Seguimi, lettore!
sia recisa la lingua infame al mentitore che ha negato l'esistenza
di un amore autentico, fedele sulla terra!


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. . .


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giovedì 14 giugno 2018

Rivelazioni

Negli ultimi giorni mi sentivo inqueta.
La solita lama sottile che si insinua nella tua quotidianità e non ti lascia sereno.

Però a me questo stato fastidioso piace, mi piace perché è utile, mi fa crescere.
Si chiacchiera con le amiche e puff, la rivelazione, anzi LE rivelazioni. Sono due e dovevo necessariamente scriverle e farle mie per non dimenticarle.
Così ho mandato un messaggio allo Scapigliato, che si sorbisce i miei flussi di coscienza.

Poi lo scrivo qui, perché devo lasciare una pietra miliare.





Scoperta rilevante numero 1:
Sotto certi aspetti (soprattutto quelli che riguardano la comunicazione) sono di una immaturità pazzesca, al livello bambino che piange e batte i pugni. Dai 3 ai 5 anni 😁
per me la comunicazione assertiva è una cosa che esiste solo sui libri e sulle riviste.

Scoperta rilevante numero 2:
Non volevo essere come mia madre, avere i suoi difetti, invece sono esattamente come mia madre.
Fissa sulle mi idee, pretendo che gli altri si adeguino a me e al mio modo di pensare. Rigida.


la cosa che mi piace meno è che somiglio a mia madre, ma penso sia normale..

domenica 20 maggio 2018

10 giorni


questa nella foto sono io il giorno che ho scoperto che il mio fidanzato mi tradiva. 
non sto a spiegarvi i dettagli, ma stavamo discutendo, o meglio lo stavo torchiando, stritolando fino ad ottenere completa confessione con crollo isterico.

cmq, mi scattò la foto durante la discussione.

Per me, quella foto è la fine di un mondo.
la fine di un sentimento
la fine punto



10 giorni 
è la distanza temporale che intercorre tra queste due foto, sono state scattate durante una  lunga vacanza in Svizzera; i sorrisi erano per il fotografo che all'epoca chiamavo moroso ero molto contenta, oserei dire felice.



Sono contenta di come sia la mia vita oggi, ma io non credo di averla ancora superata quella storia.
mi sento ancora come se mi fosse stato tolto qualcosa, più di tutto non tollero di vedere che ero felice in quel modo, non mi dispiace di rievocare il periodo brutto, il dolore che provavo non mi fa più soffrire. Rievocare la felicità, il senso di leggerezza e la spensieratezza invece sì.

Mi sento come un combattente che dopo aver affrontato cento battaglie e vinto la guerra non ha alcun turbamento nel rievocare le scene del conflitto ma che sente la nostalgia della pace che provava prima di aver conosciuto la guerra.

è strano come sia passato così poco tempo dalla felicità più piena alla disfatta, è strano come basti poco per distruggere il senso di sicurezza più profondo.


sabato 13 gennaio 2018

alea iacta est



Signore Lettrici e Signori Lettori,
   avete presente quando non sapete che fare, quando siete nel dubbio del "faccio un nuovo giro di giostra magari stavolta vinco" -anche se non so cosa vinco, troppo vasto immaginarlo- oppure "non lo faccio perché se perdo esco col cuoricino ancor più mutilato di come già non sia?"

Nel dubbio ho sempre consigliato a tutti di perdersi consapevole del fatto che solo perdendosi è possibile scoprire nuove vie, nuovi modi di essere, nuove risorse.

Però inoltrarsi in questo nuovo labirinto richiede un bel po' di coraggio, ecco... io non brillo per coraggio.
Io provo ad essere razionale e quando vedo che i contro superano i pro.. non c'è troppo da girarci attorno: saluti e baci, ci vediamo alla prossima, meglio chiudere in tempo, meglio fare un passo in dietro  quando c'è ancora possibilità di non  rompersi l'osso del collo.


Immaginate che il bello Scapigliato sia un bel principe rinchiuso nella torre più alta, del castello più lontano, del regno più sperduto, circondato in ogni dove dalla sua ex. 
OVUNQUE e SEMPRE.
ok, non è così onnipresente e lui non mi da motivo di esserne gelosa, ma quando due si conoscono da tantissimi anni e sono così bene aggrovigliati anche i rispettivi congiunti non c'è che da aspettarselo. infatti me l'ero figurato.
Barbarella, nei panni della Bella e audace principessa difronte alla foresta intricata e impenetrabile in stile bella addormentata Disney, si sente un po' sovrastata dalla notevole difficoltà del caso.

La nostra eroina, si mette le mani tra la folta chioma della sua bellissima testolina ricciuta e proferisce parole di sconforto, tra il: mollo tutto e mi trasferisco alle Hawaii; e il: era più semplice continuare a fare l'innamorata di Gu, che tanto era perso in partenza.

invece adesso mi sento persa io.. e non so che fare.


Complicated. Very complicated


Ma la nostra eroina che, come dicevamo, non brilla affatto per coraggio e prova ad essere raziocinante fallisce miseramente, MA risplende magnificamente, come la più fulgida delle stelle, di sana, genuina,  potente, ostinata e romantica FOLLIA.
Ieri nel momento in cui, vinta dallo sconforto per aver appreso quanto tapina, sfigata, altamente frustrante fosse la sua condizione, Barbara ha dato di nuovo prova di splendida idiozia -consigliata dalla Vocina in quell'area del cervello deputata alle sublimi intuizioni che già in precedenza si sono rivelate essere affidabili, quindi ci aspettiamo grandi risultati anche stavolta-.

In particolare, mentre ero intenta ad analizzare la situazione piuttosto sfavorevole che mi si profila difronte, mentre pensavo ad un modo elegante per mettere in atto una fuga, ammesso che si possa elegantemente fuggire, mentre pensavo "ecco, che anche questo treno ha una sua fine e adesso la vedo più chiara che mai" con il conseguente senso di claustrofobia, la Suddetta Vocina ha detto due cose:

 #1 NO, non c'è fine.
Questo è il nucleo della follia romantica: lì dove chiunque sano di mente, ci penserebbe su due volte e direbbe prosaicamente masticazzi; io mi sento che se un limite c'è, non è quello: non il passato ingombrante in sé. 
C'è poco da discutere perché qui si tratta di sensazioni.. e non c'è modo di ragionare con le cose che scorrono sotto pelle..

 #2 Immagina cosa accadrebbe se anziché impegnarmi nella lotta, nell'ostilità e nella distruzione, utilizzassi tutte quelle energie per costruire, per creare, per non lasciarmi abbattere dalle situazioni esterne, il condividerle per un obiettivo comune: stare insieme e stare bene, in due.

E questa è la sacrosanta verità, finora l'ho vissuta sull'onda del: non c'è bisogno che io faccia niente di emotivamente impegnativo, le cose vanno da sé. Che in effetti è pure giusto nel momento in cui ci si avvicina per la prima volta a qualcuno, serve a non mettere paletti e a non forzare le situazioni che si creano naturalmente. 
Ma se poi non faccio niente e spendo comunque energie per guerre, rimostranze e paranoie varie.. che senso ha?
E se lui mi piace tanto, se mi sento affezionata, se mi fa svegliare la notte in preda a sogni o deliri euforici.. se forse mi sto innamorando.. di che discutiamo?
C'è da fidarsi e abbassare le difese e smettere di riversare sul presente ansie dovute a storie passate.





Quindi data l'incontrovertibilità della presa di coscienza al punto 1, va da se l'inappellabilità della decisione 2, ne è unica e sola conseguenza: 

È arrivato il momento di mettersi davvero in gioco e dare il mio contributo al funzionamento di questa storia.

Questa mia decisione non è discutibile salvo eventuale e dolorosa marcia indietro dello  stesso Scapigliato che potrebbe sentirsi ingiustamente pressato o spinto a cambiamenti troppo grossi per lui, per l'ambiente che lo circonda, per il consolidarsi che le precedenti situazioni hanno avuto nel tempo.


Detto ciò, penso sinceramente che sarà pesante, ma credo che si possa provare, sono fiduciosa e questo potrebbe essere un buon banco di prova per testare quello che ho appreso dalle precedenti esperienze.

Riuscirà la nostra eroina veterana del survival-horror-love a destreggiarsi in questo nuovo gioco di squadra -le cui regole sono nuovissime e totalmente diverse- introdotto direttamente a difficoltà Mythic???????????????? Lo scopriremo solo giocando!

domenica 3 dicembre 2017

mitologia e parossismi


mi rimangio quanto scritto e detto fin qui, oggi ho paturnie e ubbie da vendere, la mia amica  è diventata "zia" e sarà presto madrina di un tenero batuffolino che per i prossimi mesi si limiterà a produrre cacca, vagiti e rigurgiti -la neo mamma è classe '93-.

Questo fatto ha aperto il vaso di Pandora: una quantità innumerevole di idee, ricordi, immagini vere e/o presunte si sono impadronite della mia testa, tanto che le ho dovuto chiederle di smettere di elencarmi i suoi "farò", "dirò" e "presenzierò" perché ogni parola creava una precisa figura e queste mi dilaniavano.


Non mi sento così assalita dallo sconforto dai tempi di valle di lacrime, che risale a circa un anno fa.. sono stata brava per un buon anno e adesso ogni santa fibra del mio corpo ha detto no,  magari è no solo per le prossime 12 ore, non ci vedo speranze.
per me non c'è spazio. mi chiudo, non voglio più esserci. sono triste e arrabbiata con me stessa.


Temo che la cosa che bramo non sarà mai mia e per questo mi sento esclusa a priori; ma questi sentimenti sono solo uno specchio di quello che provo più in profondità, che nascondo in fondo al cuore e che mi fa ancora più male, perché non ho perdonato, non ho dimenticato, non ho sciolto alcun legame. Ho rinnegato tutto con violenza, rinnegando anche me, il mio passato, il mio sentimento.

Non riesco ad accettare, neanche ammettere il bello che ho vissuto.
Mi fa male.


Un esempio di Barbara urlante e disperata



Quindi per giustificare il titolo, ho passato quasi due anni a piangere e urlare -solitamente al telefono- come una Banshee, poi un anno piuttosto tranquillo e ora che mi credevo libera di vagare in lungo e in largo mi ritrovo incastrata nel risentimento e nell'odio che si manifesta prepotentemente attraverso gelosie violente e non del tutto infondate.
Le insicurezze logorano e alimentano la paura.

Incapace di quietarmi.. non ho espiato i drammi del cuore che agitano nella notte le Villi.

A volte riemerge la sensazione di avere questo dolore profondissimo e nascosto, che non vuole venire fuori per essere affrontato e persiste il desiderio di scorticarmi, immagino di strapparmi la pelle dalla schiena, dalla faccia, pur di farlo uscire.
Immagino di bruciare, pur di non sentire dentro.
Strappatemi il cuore, avvelenatemi, anestetizzatemi perché io così non penso di riuscirci.


Io mi sono stufata di piangere, di avere paura, di non riuscire a fidarmi, di vivere situazioni così...

Mi sono stufata della pesantezza che ho dentro, non voglio minimamente subire altre pesantezze da fuori



AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGGGGGGGRRRRRRRHHHHHHHHHHHH



 


martedì 1 agosto 2017

Addio




Oggi torno a casa. Sto giù poco.
l'idea è poco ma bene.

Il bene include mal di gola, tonsille ciccione e febbre. che bello viaggiare con la febbre a 38,
mal di gola, mal di testa e nausea.. sarà un viaggio fantastico. evvai!!!

il mio corpo smania dalla voglia di tornare a casa eh..

Sono triste,
sono giù, giù-issima che più giù di così c'è solo sottoterra
il motivo sono gli addii
un addio:

non lo voglio più, non mi interessa,
non meritava il mio spazio,
me,
vorrei non ci fosse mai stato.
Nonostante sia io a non volerlo, ci rimango male.
io non mi capisco, dovrei essere contenta di essermi tolta un peso.
di avere depennato gente inutile
e invece no.

pensarlo mi stringe un nodo in gola e le tonsille supplicano pietà



Cmq lo scopo delle vacanze è riposarmi.
Fare il punto di quello che non va
elaborare una strategia efficace

leggere qualcosa.

E smettere di pensare. penso troppo e troppo spesso a cose inutili, che non dipendono da me.

Non so vivere.



imparare a vivere..


messaggi a chi resta




PS,
ci vediamo quando torno,perché l'addio non è per voi, nel mentre fate attenzione ai bacarozzi.

lunedì 24 aprile 2017

She's back.



Ultimamente dormo male, mi sveglio a metà nottata, mi sveglio molto prima della sveglia e faccio sogni strani. Alcuni sono insensati, alcuni sono inquietanti, qualche altro sogno parla di sesso.
Durante queste mie passeggiate oniriche sono stata con un mio ex compagno di studi, un altro scorpioncino, che mi piace un sacco.. penso che potremmo essere una bella coppia perché stiamo davvero molto bene insieme, ma ovviamente si è trasferito Altrove -Barbara e la solita fortuna nelle relazioni-...
Poi un'altra notte è tornato a farmi compagnia Gu, che ormai si vede sempre meno perché gli impegni sono tanti e sono Altrove. Ma la fucina di idee è sempre in fermento e mi propone altre deliziose perversioni, mi tiene informata anche sulle nuove e stuzzicanti conoscenze femminili, -Barbara multi accessoriata: amante, amica, confidente, complice e consulente.. tanta roba!-.





Stanotte ho fatto un sogno più strano del solito.
Ero in compagnia, forse proprio di Gu perchè parlavo di cose di cui parlo con lui, ma non l'ho visto in viso.. Era autunno inoltrato, una giornata senza sole, grigia, una di quelle giornate senza ombre. Camminavamo su un marciapiede che costeggiava un parco con un piccolo parco giochi, separato dalla strada da un muretto e una inferriata; gli alberi erano scuri e spogli e per terra c'erano solo foglie bagnate e fango. Aveva smesso di piovere da poco e non c'era altra gente.
Il momento era tranquillo, io ero tranquilla, mi sentivo sicura, anche se una leggera inquietudine, un senso di cupa minaccia, velava il cuore e diventava sempre più presente finché, si è materializzato come un grosso corvo che ha attraversato il parco giochi planando verso di me.
Si è fermato sul muretto e mi guardava dritto negli occhi, il mio compagno mi ha allontanata dall'uccello -era una femmina di corvo a voler essere precisi- perché era molto grosso e minaccioso, vuole beccarmi, ma poi lo riconosco, dico che l'oracolo, il veggente è tornato e che non mi farà male. Posso vedere me nel riflesso dei suoi occhi neri. 
Il corvo passa attraverso l'inferriata, dispiega le ali e mi si avventa addosso, ma non mi becca, non mi fa male: mi entra dentro.
Per lo spavento di questo coso che mi veniva addosso mi sono svegliata.
Era buio, mi sono girata un paio di volte nel letto e ho ripreso a dormire.

Quando ero ai ferri corti con l'ex sognavo di scappare e di nascondermi inseguita da un grosso uccello nero. Negli incubi ero pervasa da un senso di paura estrema. Mi svegliavo sistematicamente in preda all'ansia. 


Adesso che sono in un periodo relativamente tranquillo, questo sogno mi inquieta. 
. 
Qualcosa di potente, di selvaggio, di nero e di brutto, qualcosa di me che avevo rinnegato e allontanato per anni è tornata in me.


I miei piccoli Titani a lungo imprigionati nell'ombra e riammessi nell'Olimpo.
Penso anche di sapere di cosa/ chi si tratta, vedremo poi che effetti avranno.

giovedì 3 novembre 2016

Conti alla mano

Io ho perso un sacco di tempo dietro un sacco di gente che se ne fregava, se ne frega di me.
Nel mentre ho vissuto la mia via, non senza qualche intoppo, ma dal punto di vista emotivo ho perso tempo.

Ho perso amore.

Mi sono lasciata undici mesi fa ma conti alla mano sono sola da tanto.
Perché essere soli ed essere single è diverso.


Come me: un po'  schizzatella


A volte sono così: un'unicorna intraprendente e felice.
A volte no, e mi sento triste.

Ho avuto una storia a distanza per 6 anni, e mi sembra di avere perso tanto.
Lo so che ho vissuto tante esperienze e che il tempo non è perso, ho imparato molte cose e devo molto anche alla persona con cui sono stata -e gli voglio un gran bene- ma questo non cambia il mio sentire più profondo.


l'esperienza mi insegna che
non è l'altro a farci a pezzi


Sono insoddisfatta.
Mi sembra di aver dato più di ciò che ho ricevuto e non solo dal punto di vista amoroso, ma anche umano.

Per 6 anni sono stata una single non single, perché mi prendevo il mio spazio ma ero innamorata: non ci provavo con gli altri e non lasciavo che gli altri ci provassero con me, tenevo tutti a distanza -sono diventata bravissima ad allontanare gli altri, forse troppo-, in realtà ero sola.
Davo le mie attenzioni ad un ragazzo che non le ricambiava come volevo ma lo giustificavo e davo di più.

Ero sola quando uscivo con i miei amici e avrei voluto passare il mio tempo con lui,
quando mi andavo a coricare la sera immaginando il suo abbraccio,
quando mi sentivo triste e non gli dicevo che la mia tristezza dipendeva anche dal suo essere distante..
quando gli chiedevo attenzione ma i suoi impegni erano sempre troppi e troppo importanti per dare attenzione ai miei
quando avrei voluto chiamarlo e parlare, ma era troppo stanco per parlare o semplicemente scopava un'altra.

così a poco a poco ho avuto meno, ho chiesto meno, in un circolo vizioso che mi ha lasciato svuotata.


ci si distrugge da soli


Alla fine mi sono innamorata di uno solo perché mi considerava, mi cercava, voleva parlare con me..
sono banale.





Sono stata sola per tanto tempo e la cosa buffa è che finché stavo col mio ex avevo paura di rimanere sola. La sua presenza seppure astratta, il pensiero di lui erano consolanti.
Mi facevano sentire amata, importante per qualcuno, quindi importante anche per me.
Poi un giorno ho capito che avevo paura di qualcosa che già mi possedeva e in quel momento ogni timore è scomparso cedendo il passo alla consapevolezza.

Mi sono scoperta serena
Forte.

solo che a volte -tipo oggi- mi abbarrùo: 
trad. mi lascio trasportare da sentimenti negativi di disfattismo generale


Fortunatamente c'è lei che ha guardato a fondo dentro se stessa e ha saputo intuire e scrivere quello che io cerco a stendo di comunicare.



There is a solitude of space,
A solitude of sea,
A solitude of death, but these
Society shall be,
Compared with that profounder site,
That polar privacy,
A Soul admitted to Itself:
Finite Infinity.



Perché in confronto ad Emily Dickinson, io sono l'uomo di neanderthal e mando segnali di fumo :)


giovedì 24 marzo 2016

Anorexia nervosa || Pagine buie

 Da alcune mie antiche pagine.

Io odio gli ipocriti e gli indifferenti, odio quelli che si girano dall'altra parte perché è più comodo.
Odio quelli che ti dicono «Come sei dimagrita» e poi non fanno nulla, si limitano ad osservarmi deperire ogni giorno che passa.
E nessuno muove un dito mentre muori ogni giorno un po di più.

Alla fine soccombi schiacciata da un peso immenso, mentre tutti intorno ti guardano consumarti come una candela fino a spegnerti per sempre.

Io sono stata anoressica

Il mio non è stato un lungo calvario, è stato un intenso periodo di svolta -molto negativa- verso un malessere meno evidente ma ugualmente letale.

Mi sconvolge sapere che molti soffrono così come ho patito io..
Nel mio piccolo vorrei fare qualcosa per chi si sente così vuoto e distrutto da desiderare il congedo da questo mondo.
Ma nel mio piccolo, attraverso queste pagine, posso solo testimoniare che è possibile sconfiggere l'anoressia, la malattia non è per sempre, non ci appartiene e noi non le apparteniamo.
Non è una nido sicuro in cui trovare quiete, è una bugia che ci raccontiamo per stare meglio, per stare peggio.

Scrivo questo post perché io oggi sto bene.
Tuttavia rientrata a casa dopo qualche mese che non vedevo i miei familiari mio padre mi ha fatto notare che secondo lui sono troppo magra. E siccome ritengo di non avere problemi col cibo -fatta eccezione del gorgonzola verso il quale ho molti problemi- mi sono chiesta se io stia veramente bene, oppure se mi sto raccontando delle frottole di circostanza -cosa che fa ogni malato che si rispetti-.

Dopo aver molto pensato ho concluso che non c'è una ricaduta in corso, è solo un periodo denso di cambiamenti e quindi come tale va preso senza troppe ansie.

In un album di ricordi ho trovato un pensiero che avevo dimenticato e ho deciso di dargli voce per non perderlo nel silenzio.

sabato 20 giugno 2015

Inquietudine

la sensazione è quella di non riuscire a stare fermi neanche quando si è immobili
non riesco, non voglio stare ferma..

qualcosa da qualche parte urla e scalpita dentro di me
non si vuole frenare, non si vuole zittire e non si può sedare.
Voglio tutto quello che non ho, che non posso avere.

qualcosa da qualche parte dentro crolla in un precipitare senza fine,
una vertigine che scuote le radici più profonde e sicure del mio io.
Dal basso viene fuori un essere che vive in
un posto torbido e profondo.

È una bestia cieca ed affamata da troppo tempo rinchiusa in gabbia,
una prigione invisibile che nasconde quella terribile parte,
una prigione che io ho costruito con le mie più tristi paure.








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