Seguimi, lettore!
sia recisa la lingua infame al mentitore che ha negato l'esistenza
di un amore autentico, fedele sulla terra!


Segui me , mio lettore, soltanto me, e ti mostrerò un simile amore


. . .


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sabato 19 agosto 2017

G. Apollinaire


Gui chante pour Lou

Mon petit Lou adoré Je voudrais mourir un jour que tu m’aimes
Je voudrais être beau pour que tu m’aimes
Je voudrais être fort pour que tu m’aimes
Je voudrais être jeune jeune pour que tu m’aimes
Je voudrais que la guerre recommençât pour que tu m’aimes
Je voudrais te prendre pour que tu m’aimes
Je voudrais te fesser pour que tu m’aimes
Je voudrais te faire mal pour que tu m’aimes
Je voudrais que nous soyons seuls dans une chambre d’hôtel à Grasse pour que tu m’aimes
Je voudrais que nous soyons seuls dans mon petit bureau près de la terrasse couchés sur le lit
de fumerie pour que tu m’aimes
Je voudrais que tu sois ma sœur pour t’aimer incestueusement
Je voudrais que tu eusses été ma cousine pour qu’on se soit aimés très jeunes
Je voudrais que tu sois mon cheval pour te chevaucher longtemps longtemps
Je voudrais que tu sois mon coeur pour te sentir toujours en moi
Je voudrais que tu sois le paradis ou l’enfer selon le lieu où j’aille
Je voudrais que tu sois un petit garçon pour être ton précepteur
Je voudrais que tu sois la nuit pour nous aimer dans les ténèbres
Je voudrais que tu sois ma vie pour être par toi seule
Je voudrais que tu sois un obus boche pour me tuer d’un soudain amour




Gui canta per Lou
Mio piccolo Lou vorrei morire un giorno che tu mi amassi
Vorrei essere bello perché tu mi amassi
Vorrei esser forte perché tu mi amassi
Vorrei essere giovane giovane perché tu mi amassi
Vorrei che la guerra ricominciasse daccapo perché tu mi amassi
Vorrei afferrarti perché tu mi amassi
Vorrei sculacciarti perché tu mi amassi
Vorrei farti male perché tu mi amassi
Vorrei che ci trovassimo noi due soli in una stanza d’albergo a Grasse perché tu mi amassi
Vorrei che fossimo soli nel mio piccolo ufficio proprio vicino alla terrazza
sdraiati così sul letto da fumeria perché tu mi amassi
Vorrei che tu fossi la mia sorellina per amarti incestuosamente
Vorrei che tu fossi stata mia cugina perché ci fossimo amati giovanissimi
Vorrei che tu fossi il mio cavallo per cavalcarti a lungo a lungo a lungo
Vorrei che tu fossi il mio cuore per sentirti sempre in me
Vorrei che tu fossi il Paradiso o l’Inferno secondo il luogo di destinazione
Vorrei che tu fossi un ragazzino per essere il tuo precettore
Vorrei che tu fossi la notte per poterci amare al buio
Vorrei che tu fossi la mia vita per essere tutto tuo
Vorrei che tu fossi un proiettile crucco per uccidermi di un amore fulminante





Quando l'amore chiama, Barbara risponde con le poesie.
Apollinaire non è il mio preferito, però mi piace.
Questa poesia la dedico a chi mi legge, ai vostri amori, ai vostri cuori corrisposti.
A chi desidera essere corrisposto..

Per me non c'è altro.. Sto diventando annoiata e insensibile a tutti e a tutto.

intollerante verso fatti e soggetti. Spleen.
(sì, preferisco Baudelaire)

venerdì 9 dicembre 2016

La silenziosa compagna


Ho sempre avuto paura della solitudine, mi sono sentita spessissimo sola, incompresa, isolata..

Non so perché ma ricordo che questa sensazione era presente in me fin dall'infanzia e come una fedele amica mi faceva compagnia quando, a causa dell'apparecchio che portavo alle gambe, non potevo correre o giocare o camminare normalmente e allora guardavo i cartoni o vedevo all'infinito alcune cassette per passare il tempo.
Era con me quando giocavo da sola parlando con il registratore, immaginando di chiacchierare con amici invisibili, quando impilavo i cubi l'uno sull'altro osservando come questa torre si incrinasse via via che cresceva fino a crollare ruotando su se stessa.

E la mia silenziosa compagna continuava a seguirmi anche quando, affondavo la testa nei libri, nelle storie, nei sogni ad occhi aperti, quando immaginavo il mio futuro seduta al tavolo della mia cameretta e lo disegnavo:
"sarei stata una scrittrice famosa, austera, sola;
per i figli di mia sorella sarei stata la zia stravagante e saggia.
vestita di nero, con la crocchia in testa
immaginavo che avrei vissuto in una casa/castello dai muri di grigia pietra nuda..
senza troppi contatti col mondo esterno."

Sono passati gli anni, non so cosa sia successo.. ho cominciato a sfuggire da quella scomoda presenza che mi seguiva ovunque e sempre di più ho cominciato a temerla.
A scacciarla.
La minaccia senza volto mi ha tormentato per anni, nutrita da tutto quello che affamava la mia anima. Per sfuggirle guardando ad un futuro in cui avrei ricevuto l'amore che desideravo, quello vero, quello per sempre: un'utopia in cui trovavo la forza in ciò che me la toglieva.
Sogni conformati: marito, figli, l'albero di natale, una casa, un lavoro, la voglia di progettare insieme, l'odore di dolci appena sfornati, scegliere l'arredamento, rubarsi le coperte nelle notti più fredde, fare shopping, uscire insieme.

Ogni giorno mi somministravo un veleno dolcissimo senza il quale credevo che non avrei potuto vivere, grazie al quale il mostro senza volto sbiadiva. Stando meglio per poco, stando peggio sempre più a lungo.

La mia nemica inseguitrice mi ha in fine raggiunta quando tutte le bugie sono implose. Difronte a lei la totale disfatta. Il suo giogo, il suo marchio, su di me.

Sola









Una notte la mia silenziosa compagna è tornata a trovarmi, mentre impaurita, affranta e delusa chiudevo gli occhi accucciata su un fianco.
Quando non avevo più nessuno che mi tenesse a galla e che mi desse forza, lei si è distesa al mio fianco stringendomi forte.

Di lei tutto mi ha invaso: il suo calore, il suo amore, la sua tenerezza.
La sua pienezza, integrità, completezza.

Per la prima volta l'ho guardata in viso

ed ho visto il mio.




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