Seguimi, lettore!
sia recisa la lingua infame al mentitore che ha negato l'esistenza
di un amore autentico, fedele sulla terra!


Segui me , mio lettore, soltanto me, e ti mostrerò un simile amore


. . .


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venerdì 22 maggio 2015

Di bagni e scale

Qui a Torino una delle usanze più in voga tra costruttori e architetti di una certa epoca, tutta gente ormai decomposta o -i più longevi- in procinto di decomporsi, era lo strano modo di disporre i bagni negli appartamenti.
Sia ben chiaro che io non credo che sia necessaria una suite da bagno per espletare i propri bisogni corporei, sarebbe solo spazio sprecato, in fondo ciò che veramente serve è solo lo spazio utile a liberarsi dai pesi in eccesso, lavarsi e non sentirsi strozzati dalla claustrofobia -e in tutto ciò per me sarebbe obbligatoria che la presenza di un bidet-.
Questa intima sala di raccoglimento con se stessi, a mio avviso e non penso di chiedere molto, dovrebbe essere anche dotata di una finestra che sia in grado di far cambiare l'aria quando si fa asfissiante. 

E invece no, Signori Lettori qui a Torino si fanno cessi claustrofobici e con minuscole finestrelle che si aprono udite, udite, sulla rampa di scale interna al palazzo, cosicché l'aria viziata del mio bagno si miscela con l'aria dell'ingresso e delle scale annunciando a tutti coloro che la mattina si affacciano sul pianerottolo, uscendo dalle proprie confortevoli case, la mia regolarità intestinale.. cosa che farebbe abbastanza schifo già così ma considerate che ci sono ben 13 finestrelle oltre quella del mio bagno che spandono nell'aere gli effluvi più potenti... Il tutto diventa vomitevole no?

Ebbene io non sono abituata a tutto ciò: io sono terrona!

E i terroni cacano in bagni con grandi finestre 
che danno all'esterno!!



venerdì 27 marzo 2015

il mio vicino di casa è un nudista.

Io, una tranquilla fanciulla casta e timorata, rimiravo quieta il panorama bucolico delle colline da dietro il vetro della mia finestra nel placido mattino.
Ero persa tra le mie riflessioni quando, d'un tratto, il vicino uscì sul balcone e lì, senza pietà, venni strappata da tutti i miei profondi pensieri nel momento stesso in cui il mio occhio cadde inesorabilmente rapito da una presenza, lì nelle sue parti basse.
Ho avuto una reazione simil questa:


oh cazzo!

Tuttavia, non vorrei soffermarmi a riflettere sui costumi di lui - uno sul suo balcone farà pure quello che gli pare, fosse anche sbandierare il pisello ai 4 venti, no? -

Ora io dico, ma con tutto il panorama che c'è da osservare, com'è che mi va a cadere lo sguardo dritto sul pipino del vicino?
Forse avrei dovuto sentirmi indignata, ma come si fa a non rimanere stranamente sorpresi dell'alzabandiera mattutino del tizio che va girando disinvolto con quel po' po' di roba in bella vista?


Le cose giuste però vanno dette: ha anche due bellissimi occhi azzurri.



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