musica classica mi piace il prodotto finale, ma non potrei mai sentire solo uno strumento. Motivo per cui non ho mai deciso di imparare a suonarne uno, avrei voluto padroneggiarli tutti.
Credo che dall'unione, dal complesso, si possano scindere le diverse parti, ma l'armonia prevede che tutte collaborino in un insieme perfetto.

E nonostante i casini e i tormenti che ha patito il mio cuore, credo che l'amore sia la cosa più semplice e armoniosa dell'universo.. E non parlo da Barbara innamorata, parlo da barbara è sola  e pensa a cosa la fa stare bene. Perché per me, parlare di amore è qualcosa in più del romanticismo o del sentimentalismo o dello stare stretti in un lussurioso abbraccio.
Credo che siamo fatti di emozioni, che sì, sono complicate e confusionarie, ma ci uniscono come il mare lega isole altrimenti sperdute.
E le emozioni si cercano e si riconoscono le une negli altri.
Per cui trovarsi è semplicemente bellissimo. Magari difficile, ma bellissimo.




PS, lo volevo postare il giorno del compleanno, ma l'ho scritto talmente di getto che mi sembrava un peccato rovinare tutto per  una questione di date.


PPS, dopo tutta questa pappardella, per sei mesi non scrivo più.

venerdì 16 giugno 2017

when you make love with..



All men fear death. It’s a natural fear that consumes us all. We fear death because we feel that we haven’t loved well enough or loved at all, which ultimately are one and the same.
However, when you make love with a truly great woman, one that deserves the utmost respect in this world and one that makes you feel truly powerful, that fear of death completely disappears. Because when you are sharing your body and heart with a great woman the world fades away. You two are the only ones in the entire universe.
You conquer what most lesser men have never conquered before, you have conquered a great woman’s heart, the most vulnerable thing she can offer to another. Death no longer lingers in the mind. Fear no longer clouds your heart. Only passion for living, and for loving, become your sole reality. This is no easy task for it takes insurmountable courage. But remember this, for that moment when you are making love with a woman of true greatness you will feel immortal.
I believe that love that is true and real creates a respite from death. All cowardice comes from not loving or not loving well, which is the same thing. And when the man who is brave and true looks death squarely in the face like some rhino hunters I know or Belmonte, who is truly brave, it is because they love with sufficient passion to push death out of their minds. Until it returns, as it does to all men.


And then you must make really good love again.
Think about it.

martedì 11 aprile 2017

sulle cose che ho capito dell'amore


Per amare davvero un altro, bisogna prima di tutto amare incondizionatamente sé stessi
Che quando hai paura di lasciare perché temi di rimanere sola, sei già sola e non vuoi ammetterlo
Che quando stai male con te stessa e non ti ami abbastanza attrai i sentimenti egoisti di chi non ama altri che sé e ti userà per essere felice, senza curarsi di rendere davvero felice te.
Che ogni volta è nuovo e ti sorprende nel deserto e nella tempesta delle emozioni

Per quanto sia bello e rassicurante non è eterno.
Dall'affetto può nascere l'amore, ma quando l'amore diventa affetto si spegne la sua fiamma e rimane una comoda abitudine.

Che l'Eros è la sua manifestazione.
che i corpi sono strumenti e rispondono ad un ritmo primordiale che è il motore della vita.

Che il cuore è un anarchico; un bambino capriccioso che per dispetto si innamora quando sente il netto rifiuto.

Che so perfettamente quando il mio batte per qualcuno anche se non lo voglio ammettere, perché mi spaventa, ed è confusione dentro di me.
Che so quando piaccio a qualcuno, anche se faccio di tutto per ignorarlo perché temo di essere rifiutata.
Che tanto è più grande la paura di perdere il controllo, tanto più liberamente ci si dovrebbe lasciar trasportare, anziché opporsi.

Un gesto della mano può tradire involontariamente il più alto dei significati.
Che c'è un momento, nel silenzio e nel buio, in cui tutto diventa chiaro, perché ci sono voci antiche dentro di noi che non hanno bisogno di dirsi niente per sapersi e riconoscersi.
E che il suo pensiero lo sento, come lui il mio sente, perché ci sono legami sottili che vibrano come i fili di una tela intricata.

Che si sbaglia quando ci si vuol mettere la testa perché la mente non può cogliere il senso di due anime che comunicano.

E che non serve capirlo, l'amore, l'altro, solo coglierlo così com'è.







E poi boh.. Io che parlo d'amore è come Stephen Hawking che parla di atletica leggera.. non è che non si sia in grado di farlo, ma lo scrivente risulta poco credibile.



Ah, dimenticavo, la cosa più importante della vita è provare Amore.

lunedì 27 marzo 2017

Mea culpa


Un minuto di silenzio per quelle coppie che non si baciano più con la lingua se non prima di fare "l'amore".

Per quelle bel bacio a stampo di volata prima di uscire o appena rincasati.

Un minuto di silenzio per chi lo ritiene normale.
Per chi si domanda se è normale e non si accorge dell'alienazione della propria esistenza.
E per chi si arrende alla menzogna della sicurezza, della ripetizione e dell'abitudine.

Un minuto di silenzio per chi è incastrato, si sente arrivato e sogna la libertà.
Per chi non ha abbastanza coraggio da aprire gli occhi. 
E per chi racconta scuse a cui crede.

Un minuto per chi scalpita nell'animo profondo ma in superficie tace.
Per chi nutre le insicurezze aggrappandosi ad una idea che non gli appartiene.
E per chi si sente come se potesse conquistare il mondo, ma è bloccato e non ce la fa a muoversi.

Un minuto di silenzio per chi usa il cucchiaino piccolo nel barattolo della Nutella.
Per chi lentamente si spegne allo spegnersi delle passioni 
Per chi si mette comodo per non rischiare e aspetta che qualcosa, nel mentre, cambi.


Comoda e pregiata, l'ideale per l'eterna attesa.



Io per me stessa mi sono aggiudicata ore di silenzio, nei tanti anni di "felice fidanzamento" ho avuto modo di sperimentare tutto quello che ho scritto su (tranne i baci distratti a stampo, quelli no..)

Parte della felicità dell'ultimo periodo è legata al fatto che l'essermi lasciata è stato come resuscitare, recuperare una parte di me che avevo sacrificata, e al capire che tutto il dolore che provavo e che ritenevo mi fosse stato ingiustamente inflitto è stato necessario per rendermi libera.

Ero molto innamorata ma oggettivamente ero anche la Regina degli Infingardi: per la metà del tempo ero molto felice della mia relazione di coppia, ma per l'altra metà mi sentivo sommergere da un malessere tanto profondo quanto sfuggente.
Direte: «normale che accada», infatti la particolarità è che: quando stavo bene sognavo la fuga, sognavo che in qualche modo avrei lasciato il ragazzo con cui stavo e sarei stata ugualmente felice da sola o con qualcuno che amavo di più, che amavo meglio e da cui mi sarei sentita più amata e più accettata.
Poi, puntualmente, arrivava questo senso di inquietudine ed ero prostrata, mi pentivo delle fantasie che vedevano la storia d'amore finire malamente a causa dei i miei capricci, delle mie velleità e correvo a rintanarmi con la coda tra le gambe sotto le cortine della mia relazione. 
Perché il mio lui era proprio un bravo ragazzo, davvero un buon fidanzato, mi sentivo in colpa alla sola idea di lasciarlo.. Aveva i suoi limiti, avevamo le nostre differenze, ma era una brava persona.

E come si fa a lasciare una così brava persona, che non ti ha fatto niente, che è innamorata di te e tu di lui solo perché "senti che a volte non è quello giusto?"
Non si fa, non si lascia, perché rischi anche di perdere quella stabilità e quella sicurezza che fino a quel momento hai tanto desiderato.

Mai ci fu pensiero più idiota.
Mai ci fu pensiero più comune.


Il continuo altalenarsi di "è lui quello giusto", "no, forse no", "incontrerò un giorno quello giusto"..
I sensi di colpa: "perché se lui è un bravo ragazzo io non sono felice ma sento il bisogno di scappare?" "perché sono così ingrata se lui mi supporta sempre" 
che poi non è così vero che mi supportava.. era molto egocentrico, ma non lo vedevo.
La paura di rimanere sola, ma anche l'incrollabile senso di inadeguatezza logorano dentro.

E stavo lì a domandarmi se fossi matta o quantomeno anormale a desiderare scenari così estremi fino al giorno in cui mi sono innamorata di un altro.
Poi nell'ordine: ne ho avuto paura, mi sono sentita ancora più in colpa e ho perso un'occasione per dare una svolta alla mia vita che mi supplicava di essere cambiata. Ho fatto la cazzata più grande rimanendo con chi mi infondeva sicurezza.
E siccome oltre ad essere Infingarda ero anche Codarda anziché riconoscere i limiti della mia storia, mi ci sono buttata a capofitto, decisa più che mai a farla funzionare.

È sopravvissuta solo più altri due anni. poi è stato lui a scappare verso se stesso.



Un minuto di silenzio a chi si nasconde per non vedere il problema vero: ci si rassegna ad una aspettativa, ad un sogno o un ideale o un ruolo che non è il nostro, ma che ci viene appioppato dalla società, dagli amici, dalla famiglia, dal compagno: fidanzati con un bravo ragazzo, laureati, sii felice, trova un lavoro buono, convivi, sposati, figlia, gioisci della tua realizzazione.

E chi lo dice che per me sia quella la realizzazione?
E chi dice che io mi debba realizzare necessariamente con quella persona perché sembra tanto perfetta, quando, in realtà, non è adatta a me?
Perché mi devo sentire colpevole se, pur avendo davanti una bellissima persona, mi rendo conto delle inconciliabili differenze che generano problemi razionalmente non spiegabili.
E chi lo dice che, siccome stiamo insieme da una vita, dobbiamo stare insieme per la vita?

è buffo come cambino le cose: quando ero oppressa da una storia, che per molti era la realizzazione del sogno d'amore romantico, tutti mi consideravano molto normale e io pensavo di avere qualcosa di sbagliato. Mentre adesso che mi esprimo in una nuova dimensione dando più importanza alla mia persona, sentendomi finalmente in pace con me stessa, la gente mi considera strana.

Mi sfugge la legge in cui si dice che bisogna essere conformati in tutto. Anche nell'amore, anche nel regno dell'irrazionale.
Io non sono riuscita ad adeguarmi, andare incontro alla propria natura è una questione di sopravvivenza, e non credo che sia stata una sconfitta, anzi credo che sia stata una delle mie più grandi vittorie.
In fondo, è la stessa cosa che ha fatto il mio ex tradendomi.

Voglio sottolineare inoltre che se una cosa è comune o accade a molti non significa che sia sana e naturale per tutti. 
Siamo tutti diversi, quindi ciò che può far bene a me può essere tossico per un altro, ed è valido in termini di cibo, allergie, relazioni, obiettivi di vita..
Dalla mia posizione di esperta nel settore -avendo reiterato più e più volte i miei errori- vedo un sacco di gente, che rincorre cose che non si adattano alla loro natura. Li fiuti da lontano quelli così: sanno di instabilità, determinazione inutile e timori.
Cercano evasione, conferme, anestetici per i tormenti dell'animo che scalpita in cerca di libertà. E poi tornano sui loro passi  afflitti da tutto ciò che si muove nell'ombra della psiche e che fa paura.
Per molti sarà sempre un momento difficile, il momento sbagliato, non c'è mai l'occasione giusta per fare i bagagli e andare per la propria strada.
Non esistono scuse abbastanza valide per essere felici.
Parola mia che ho dovuto aspettare di essere cornuta e mazziàta (bastonata) prima di rendermene conto.



Non esistono scuse abbastanza valide per continuare ad essere infelici.
solo la codardia


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