Una lettura facile-facile.. che volevo inframezzare al Signore degli Anelli e a SdC-II
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| in copertina: Munch, Autoritratto all'inferno |
Ho comprato questo libro per sbaglio, avevo confuso il nome dell'autore con un altro, comincio a leggerlo e mi accorgo subito della Stranezza del testo.
Un io narrante, no una biografia, no.. un io che nel presente si racconta: quello che fa, le cose che pensa, il proseguire degli eventi che si svolgono.
Un racconto allucinato, angosciante, un calderone di fatti, pensieri, esperienze, lamenti.
In effetti che cosa mi aspetto da un libro che si intitola "Inferno"?
Ad una più accurata analisi del testo scopro che l'infelice autore non solo era un femminaro mezzo alcolizzato, ma era anche affetto da turbe paranoiche.
Proprio una lettura facile e leggera.
è solo un piccolo di volume ma presenta una elevatissima densità intrinseca.
A discapito di ciò che sembra, lo stile narrante è semplice, la narrazione non è lineare ed è completamente privo di descrizioni.
Ci sono solo impressioni, sensazioni, pensieri sconnessi e fatti
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| breve citazione di Inferno |
Per chi fosse interessato, Strindberg ha scritto anche un testo che si intitola L'apologia di un pazzo.
Non l'ho letto.
Inferno è uno di quei testi che, per essere capiti, devono essere letti solo dopo aver dato uno sguardo alla biografia dell'autore, di solito io la evito come la peste -ed evito anche le introduzioni neanche facessero venire malattie mortali- ma in questo caso è fondamentale avere uno sguardo d'insieme per capire quella che altrimenti sarebbe solo un racconto squinternato :)
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| Incipit |
Off-topic:
Nel frattempo scopro con un certo imbarazzo che la mia coinquilina e il suo ragazzo condividono tutto, anche la pausa pipì.





