Seguimi, lettore!
sia recisa la lingua infame al mentitore che ha negato l'esistenza
di un amore autentico, fedele sulla terra!


Segui me , mio lettore, soltanto me, e ti mostrerò un simile amore


. . .


domenica 29 marzo 2015

I sogni sono schiuma


"Stanotte ho sognato di vomitare qualcosa che sembrava carne tritata.
potevo sentire distintamente la consistenza di questa cosa che passava dalla gola alla bocca e poi veniva sparata fuori come nel film l'esorcista.
vomitavo a casa mia, nel bagno e poi dal finestrino di una macchina.
Nel sogno pensavo: mi ha fatto male la cena, una sensazione così vivida non può essere solo un sogno mi ora mi alzo e vado in bagno."

Ovviamente ho continuato a dormire e quando mi sono svegliata lenzuola erano pulite.
 Ma il sogno era stato così vivido, realistico che al risveglio mi sono guardata attorno e mi  sono sentita come se mancasse qualcosa -della serie, e il mio vomito dov'e?- che detta così fa abbastanza schifo, ma ero veramente convinta di essere stata male durante la notte.


forse aveva ragione Freud:

"Träume sind shäume"

Se le percezioni che abbiamo nel sonno sono tali da sembrare vere e poi non esserlo, non può accadere la stessa cosa durante il giorno in modo essere convinti di ciò che vediamo, sentiamo, proviamo sia vero, quando poi è solo una particolare distorsione della nostra mente?
Con questo dubbio che fa molto Matrix apro una settimana che sarà ricca di sensazioni, vere o finte  in fondo non importa, anche loro sono solo schiuma.

venerdì 27 marzo 2015

il mio vicino di casa è un nudista.

Io, una tranquilla fanciulla casta e timorata, rimiravo quieta il panorama bucolico delle colline da dietro il vetro della mia finestra nel placido mattino.
Ero persa tra le mie riflessioni quando, d'un tratto, il vicino uscì sul balcone e lì, senza pietà, venni strappata da tutti i miei profondi pensieri nel momento stesso in cui il mio occhio cadde inesorabilmente rapito da una presenza, lì nelle sue parti basse.
Ho avuto una reazione simil questa:


oh cazzo!

Tuttavia, non vorrei soffermarmi a riflettere sui costumi di lui - uno sul suo balcone farà pure quello che gli pare, fosse anche sbandierare il pisello ai 4 venti, no? -

Ora io dico, ma con tutto il panorama che c'è da osservare, com'è che mi va a cadere lo sguardo dritto sul pipino del vicino?
Forse avrei dovuto sentirmi indignata, ma come si fa a non rimanere stranamente sorpresi dell'alzabandiera mattutino del tizio che va girando disinvolto con quel po' po' di roba in bella vista?


Le cose giuste però vanno dette: ha anche due bellissimi occhi azzurri.



lunedì 23 marzo 2015

Definizioni

Avete mai notato che le persone amano etichettare e definire il prossimo, sì intendo elencare una serie di aggettivi più o meno adatti e veritieri per descrivere una certa personalità?
La nostra ad esempio.
Non so perché si faccia così forse per inquadrarla, incasellarla in qualche modo cercare di capirla, magari anche solo per sapere con chi si ha a che fare, spesso senza curarsi di verificare se questo o quell'aggettivo che ci sbattono davanti sia adeguato a descriverci o meno..

Ultimamente, mi sono sentita ripetere che sono una ragazza strana e ho riflettuto sulle etichette che mi hanno affibbiato negli anni persone più o meno vicine a me:

mia nonna da bambina mi chiamava scavallata,
mio nonno mi diceva che stavo crescendo storta,
mia zia mi diceva che ero esuberante e spontanea,
una certa persona dice che sono spaventosa,
per gli amici sono creativa/dinamica/spontanea/dolce/aggressiva dipende dagli amici,
per il mio caro amico sono agrodolce -e qui si va sul culinario-,
per la mia migliore amica... be' per lei io sono io e non c'è aggettivo che possa definirmi,
per molti uomini che ho conosciuto sono stata: particolare, sui generis, fuori dal coro, diversa.
solo per uno sono stata radiosa ma comunque "non nella media" -in senso statistico diceva-.

Ma quello che va per la maggiore, l'evergreen, la definizione delle definizioni è: "Tu sei strana", seguita da uno sguardo accigliato e pensoso, come se parlando con me dovessero risolvere un enigma.
A molti, la mia particolarità suscita interesse, così mi ritrovo circondata da gente che mi giudica strana ma che resta colpita da questa nota di nonlosannoneanchelorocosa.

Ora, mi rendo conto che se negli anni me lo hanno detto più persone, magari posso essere leggermente differente dalla media, chi non lo è?.. però io non credo di essere storta, o strana o sui generis anzi mi sento perfettamente normale e a mio agio con me stessa e col mondo.
Al massimo credo di emanare una sorta di aura di vivacità, un brio che affascina perchè sono spontanea e frizzante; io ho idee mie, ho una personalità indipendente, ho un modo personale di vedere il mondo -come tutti d'altronde-,  sono creativa, non mi nascondo, sono sicura e forte, dico ciò che penso e mi piace divertirmi, giocare, vivere nella spensieratezza il momento felice,  qualità che non sempre si ritrova superati i 10 anni di età...

La verità è che alla mia veneranda età, frequentando persone e amici che hanno una altrettanto considerevole età, è stupido bollare come "strano" o "diverso" quello che non rientra nei propri canoni di normalità, insomma ci sono milioni di colori e sfumature, perché non apprezzarli semplicemente tutti?

Perchè poi si deve dare una definizione alle persone che si incontrano e non si può semplicemente essere se stessi e godere dell'essenza altrui?


venerdì 20 marzo 2015

Je m'en fous!

In occasione della appena trascorsa festa del papà ho ripensato ad un importante insegnamento che il mio papà mi ha regalato lo scorso anno, in un periodo in cui ero particolarmente giù a causa di un brutto tradimento (non che ne esistano di belli), comunque e sue parole sono state:

"Futtitinni"

ermetico come sempre, in quel momento non capii, mi sembrava inutile.

Sei mesi dopo, ad un'ora della notte in cui avrei dovuto già dormire da un pezzo quelle parole mi tornano alla mente e finalmente, come un seme in letargo che con il primo tepore primaverile gemoglia, acquistarono un senso.
Volevano dire: non ti lasciare abbattere, perchè tu vali a prescindere da quello che questa persona ti ha fatto. Non ti ci soffermare, volta pagina e vai avanti per la tua strada.

ok, ora devo solo capire come applicare questo insgnamento.. spero solo che non mi ci vogliano altri sei mesi... intanto: