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sabato 29 novembre 2025

Lusso proibito

Ma quanto è bello essere raffreddati e malaticci al sabato?
Poter rimanere tutto il giorno a letto, sotto le coperte, al caldo a leggere.
Ve lo dico io: è bellissimo.

È tipo trovare il Nirvana dopo una settimana di lavoro pressante che si conclude in bruttezza con uno  sciopero generale. Non bello -specialmente per chi come me fa il pendolare- 

Dopo una vita settimanale al limite del burnout è molto bello starsene tranquilli a casa a fare un cazzo.

Nel mio dolce far nulla mi sono concentrata sulla lettura di un giallo di Agatha Christie, Poirot sul Nilo. Credo di averne visto il film in almeno quattro versioni diverse tra cui le mie preferite in assoluto quelle con David Suchet -l'unico vero Poirot- e Angela Lansbury - aka la Signora in Giallo, mio big love-.
Ad un certo punto della lettura mi sono ricordata chi fosse l'assassino, ma questo ritorno di memoria non ha inficiato il piacere di terminare il libro.




Solitamente gli scritti di Agatha Christie mi piacciono molto, ma non mi sento troppo coinvolta dai suoi romanzi corali, come questo. Troppi personaggi, ambientazioni non troppo definite e finali imprevedibili con l'immancabile intuito dell'investigatore che trascende gli indizi...
Di questo romanzo, come in Dieci piccoli indiani, ho apprezzato molto il modo in cui vengono legate tra loro le vicende dei personaggi, anche se certi escamotage sono un tantino mirabolanti.

Insomma preferisco altri suoi titoli, anche se questo non mi è dispiaciuto affatto anche perché mi è servito da lettura leggera per spezzare altri due libri che sto leggendo: Elisabetta I e Cent'anni di solitudine.
Il primo è una biografia, scritta da Carolly Erickson, abbastanza dettagliata sulla vita della regina Elisabetta Prima. Il secondo invece è il celeberrimo romanzo di Márquez.
Mentre mi aspettavo che la biografia non fosse sempre scorrevole e di facile lettura, il romanzo di Márquez lo avevo ampiamente sottovalutato. 
Il che lo porta a essere considerato 

un'altra mappazza incredibile

 al pari di Delitto e Castigo

Tuttavia questi sono i libri delle TBR che mi ero ripromessa di leggere ad inizio anno, quindi devo tenere duro!!!!

giovedì 18 settembre 2025

Resocontando



Da quando ho smesso di scrivere sono successe un po' di cose, breve elenco di quelli che reputo punti salienti su cui probabilmente mi troverò a pontificare prossimamente... Così vi do un po' di contesto.. 
magari anche io ne approfitto per fare qualche considerazione..

ho lasciato la casa dove abitavo da studentessa - ci ho lasciato un pezzettino di cuore - adesso sto in un appartamento decisamente troppo affollato e sono un po' bloccata poiché trovare casa a Torino è come vincere al super enalotto.. anzi forse é più facile azzeccare un ambo che trovare un affitto dal rapporto costo/spazio/finiture accettabili.

lavoro a tempo pieno e spesso ben oltre gli orari del tempo pieno in uno studio di ingegneria e per me il RAL è uno standard di colori e non un indice per la disponibilità di cash a fine mese.. questi aspetti vanno bene ma non benissimo. 

Porto i capelli più corti che in passato.

rullo di tamburi, tamburelli, grancasse: mi frequento full time nientepopodimeno che con Lo Scapigliato - comprensibilmente capirei il vostro disappunto/storcimento di naso ma la vita va così e sono contenta così - stiamo progettando di fare cose insieme, ma c'è della confusione a riguardo quindi, tutto è molto bello io sono molto felice ma sorvoliamo questo tema.

Mi è uscita l'ernia del disco. non bene, non bello. non lo consiglio e nella prossima vita non lo rifarei.

Mi sono cresciute le tette, aspetto positivo di essere ingrassata di +o- 15 kg, inizialmente perché il medico curante che mi aveva prescritto gli anti infiammatori per l'ernia si era dimenticato di dirmi che il cortisone fa venire una fame insaziabile e poi perché dopo aver preso 10kg in un mese ho mollato il tiro. Ora mi lamento 3 volte al giorno delle mie forme peroidali e strabordanti.

Ho scoperto di avere il pollice verde, ma la casa in cui vivo è buia e tanto basta per ammazzare le mie bellissime piantine. Qui stanno vivendo una perpetua agonia poverine.. 

Studio i Tarocchi, faccio delle letture, principalmente per me, sporadicamente per gli amici.

Faccio viaggi.. senza prendere mezzi di trasporto - ho delle storie interessanti su questo tema che vorrei approfondire in altre nuove avventure -

E dulcis in fundo ho riscoperto l'amore per la lettura. Sentimento che non si è mai del tutto spento in me, ma che si era parecchio affievolito nel tempo.
Negli ultimi anni, complici il pendolarismo e la volontà di non rincoglionirmi totalmente scollando all'infinito il telefono ho ripreso a leggere con una certa assiduità, immagino di rientrale tra i lettori forti, nonostante io sia una lettrice lenta.
Faccio TBR che non seguo, sfide di lettura che perdo in partenza, guardo video, segno titoli su titoli in wishlist infinite, ma più di tutto compro più libri di quelli che leggo e ho più libri di quelli che ci stanno nella libreria. Non paga di ciò prendo a rotazione libri in biblioteca.

Regolare vita da lettrice.

Qui una testimonianza fotografica delle disposizioni a tetris e i libri in seconda fila che si ammucchiano inesorabilmente. ovviamente ci sono libri anche sul mobile del pc, in camera, nella mia borsa e nel cassetto dell'ufficio.

Ho terminato da pochissimo "La collina dei conigli" un romanzo di formazione ad episodi la cui trama comincia un po' lentamente e lentamente affascina il lettore e a balzelli, timidamente e proprio come un coniglietto prende un ritmo sempre più avvincente e incalzante.
Libro molto carino e dal finale poetico. 
Io lo leggevo a spizzichi e bocconi a casa dello Scapigliato (che ha una biblioteca vastissima che la mia in confronto è giusto due libri in croce) perché si presta bene anche ad una lettura non continuativa, soprattutto nella prima metà del libro.
Mentre ero a casa mia invece leggevo "Delitto e castigo" romanzo di deformazione che non credo abbia bisogno della mia presentazione e che probabilmente avrei apprezzato maggiormente una decina di anni fa quando, essendo più giovane, sarei stata toccata in profondità dalle considerazioni del protagonista.
Mi sorprende molto la modernità della scrittura (i salti nella narrazione e la continuità tra un capitolo e il successivo) la vastità e l'attualità dei temi trattati.
Il mio umile contributo a questo colosso della letteratura potrebbe essere riassumibile in :

Bello,

Ma è comunque una mappazza


Ora che ho sdoganato questo tema sappiate che vi ammorberò coi libri. Perché sto in fissa.

venerdì 16 ottobre 2020

Affresco Contemporaneo

Ufficio = Luogo in cui luoghi comuni, voglia di fare un cazzo, ignoranza, egoismo, cretineria, prepotenza, lamentele, ipocrisia e sbuffi si fondono tra loro generando degli esseri orribili noti ai più quali le Colleghe -s’intende tutte stimate professioniste-. 

In questo momento dovrei scrivere una relazione -che deve essere consegnata entro ieri, letteralmente- e probabilmente qualcuno potrebbe pensare che con questo mio battere sulla tastiera lo stia facendo, peccato che non abbia ancora la documentazione necessaria per la redazione di suddetto documento perché la persona che dovrebbe fornirmi il materiale sia troppo occupata a guardare Facebook, ritoccare foto e a valutare altre offerte di lavoro.. 

A riprova che il fancazzismo non è solo malcostume degli uffici pubblici ma anche degli studi privati.

 

In studio attualmente siamo 6 donne, la capa cazzeggia a tempo pieno da luglio a questa parte unica eccezione per le scadenze imminenti si lamenta moltissimo per l’ambiente che si è creato a causa di due colleghe particolarmente fastidiose: Gargamella… bè lei è Gargamella, semplicemente acida, il nome dice tutto e la sua tirapiedi: una specie sbuffomane che tira costantemente su col naso, affetta tra l'altro anche da logorrea.. sta zitta e si aliena perdendo tutti gli spunti di conversazione solo quando gioca a candy crush al pc, perché quando lavora parla con tutti, si intromette in ogni discorso, ragiona ad alta voce, parla spesso con Gargamella che si limita a degli sporadici "mm-mmm" e già che c'è parla anche da sola.

 

Poi ci sono due normodotate: una collega simpatica il cui unico difetto è fare l’elenco di tutto quello che non le piace di questo lavoro già al mattino, per rincarare la dose in pausa pranzo e dare il colpo di grazia appena chiusa la porta la sera.. La stakanovista che invece si fa i fatti suoi e completa i suoi lavori, non parla troppo, apprezzo molto il su modo di fare.

 

Alla fine ci sono pure io che mi lamento seriamente di una cosa sola: la radio costantemente accesa ad un volume alto -che non è alto, ma ad un volume tale che nel tempo risulti fastidiosamente persistente-.

 

La stazione radio incriminata è Rtl 102.5, la frequenza di Satana, chiunque la gestisca ha un problema serio con l’organizzazione del palinsesto musicale: ripetitivo fino allo strenuo. 

Inascoltabile.
Ma alle due antipaticone piace molto e la accendono appena ne hanno la possibilità perché trovano fastidioso lavorare in silenzio; non si amai che si concentrino a pieno su quello che fanno.

 

Poi c’è quella pentola di fagioli del il capo che come tutti i capi ha più difetti che virtù.. specialmente quando è descritto da un dipendente non troppo soddisfatto perché è retrogrado e avaro di soldi, di conoscenze e riscaldamento si sono al più 20° che non è una temperatura bassa a meno che non si lavori per tutto il giorno seduti, in questo caso ti metti anche il cappotto sulle spalle. Assurdo.

 

Questo è il panorama lavorativo del momento.. poco piacevole ad essere sincera. Di solito non cazzeggio ma tutto questo continuo assorbimento passivo di lamentele irresolute e rumore di sottofondo mi hanno snervata e ho voluto sfogarmi qui.

Quanto detto fino ad ora penso che non aggiunga niente di nuovo a nessuno, credo che sia più o meno esperienza comune trovarsi sul luogo di lavoro con personaggi di questo tipo.

 

 

Un affresco che più classico non si può

sabato 21 marzo 2020

diario di quarantena

settimana #1

perché oramai non c'è comunicazione importante che non cominci con l'Inno di Mameli per ricordarci di restare uniti nella separazione, nonostante la distanza e che andrà tutto bene.


ndr: sono una ladra di idee, ho rubato questa di fare un diario fotografico allo Scapigliato.
Vorrei conservare alcune immagini perchè mi sono accorta che, forse per difesa, forse per immaturità, forse perchè sono temprata da dai mesi di sessione esami di ingegneria..  ancora non l'ho ben capito di essere in quarantena.
forse perchè sono tanto presa dal lavoro, ma ancora non riesco ad interiorizzare che l'umanità tutta sia sotto l'assedio di un virus, che la gente soffra davvero, muoia davvero.. forse non ho toccato con mano il sacrificio.
Forse comincio a capirlo solo oggi. siamo al GIORNO 7  di quarantena.



-Un ultimo giorno spensierato..
sì, è proprio il caso di definirlo così, la settimana precedente avevano interrotto i festeggiamenti di  Carnevale e si sono annullate tutte le manifestazioni connesse.. come se proprio quella sera non fossi andata a Santhià per il Carnevale -e non solo..-

Torniamo al golf, approfittando della sospensione della sessione esami -per sopraggiunta epidemia di COVID-19- ho accompagnato lo Scapigliato, che è un ottimo giocatore di golf, in un Golf Club immerso nei boschi, un posto che definire ameno è dir poco.
Qui ci sono io che mi cimento in un colpo da principiante.. MA prendo la palla al primo colpo.
quella è stata proprio una bella giornata.. piena, limpida, fresca, riposante.. la voglio ricordare perché è stata proprio perfetta. Perché ho accompagnato una persona a cui voglio bene e a cui mi sento affezionata a fare qualcosa che ama, ho visto qualcosa di lei, nella sicurezza del movimento,  nelle piccole recriminazioni per un movimento giudicato goffo -che a me pareva perfetto- la determinazione dello sguardo, gesti e modi che non avevo mai visto prima. che mi hanno coinvolta più intensamente.
Quella notte è arrivato il primo decreto e la provincia di Vercelli è stata messa al bando. Lo Scapigliato è tornato a casa e non ci siamo ancora rivisti.



Ovviamente le prime reazioni alla diffusione del contagio sono  state CAZZONE e non me ne pento, abbiamo davvero dato una botta all'esportazione del Made in Italy, lo abbiamo portato ovunque.
Magari scopriamo che lo abbiamo esportato noi in Cina..
In realtà ci siamo mossi solo un po' prima degli altri Paesi, per merito il nostro senso di allarmismo congenito.. siamo tutti figli di mamme italiane, va da sè che al primo colpo di tosse ci siamo lanciati a  fare i TEST da coronavirus e via con le quarantene, tracciamento dei contagi etc etc.
Al via anche i saccheggi dei supermercati, anzi il saccheggio di un paio di supermercati immortalati nei paesi colpiti dalla prima quarantena e prontamente imitati nel resto d'Italia.

Additati come degli untori dal Resto del Mondo, forse per una volta tanto ci siamo mossi per tempo e sensatamente...
I nostri cugini francesi invece  no.... Parbleu!
Raduno dei Puffi per il GWR 
ce li ricorderemo in tanti, tutti blu incuranti del rischio, li sfotteremo a vita per questo.. un po' come per la testata di Zidane ai mondiali 2006. 
Si dice che gli italiani abbiano la memoria corta.. ebbene non è così. gli italiani ricordano!

Io ricorderò che la prima settimana dall'annuncio del primo caso di COVID-19 sono andata regolarmente a lavorare, ma che in treno c'era pochissima gente.
Ricorderò una mattina che alle 7:55, orario di punta della metro, gli altoparlanti che solitamente mandano canzoni allegre per accompagnare lavoratori e studenti, intonavano all'unisono l'Inno di Mameli e le vetture in cui fino al giorno prima si entrava pressione lasciavano abbastanza spazio per allargare le braccia.
Ricorderò che mentre viaggiavo in treno, ho avuto un colpo di tosse e la signora che era seduta dietro di me si spostò.
Così come ricorderò la fuga da Milano (ormai divenuta zona rossa) di quei disgraziati, veramente IDIOTI, che hanno ben pensato di scappare dal nord per tornare al sud e già che c'erano di spandere i contagi del coglionevirus..
Nessuno dice che il sud sarebbe stato immune dalla diffusione  dell'epidemia, ma forse  sarebbe stata più lenta, forse avrebbe riguardato poche decine di casi, forse, ma chissà non lo sapremo mai.
all'elenco dei suddetti stronzi si aggiungono anche quelli che incuranti delle nuove leggi si fanno gli stracazzi propri e se ne vanno ancora in giro a tampasiare e ciolliare, cioè a non fare niente, ma in giro.
Ricorderò che per lavorare avevo bisogno del lasciapassare, ma in ufficio non andava la stampante, i centri per le stampe erano chiusi e io mi aggiravo in bici per le strade della città  sprovvista del suddetto foglio. una perfetta fuorilegge.
poi mi si è rotto il copertone della bici ed è scoppiata la camera d'aria. Questo è successo il giorno prima della chiusura di tutte le attività commerciali non necessarie alla sussistenza; nelle ultime ore prima dell'entrata in vigore del decreto ho portato a riparare la bici, ma per andare a lavoro ho dovuto comunque prendere i mezzi pubblici:

tram delle 8:15 infrasettimanale.

Remote working
Ho lavorato per una settimana in uno studio vuoto, c'ero solo io poi il capo ci ha comunicato che saremmo rimaste a casa e che avremo lavorato da remoto, così mi sono attrezzata col televisore di casa. ed è cominciata la clausura.
Con essa sono arrivati i flash mob in balcone, una sera si fa musica, l'indomani si applaude, ora si canta, poi si fa luce. Si salutano i vicini che in questa occasione si affacciano dai loro balconi e noti per la prima volta quanta gente viva nel tuo quartiere, quando essendo tutti costretti in casa, si illuminano le stanze e c'è vita nelle stanze solitamente deserte.
La mia coinquilina ha deciso di lasciare casa nostra perché non si sentiva sicura con due lavoratori in casa.
Lei si è trasferita dal ragazzo che abita qua vicino.
Il mio coinquilino ed io siamo rimasti a casa, non siamo tornati alle nostre città e ci teniamo compagnia come possiamo quando ne abbiamo voglia.
Per prima cosa dal momento in cui è cominciata la nostra quarantena abbiamo deciso di dare una bella pulita alla cucina, non mi stupirei se la prossima arma biologica letale fosse sintetizzata a partire dalle colonie batteriche dell'unto ostinato della nostra cappa.
operazione BONIFICA -parte1
Come praticamente tutti gli italiani ci siamo messi a pulire e lustrare in modo maniacale ogni angolo. il processo è lungo e per la verità non è ancora finito. Oggi dovremmo continuare con l'operazione di bonifica.
poi abbiamo ovviamente fatto anche i coglionazzi sia perché ci riesce bene, sia perchè le nostre famiglie sono in pensiero ed una rassicurazione è più efficace se fa anche sorridere.

Saint Patrick Day
Da sottolineare il fatto che ho disinfettato le lattine di birra una per una prima di riporle in frigo, ma non ho avuto la stessa cura per il pacchetto di patatine al formaggio. me ne sono dimenticata.
PS:
Lunga vita ai pigiamoni di pile molto vistosi ed imbarazzanti e alle felpe vecchissime ma sempre comode.
PS2:
il rapporto che c'è tra me e il mio coinquilino è come quello che esiste tra due vecchi coniugi, esattamente come una vecchia coppia sposata e perfettamente rodata.

Passati gli scherzi poi si rimane ognuno per conto proprio, sentire il TG è come sentire un bollettino di guerra, siamo in guerra suggerisce qualcuno, Forze dell'Ordine per le strade per limitare la circolazione ancora eccessiva, vicini che denunciano altri vicini perché escono troppo spesso di casa , l'esercito per trasportare le bare dagli ospedali ai forni crematori.
Ovunque si parla solo di contagi, morti, manovre del governo, consigli di vita da attuare per superare indenni la quarantena. Sui social prima erano meme divertenti, poi foto di pizze, aggiornamenti sulle doti culinarie, allenamenti domestici, poi notizie, dati, articoli..
 Si parla di "eroi" che non vogliono essere chiamati eroi, ci si dimentica che se oggi la situazione degli ospedali è quella che è, è solo grazie alle precedenti scelte amministrative, tagli, sprechi, regionalizzazione, privatizzazione.
paghiamo le tasse altissime ma abbiamo bisogno di fare le donazioni per sostenere i nostri ospedali.. 



loro purtroppo fanno il loro lavoro e lo fanno in un tempo duro.
Quello che noi potremmo fare è  pretendere serietà da chi ci governa, fare nostra la riconoscenza che proviamo e metterla in pratica attraverso il rispetto ora e sempre.

***

Così sono passati i giorni e adesso non c'è altro argomento che la QUARANTENA, ci sto perfino scrivendo un post.
La verità è che, come dicevo, a me non turba ancora troppo l'isolamento, mi turba il continuo sentirne parlare, mi turba il fatto di non poter creare una bolla di normalità in tutto questo disordine.
La nostra vita è cambiata da una settimana e sembra che stiamo lottando da decenni, la gente fa cose a caso, catene di tag, minchiate a caso e onnipresente retorica di circostanza.. e mi da fastidio perché mi costringe a pensare di vivere una vita stravolta da qualcosa quando il vero stravolgimento non lo abbiamo mai toccato.
Non fischiano le bombe sopra le nostre teste.
Non crollano i pavimenti sotto i nostri piedi.
Mi da fastidio perché in questo stravolgimento io voglio trovare un mio equilibrio, non voglio essere perseguitata da persone che  non ne hanno mai  avuto uno.
Nonostante sembri sprezzante sono in ansia, perché dalla prossima settimana potrebbero chiudere anche i cantieri e potrei restare a casa senza lavoro. senza stipendio.
la cosa mi preoccupa? sì molto.
mi metto a fare catene su instagram? no!

Ho paura per l'incertezza dei tempi necessari a superare questa quarantena perché sembrano protrarsi, perché nonostante non sia sola a casa sono lontana dalle persone che amo, perché i miei genitori sono anziani, perché vorrei abbracciare la persona che mi fa battere il cuore, è vicina, terribilmente vicina ma non posso arrivare a toccarla.
Ma nonostante questo io vorrei provare ad essere tranquilla, tanto siamo tutti nella stessa situazione di merda e c'è poco da fare; pace all'anima.

Quindi sono tornata a fare yoga e a scrivere gli elenchi puntati di quello che faccio o che potrei fare come quando ero depressa nera..quando ero depressa mi aiutava molto sapere di aver fatto delle cose anche piccolissime e di non essere rimasta completamente ferma..
Qui le raccomandazioni del nostro Governo per non lasciarci troppo andare in questo periodo di chiusura.





Internet è un posto bellissimo, anche e soprattutto in quarantena, ma anche Catania non scherza:


Catania, porticciolo di Ognina.


Dettagli folcloristici a parte, se la mia vita di convivenza va alla grande, nella tranquillità e nei giusti spazi ben condivisi, la mia vita di coppia è decisamente sublimata, ci sentiamo tutti i giorni al telefono, ci scriviamo, ma manca come l'aria la componente fisica. non sono giorni semplici per entrambi, non sono giorni facili per nessuno.
Ma in qualche modo ci si assesta, ci si adegua  tutto, anche a questo.

Il sesso è stata la prima mancanza -grande e grossa- che ho provato. È fatto certo e sicuro che non sono l'unica della coppia a patire  questo aspetto.
Poi con un po' di fantasia ci siamo spinti a cosa faremo quando potremo riabbracciarci..
La parola d'ordine è compiacere e non vedo l'ora che sia quel momento per mettere in pratica quanto detto e immaginato, ne avremo per un po' e saranno tinte sofisticate e forti.

Poi anche l'ormone scende e comincia a mancarti il sapore, l'odore, la persona con i suoi gesti.
La voglia di sesso non passa mai, ma si ha il tempo di pensare e di lasciare fluire quello che si prova.

Mi scopro innamorata perché lo ero già e forse non ho mai smesso davvero di esserlo. ci si scambia parole dolcissime a notte fonda e rigorosamente per iscritto perché siamo timidoni, abbiamo paura di aprirci e aprirsi sui sentimenti è rischioso sempre.. coi nostri trascorsi è potenzialmente letale.
Si messaggia fino a notte fonda.
Ieri ho anche confessato di essere innamorata e avrei voluto dirlo a voce, trovare il coraggio per dirlo a voce, ma ho avuto paura del protrarsi di questa quarantena, ho avuto paura dell'incertezza e ho voluto dare un punto fermo, fermissimo al mio sentire.

questa foto mi piace tantissimo è  bellissima



Si scambiano foto un uno degli ultimi giorni liberi, in cui ci si potevano scambiare fluidi e virus in una discoteca al chiuso, tutti ammassati ignari dell'apocalisse che stava per scatenarsi.
Felici per esserci cercati, per esserci trovati. per avere passato insieme un compleanno importante.. felici e basta.







non ho riletto il post. ma scrivo da stamattina
perdonate gli errori e i refusi.
ciao







giovedì 20 giugno 2019

Alla stazione di Trofarello

Sui treni che si fermano quando non dovrebbero, dove non potrebbero.


Vai in stazione e prendi il tuo treno, un lungo convoglio che si snoda un vagone dietro l'altro, per un viaggio di cui non conosci ancora con certezza la prossima destinazione. Tu pensi ti porti proprio lì dove speri di arrivare, ma lui, ad un certo punto, semplicemente si ferma.
La tua corsa finisce d'improvviso in un posto desolato e morto che fino a un secondo prima, per te neanche esisteva se non per nome che hai sentito dire a qualcun altro: Trofarello.
E ti dispiaceva quando i treni degli altri si fermavano lì. Così ingiusto, così insensato. Così sprecato. Quel nome come una minaccia fantasma che incombe su tutti i treni, o almeno su quelli che viaggiano ancora.-perché non tutti i treni sanno più viaggiare, alcuni hanno smesso di farlo-

Poi cominciano le lamentele tra la gente bloccata.
Qualcuno dice un guasto. È guasto.
No, non il mio treno!
Il mio treno funziona.
Qualcuno dice che è colpa del treno di un alto. Sì, il tuo. È colpa del tuo che  si è fermato sul mio binario.

Qualcuno scende dal suo vagone completamente rassegnato all'interruzione di tutti i viaggi convinto che non ci saranno più treni per lui, qualcuno non si arrende all'idea di essersi fermato sicuro di arrivare comunque per tempo: "recupererà", qualcuno comincia a ricostruire i fatti, fa supposizioni, circolano notizie.
Ma poco importano i perché o i percome alla fine tutti i viaggiatori come me, bloccati a Trofarello, hanno subito un danno e non ci possiamo fare nulla se non aspettare che venga risolto il problema.
In ritardo e un po' scocciato, un po' più lento alla fine il treno riparte, sa di non essere fatto per rimanere fermo e insieme a lui i suoi viaggiatori.
Ora corriamo di nuovo lì dove biondeggia il grano.





 comunque il treno merci che ci ha bloccato, non era carino come questo qui. Lo abbiamo superato ad un certo punto; era brutto, sapeva di vecchio, sferragliava rumoroso e sgraziato, inadatto a correre. Monco.
Sembrava fatto a metà. Lasciato all'incuria, pieno di ruggine e scarabocchi lasciati dai suoi affezionati graffitari. Sporco. Laido

sabato 1 dicembre 2018

4 Negroni


Questa non è la storia di una sbonza


Da settembre la GTT ha incrementato il numero di controllori sui bus cittadini. 
La linea che passa sotto casa mia non è tra le più controllate e talvolta potrebbe essere capitato che accidentalmente e non del tutto volontariamente sia salita su un mezzo senza il biglietto.

Qualche tempo fa, durante una serata di lupi con pioggia e vento, mi trovavo su uno dei suddetti mezzi -casualmente e non volontariamente- sfornita di ticket. Mi metto nel corridoio in fondo vicino al motore perché lì c'è caldo.
Un paio di fermate dopo la mia, salgono sul bus 4 ragazzoni neri, ma neri-neri e ben piantati.
Con quell'aria da immigrati che fa spostare la gente a cui si avvicinano. 
Questi si siedono nei 4 posti vicino a me e io resto esattamente dove sono perché freddo batte paura dell'immigrato e perché questi -in quel contesto- non mi sembravano tipi di cui preoccuparsi.

Tra gli scrosci di pioggia e le folate di vento arriviamo, più o meno a metà tragitto senza intoppi, quand'ecco che ad una fermata, il bus intercetta due controllori bagnati e infreddoliti che aspettavano un altro mezzo... Ma vuoi tu bravo collega lasciarli lì a prendersi un po' d'acqua allo stravento?
OVVIAMENTE NO
e il nostro simpatico autista strombazza col clacson e li invita a venire su.
entrano dalla porta anteriore incerti sul da farsi.

In un attimo si scatena il panico!
Un brusio di diffonde, il movimento delle teste che si sporgono si propaga, gente tranquillamente seduta si catapulta fuori dall'autobus, un ragazzo infila la mano in tasca per prendere un biglietto e obliterarlo con un gesto talmente ampio e rapido da sembrare mio nonno buttare l'asso di mazze durante una patita di briscola..
Quando mi rendo conto di ciò che sta accadendo mi volto per scendere, ma mannaggia-ai-diavoli le porte si chiudono davanti la mia faccia e penso: sono fregata

In quel momento, esattamente in quel momento, il mio sguardo incontra quello del controllore e , nonostante si trovi dall'altra parte del bus, lui capisce, lui sa... lui conosce l'espressione che si è disegnata sul mio volto. 
ora sono davvero fregata.

Il suo collega comincia a controllare chi occupa i posti avanti e lui invece incede con passo sicuro verso la coda del mezzo, rivolto verso di me, non posso più scappare!
I ragazzi al mio fianco si agitano ma uno di loro li calma e osserva la situazione con fare disinvolto, ha notato lo scambio di sguardi tra me e il controllore.

Anche lui sa che quella fottuta sono io.

quand'ecco che giunto a metà strada, il Controllore improvvisamente si accorge di quei 4 grossi, neri, bravi ragazzi, un po' più agitati di me ed improvvisamente si blocca!
Talmente tanto preso dalla sicurezza di avermi inchiodata non aveva notato chi era seduto al mio fianco. In quel momento un pensiero gli trapassa la mente, ma il nostro intenso scambio di sguardi mi permette di leggerlo: 
Se controllasse me e -malauguratamente- avessi il biglietto, poi dovrebbe controllare loro.. che sono in 4 e sono grossi e sono neri e probabilmente non hanno il biglietto e sicuramente non vogliono farsi multare..


Fuori il biglietto!


«Biglietto!» Il controllore si gira a fianco del tizio che aveva appena obliterato in modo teatrale e «no! non va bene! ha obliterato adesso ma non è salito a questa fermata!» .. e vai di discussione..

Inutile dire che alla fermata successiva io e i 4 negroni siamo scappati.
tutti e 5 rei consapevoli, chi di essere stata scoperta e chi di aver salvato la complice improvvisata.

mercoledì 21 novembre 2018

Pomi d'ottone e manici di scopa


Carissima Giulia Anonimo,
sono felicissima della domanda che mi hai fatto a proposito dei tarocchi, così posso felicemente cambiare argomento e parlare di cose rilassanti, fantasiose e in certo modo anche molto interessanti.


Ho acquistato questo libro dedicato ai tarocchi qui LINK AMAZON (ti consiglio di prenderlo su amazon, proprio da questo link) perchè qui è venduto come "usato" e costa 16€ + spese di spedizione e costa comunque meno che prenderlo in libreria.





Dentro questo libro si trovano i 22 Arcani Maggiori disegnati da Wirth, che era un esoterista del IX Secolo.
I disegni delle carte di Wirth richiamano i Marsigliesi, sono chiari nella rappresentazione, tuttavia il mazzo dato in dotazione con il libro non è granché per l'uso pratico, a mio personale avviso forse sono adatte solo come appoggio durante la lettura del testo.
comunque sempre meglio un mazzo in più che uno in meno.

tarocchi di Wirth


Tuttavia ho letto poco di questo testo perché è piuttosto impegnativo, nel senso che contiene molte informazioni. Inoltre è sempre un testo del secolo scorso, quindi può risultare complesso.
A mio avviso necessita di essere letto lentamente e studiato. NON è un manuale.
A me piace che non lo sia.
Contiene una parentesi storica sulle carte e una buona analisi di cosa siano e come funzionino i Tarocchi.
Contiene anche una parte relativa al significato degli Arcani Maggiori.


Ho letto poco di quel testo soprattutto perché il mazzo di Tarocchi che ho acquistato è il Rider Waite:


i Tarocchi Rider Waite

I tarocchi Rider Waite, con i disegni di Pamela Colman Smith, ne esistono milleuno versioni.
di questi non ho un libro attualmente. Mi limito al libriccino allegato al mazzo.
Waite, altro esoterista, stavolta del xx Secolo. ha svecchiato le immagini presenti sulle carte e ne ha dato una bella rimpolpata ai significati simbolici, talvolta stravolgendo il senso delle carte classiche.
Trovo che siano più efficaci se si sta imparando da zero e se, nella lettura, si lascia spazio all'immaginazione e al subconscio grazie alla presenza di disegni particolari in ogni carta.


Come dicevo di questi non ho un testo di riferimento, tuttavia sono forse i più diffusi al mondo e c'è una quantità di informazioni a riguardo praticamente infinita, soprattutto in lingua inglese.
Ti lascio il link del canale su cui ho raccolto alcune playlist relative allo studio di questo particolare mazzo:


Le cose relative ai tarocchi le lascerò scritte su altre pagine, giusto per non mischiare le carte in tavola e mantenere le cose separate e lascerò che a scrivere sia Brivido Cosmico.
Del cui blog, quando esisterà, metterò il link.



mercoledì 27 giugno 2018

frittata di.. capelli


la prossima volta faccio una foto ricordo

Avviso ai lettori uomini: questo post potrebbe non interessarvi ;) dato che le uova probabilmente le userete solo per fare le frittate e le maschere le usate solo sotto carnevale.
Ma siete comunque i benvenuti, ecco una parentesi di vita femminile: la cura del corpo, cosa non si fa per essere fighe?

Avviso alle lettrici donne: oggi parlo di una maschera fai da te per i capelli a base di uovo e miele: roba da giornaletti e blog-shampista!



Niente, oggi non ho voglia di studiare, stamattina ho fatto di tutto, tranne che tenere il culo seduto per ripetere: ho ordinato la cucina, pulito il bagno, fatto la maschera al viso e ai capelli..
E dato che sento la necessità di scrivere qualcosa, perché a volte mi piace semplicemente scrivere, oggi ho deciso di mettervi al corrente di una delle mie più grandi passioni:



I capelli
Ebbene sì, anche io ho delle velleità femminili e in particolare tengo moltissimo ai capelli. Sono belli, sono femminili, sono sempre stati il mio punto forte (anche quando non li cagavo di striscio). 
Adesso riconosco loro un valore aggiunto e me ne prendo cura un po' di più.
Tutte le volte che ho provato una ricetta per capelli non ne ho mai tenuto nota e sono andate tutte tranquillamente perse... quindi scrivo questo post così mi segno questo esperimento che ho fatto qualora volessi ripeterlo; ancora non so se si tratti di un rimedio per la capigliatura favoloso, miracoloso così come suggeriscono blog, video e forum... vi dirò nei prossimi giorni, la sensazioni del momento: ho fatto una frittata e ci ho messo la testa dentro.


Questa maschera per capelli Fai Da Te prevede tre (4) ingredienti: 
uovo
miele
olio
(limone)

occorrenti necessari: una ciotola, una forchetta, un pettine
varie ed eventiali: pennello per la tinta.

Le dosi vanno rigorosamente ad occhiometro; per la mia lunghezza che è media oltre le spalle ho usato un uovo, un cucchiaio di olio, un cucchiaino abbondante di miele.
É possibile aggiungere succo oppure olio essenziale di limone che mitiga l'odore non proprio gradevole dell'uovo e dell'olio e lucida i capelli. ma io ci ho pensato solo dopo essermi impiastricciata i capelli e non mi andava di spremerlo direttamente in testa... 


la preparazione è facilissima:
si va in cucina, dopo aver predisposto gli ingredienti sul ripiano da lavoro: io ho usato il tavolo, voi mettetevi dove avete più agio, si sbatte l'uovo -senza il guscio mi raccomando!- con il miele e l'olio nella terrina con la forchetta..
Poi si va in bagno e si inumidiscono e si pettinano i capelli.
NB: io sono riccia quindi questo step è necessario altrimenti mi ritrovo i nidi di cicogna sotto la nuca.. ma credo che sia buona norma pettinare i capelli prima di provare questi intrugli.
Quando la chioma è ben districata si applica il composto.

Metodi di applicazione di una maschera per capelli:
Esistono diversi metodi di applicazione ma i quattro più comunemente usati sono:

1# pettine e pennello
per le signorine bon-ton della chioma, quelle perfettine che non si scompongono neanche nella solitudine del loro bagnetto: si separano con cura le ciocche aiutandosi con un pettine e si distribuisce la maschera con il pennello dalla radice fin sulle punte, avendo cura di saturare le lunghezze.

2# a pugnetti
per le ragazze pratiche che non si perdono in convenevoli: si separano i capelli in ciocche aiutandosi con le mani, si raccoglie un piccolo quantitativo di maschera con le mani "a coppino" -ndr mestolo- e si distribuisce il prodotto così prelevato ciocca per ciocca.
NB:con questo metodo è un po' più difficile raggiungere le radici dei capelli.

3# puccia la chioma
Metodo per chi non ha idea di che cosa stia facendo oppure, metodo usato dalle altre due categorie  precedenti per raccogliere il fondo della maschera in modo celere.
sconsigliato l'uso nel primo caso perché si imbibiscono eccessivamente le punte, cola tutto OVUNQUE e dopo dovrete pulire.

4# scaricatrici
come dice il nome dello stile questo metodo si adatta a tutte coloro che hanno pratica da muratrici della capigliatura, consiste nel rovesciare il composto direttamente sui capelli..
Secondo il mio modesto parere cola ovunque e finisce a schifìo.


Dopo aver applicato la maschera, come più vi piace, la lasciate agire per almeno un'ora, raccogliendo i capelli in uno chignon. La maschera così disposta non cola ma tende a seccare, quindi è necessario impacchettare la testa con la pellicola trasparente.
Io sono un po' muratrice e mi sono messa un sacchetto di plastica sui capelli.

Lavaggio e risciacquo
è consigliato lavare i capelli a parte e sciacquare abbondantemente prima di fare lo shampoo, dato che l'uovo col calore tende a cucinarsi, è d'uopo usare l'acqua fredda per lavare i capelli!
non ci credete? provate a sciacquare a caldo e poi ne parliamo nei commenti.
Allo sciacquo segue il normale lavaggio, questo lo sanno fare tutti.



Aggiornamento 1:
prima di postare il post, ho anche fatto il lavaggio... e non sono del tutto convinta dell'esito: sembra che i capelli non si lavino mai abbastanza e sembrano sempre appesantiti.

Aggiornamento 2:
dopo averli tenuti un paio d'ore nell'asciugamano -cosa che faccio sempre perché non uso l'asciugacapelli- sono ancora umidi ma morbidissimi e non puzzano.

martedì 5 giugno 2018

Infinity


Solo due cose sono infinite: l'universo e le docce del mio coinquilino quando mi sveglio la mattina con una necessità pazzesca di fare pipì. E non sono sicura della prima.


Buon giorno.

Comunque, io la mattina ho una fame nera che mi mangerei qualunque cosa.. a voi non succede?

Colazione così..



domenica 20 maggio 2018

10 giorni


questa nella foto sono io il giorno che ho scoperto che il mio fidanzato mi tradiva. 
non sto a spiegarvi i dettagli, ma stavamo discutendo, o meglio lo stavo torchiando, stritolando fino ad ottenere completa confessione con crollo isterico.

cmq, mi scattò la foto durante la discussione.

Per me, quella foto è la fine di un mondo.
la fine di un sentimento
la fine punto



10 giorni 
è la distanza temporale che intercorre tra queste due foto, sono state scattate durante una  lunga vacanza in Svizzera; i sorrisi erano per il fotografo che all'epoca chiamavo moroso ero molto contenta, oserei dire felice.



Sono contenta di come sia la mia vita oggi, ma io non credo di averla ancora superata quella storia.
mi sento ancora come se mi fosse stato tolto qualcosa, più di tutto non tollero di vedere che ero felice in quel modo, non mi dispiace di rievocare il periodo brutto, il dolore che provavo non mi fa più soffrire. Rievocare la felicità, il senso di leggerezza e la spensieratezza invece sì.

Mi sento come un combattente che dopo aver affrontato cento battaglie e vinto la guerra non ha alcun turbamento nel rievocare le scene del conflitto ma che sente la nostalgia della pace che provava prima di aver conosciuto la guerra.

è strano come sia passato così poco tempo dalla felicità più piena alla disfatta, è strano come basti poco per distruggere il senso di sicurezza più profondo.


martedì 8 maggio 2018

Molestie #1




Non so se a voi sia mai capitato di essere vittima di molestie. 
A me sì, mi è successo 4 volte di essere seguita da perfetti sconosciuti, tre dei quali volevano parlare con me, uno di questi, sabato scorso, mi ha anche messo le mani addosso.

C'è chi considera molestie anche gli apprezzamenti non richiesti, urla, fischi in mezzo alla strada.
Io personalmente li trovo fastidiosi e invasivi, ma di questi ho perso letteralmente il conto.


Non sono bella.
Non sono neppure una pertica.
Non vado in giro mezza nuda.
Non do confidenza agli sconosciuti.
Non mi metto in mostra.
Ho una bella chioma, è il mio vanto. (unica cosa per la quale riconosco di essere notata)



Ma al molestatore non serve un pretesto per disturbare, gli basta vedere una donna che rientra la notte, percorrendo un tratto di strada da sola.



Il fatto:

Mentre ero assorta nei miei pensieri, sento lo scalpiccio di un passo svelto, ma ciondolante, ritmico, che si avvicina dietro di me, mi supera, si mantiene per qualche momento davanti a me ad una distanza pressoché costante, quasi camminasse con la mia andatura; in quel momento un pensiero si fa largo allontanando tutte le altre idee: "se questo qua mi volesse seguire, lo farebbe camminandomi davanti" comincio a tenerlo d'occhio.

Poi lui accelera, si ferma poco più avanti in corrispondenza di una traversa -l'unica traversa in quel tratto di strada- e si guarda attorno come se si fosse perso. Quando gli passo vicino ci scambiamo uno sguardo che gli sarà sembrato amichevole, perché in quel momento comincia a parlarmi, mi chiede se voglio prendere un caffè, come mi chiamo, quanti anni ho, se voglio andare a casa sua a prendere il caffè.
Mi sono già trovata in situazioni simili, mantengo la calma, do risposte tranquille, dico di no.. Ma lui insiste.

Sono a 50 metri da casa, è l'una e mezza di notte, ha piovuto e la pizzeria della zona ha chiuso prima, la piazza è deserta, anche il chiosco ha chiuso... cazzo!
Lui sta diventando insistente, il tono della voce è incalzante, sicuramente i mie coinquilini non saranno rientrati a casa, per strada non passa nessuno, sono sola, cazzo-cazzo
cosa faccio, dove vado?
In quel momento mi sono sentita combattuta combattuta perché non volevo portare il molestatore fin sotto casa mia, ma allo stesso tempo non sapevo dove andare, cosa fare.

Mentre penso a come cavarmi di impiccio, ormai siamo davvero a 10 metri dal portone, ecco che mi arriva una manata sul culo.
Mi volto, lo spintono e gli dico di starmi lontano. 
Mi stupisce lo sguardo vitreo come fosse vuoto che aveva stampato in viso.
Risolto l'impasse in cui mi ero bloccata: fila a casa, ora, se vede dove abiti poi ci si pensa, intanto scappa e mettiti al sicuro.

Prendo chiavi e cellulare, mi infilo nell'androne illuminato. Lui, che era rimasto 5 o 6 metri alle mie spalle e forse non si aspettava che mi fermassi per spingerlo via, raggiunge il portone, legge il numero e poi non so cosa faccia, dove vada..

Io chiamo i carabinieri per segnalare un uomo molesto e spiego il fatto. Ma loro sono coglioni come nelle barzellette e non mi chiedono neanche come è fatto sto tizio. "manderanno una volante".



Di questo tipo ricordo tutto, altezza, lineamenti, le spalle spioventi, la camicia a quadri blu scolorita e i jeans, ma più di tutto ricordo il volto, la sua espressione insignificante e vuota, come se non sapesse neanche lui cosa stesse facendo.
Insomma non aveva la faccia di uno arrapato o sbronzo.. era strano.




lunedì 9 ottobre 2017

Il Disagio

Diario dell'internauta/blogger/cazzaro-femmina al nono giorno senza internet.
Sto sclerando.
Ho scoperto il mondo fuori dalla porta di casa, ho fatto cose e ho visto gente -vera-.
Ho scoperto la PlayStation e Silent Hill 4 per ps2, che figata.

Non c'è internet nel modem, nella fibra, in Italia, avevo post da pubblicare e con questa app blogger del cazzo li ho persi. 
È tutto sincronizzato tranne l'app di blogger... Ne vogliamo parlare!?!

In assenza dell'internet ho seguito l'ispirazione e mi sono messa a fare cose creative e molto romantiche, romantico tipo la lettera per Gu, ma con meno pretese e con un risultato atteso da vera rubacuori.. vi farò vedere più in là.
Il mio ex, dopo essersi mollato con la tipa -nuova ragazza ufficialissima, presentata ad amici e parentado- mi cerca per rimembrare i vecchi tempi e magari farsi una sega ricordandomi che gli facevo pompini fantastici, cito: risucchiavi i chiodi dalle assi di legno.
Vai con l'eleganza!
Ma ora si può attaccare al cazzo per svariati motivi, ma anche perché..

..Nel frattempo, la new entry è diventata una frequentazione quasi ufficiale nonché unico destinatario delle mie attenzioni e dei miei favori.
Questo tipo è stato insignito del titolo di Amante a tempo pieno scalzando Gu, impareggiabile nel suo genere, ma che per quanto ci piaccia non può niente di fronte ad una possibile storia d'amore con tutti i crismi. Io voglio di più di una scopata, sia pure da orgasmi multipli, senza speranze e quando capita.


Il mio amante è uno Scapigliato nella capigliatura, nei modi e nelle languida dissolutezza.
Fa sesso spettacolare.
È tecnicamente preparato, ha un non indifferente bagaglio di esperienza, una buona resistenza e molta sensibilità. È generoso.
Ho scoperto gioie che ancora non conoscevo, sensazioni da altro mondo in punti che non pensavo neanche fossero idonei a quello -scherzo, lo sapevo, ma solo per sentito dire- con una frequenza che non pensavo mi sarebbe mai capitata, con una semplicità e una dolcezza divina.

Con lui la cosa più zozza e troiesca possibile e immaginabile diventa quasi romantica -il tutto nell'ambito di una relazione che si delinea nella direzione di coppia fissa ma senza costrizioni, spontaneamente-. 
Sono decisissima a gustarmi ogni momento di questa libidinosa relazione. Felice di essere apprezzata come persona e di potermi esprimere appieno come amante. La comunione di questi due fattori mi è nuova ed è il motivo per cui potrei innamorarmi di un amore travolgente e totalitario consumandomi di gioia!
Non è proprio perfetto in tutto e per tutto, qualche difettuccio lo ha anche lui, ma per ora mi considero una donna fortunata.


WTF!?!




Selfie through the looking glass

mercoledì 30 agosto 2017

Back to basics




due considerazioni su di me oggi:

1) ho paura e la paura è l'unico vero limite.
è irrazionale, ma non è infondata, è il frutto di una pianta che ha radici nei dispiaceri, nella sofferenza.
Snatura, deforma, indurisce, chiude. Mi ha cambiata in un modo che non mi piace. Io non sono più me stessa.
La paura toglie la freschezza e la spensieratezza e non da nulla in cambio.

2) il conflitto perché rivorrei la leggerezza e la spontaneità che è stata mia.
Nasce dai pensieri distopici che distruggono ogni cosa che toccano spargendo cinismo e lasciando solo amarezza e disillusione.
Ho nostalgia del mio cuore e dei miei sogni. Della fiducia, del candore.

Si potrebbe sperare di vivere sempre dentro un'illusione, Alcuni lo fanno già; io non ci riuscirei. Mi è insopportabile l'idea di abbandonarmi al sogno poiché conosco già cosa si prova vedendolo crollare.
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