Seguimi, lettore!
sia recisa la lingua infame al mentitore che ha negato l'esistenza
di un amore autentico, fedele sulla terra!


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. . .


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martedì 7 marzo 2017

Randomerie

Due considerazioni di volata:

First thing first:
Alcuni sogni, in qualche modo si avverano e, anche se manca qualcosa affinché siano perfetti, ti rendono decisamente felice.
Motivo per cui sono felice.
Ma qualcosa, non ho ben inquadrato cosa, mi rattrista.
Anzi io so cos'è; è un pensiero a cui non riesco a dare ancora voce, perché pur sapendolo internamente lo deformerei esprimendolo a parole. 

È una traccia odorosa conosciuta che non si riesce ad identificare.
Mi fa anche  un po' paura ammettere ciò che potrebbe essere, ragion per cui nella dubbiosa consapevolezza taccio.

Secondly: 
Momento calcistico del blog!
Champions: Hanno voluto la Brexit? 
E ora il Bayern Monaco la sta realizzando: 10/2 a+r. Un calcio nell'arisocratico fondo schiena inglese. E l'Arsenal torna tranquillante at home incassando una sconfitta decisamente Epic.
Sì a volte mi piace il calcio.
Cmq l'espulsione, secondo me, non ci voleva.

Domani ho un colloquio per il tirocinio.
Adesso metto lo smalto -un bel colore salmone, molto indicato in questo periodo primaverile-, mangio salatini e bevo birra. Vi avrei postato una foto figah, ma avevo fame e sete ed ho spazzolato tutto.

Cheers!


lunedì 6 febbraio 2017

pensieri lugubri

// post mooooolto ma mooooolto triste, sconsigliato a chi è giù di morale, ai sensibili e a chi è morto il pesce rosso.
Sono in piena PMS,  è febbraio, ho parlato con un collega e poi mi sono messa a pensare.


Oggi mi è capitato dire una cosa che non avrei voluto dire mai.
Gli amici non ci sono vicino solo per i giorni felici.
Conta su di me ora, perché se io non fossi qui, per te, adesso,
non avrebbe avuto senso esserci incontrati.

Per poco non è scoppiato in lacrime,
io gli ho sorriso.


Ci sono situazioni in cui dovremmo essere sopraffatti dal dolore, in cui dovremmo sentirci penetrare da esso così come, al suo opposto, ci sentiamo rapiti dalla gioia, in un momento felice.
In virtù dell'amore e la vicinanza che condividiamo con chi è stato colpito da un lutto o una malattia o per l'estremo addio ad una persona che ci è stata cara in vita. In qualche modo si dovrebbe provare dolore.

Io, invece, non provo sofferenza, la morte non mi sconvolge.
Non mi sento sopraffatta perché è parte stessa della vita.
Provo compassione, tristezza, pena.
Capisco la rottura dei legami, l'infrangersi delle speranze. ma non le sento come mie sensazioni.
Per me il dolore arriva dopo, lentamente. È una brezza carica di malinconia che accarezza l'animo e tace. Lasciandoti tra i tuoi pensieri.

Durante le esequie di mio cognato, tutti mi facevano le condoglianze. Mi dicevano di essere forte.. ad un metro da me c'era mia suocera, suo marito e il mio ex, loro avevano perso un figlio e un fratello e dicevano le stesse cose insensate anche a loro.
Tutte quelle lacrime, quella gente sconosciuta, le parole vuote di circostanza..
Una tragedia figlia dell'avventatezza..
Avevo la percezione di essere estranea a quella situazione. Non mi sentivo adeguata.

Ma fu così anche per Nonno Enzo.. solo che di lui pensavo che era stato consumato dalla malattia e la morte poteva solo essere una liberazione dal dolore del corpo.
File di sconosciuti mi stringevano la mano, decine di telegrammi dicevano che era andato via un grande uomo. Avevano ragione su una cosa, fu un grande uomo davvero, il più grande che abbia mai conosciuto, ma non è mai andato via del tutto.

Fu una sensazione simile due anni fa per la nonna Barbara -non sono neanche stata al suo funerale, rimasi a Torino- le portai dei fiori sulla tomba, non chiedetemi che senso abbia, mio padre ci teneva e lo feci per lui. Molto prima di lei fu la stessa cosa per nonno Iano, la sveglia la mattina presto, il viaggio in macchina, la colazione sul tavolo rotondo nella vecchia cucina a di nonna: panini al latte offerti dal panettiere come consolo -tradizione siciliana per cui si porta in dono del cibo alla famiglia del defunto-.
Mia zia mi disse di andare a salutarlo, di non avere paura perché sembrava che stesse dormendo.
Nella sua stanza, pensai che quella era la prima volta che vedevo un morto vero, in un momento in cui mi lasciarono sola al suo fianco gli toccai la fronte, la pelle era più fredda e rigida di quanto non credessi e pensai che i morti sembrano solo morti. non è vero che sembrano dormienti.
Ma lo tenni per me.

Provo questa specie di imbarazzo nel non sentire autentico dolore anche adesso, quando parlo con il mio amico che è distrutto difronte l'agonia della madre.
E io non so che dire, mi sento sempre inadeguata.
Le parole stesse sono inadeguate.

Durante i funerali peggio che mai, in mezzo alla gente sento l'affollarsi di tutti quei sentimenti disordinati tra il dolore, la pena, la disperazione, l'abbandono, la rassegnazione. I sensi si ottundono, si annebbia la mente come se d'improvviso galleggiassi in una bolla su un mare di nebbia.
Così che tutto diventa estraneo e indistinto.
Una coltre di distacco e freddezza mi piomba addosso e nel mio animo tutto tace.
Resto sola in me stessa a pensare alle cose della vita..



Forse sono sensazioni normali per tutti, almeno per tutti quelli che non piangono ai funerali, ma nessuno ne parla mai, perché sono argomenti spiacevoli. A nessuno piace parlare della morte, non me ne stupisco.

Forse è solo perché non concepisco l'idea della morte come una reale fine.

Forse perché è una sorte che toccherà a tutti, e ne sono rassegnata.
Oppure è solo perché sono debole e mi proteggo inconsciamente estraniandomi.

Forse perché a casa siamo molto freddi e sono stata abituata a soffocare ogni emozione dandone sfogo in solitudine.

Forse perché sono solo egoista:


L'unico funerale in cui ho pianto è stato quello di Vincenzo.
L'unica persona per cui mi vengono sempre le lacrime agli occhi quando lo penso -tipo in questo momento-, nonostante siano trascorsi tanti anni, è Stefano.
L'unica che non mi ha minimamente colpito, perché certe cose si sentono forte, è Franziska.
perché la Loro storia è la mia storia.
il loro dolore è stato il mio dolore.
E vorrei che i miei sorrisi di oggi fossero i loro sorrisi di domani.
Piango perché non riesco a spiegarmelo eppure io so.
Perché non ci sono malattie, vecchiaia, incidenti, fatalità che possano alleviare la condanna.
Non ci sono bugie che possono nascondere la disperazione, la brutalità del vuoto dentro, in cui tutti loro ci costringono a guardare e ad ammettere.

Non esiste Dio difronte alla nera trinità che fa dell'uomo giudice, carnefice e vittima di se stesso.



Con queste considerazioni
mi sono rovinata la pausa.. 
vado a lavare via questi pensieri lugubri con una lunga doccia bollente e dopo mi faccio il te.

Il te ha tutte le risposte.


I'm confident tea can make almost anything better

mercoledì 9 novembre 2016

Election Day

Instead to vote a woman, the first time they voted a pacifist, socialist, maybe not a natural born in USA Nigger.

Yesterday, instead to vote a woman, they preferred a sexist, racist, womanizer, multi-billionaire, clown.



Utter defeat in my opinion.





pur di non votare una donna, la prima volta avevano votato un negro, pacifista, socialista -NB: rispetto alla mentalità americana - forse neanche nato negli USA.

Ora pur di non eleggere una donna, hanno preferito un pagliaccio, puttaniere, sessista e razzista, imprenditore multimiliardario.


per me è un giorno di disfatta più totale.
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