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lunedì 23 marzo 2015

Definizioni

Avete mai notato che le persone amano etichettare e definire il prossimo, sì intendo elencare una serie di aggettivi più o meno adatti e veritieri per descrivere una certa personalità?
La nostra ad esempio.
Non so perché si faccia così forse per inquadrarla, incasellarla in qualche modo cercare di capirla, magari anche solo per sapere con chi si ha a che fare, spesso senza curarsi di verificare se questo o quell'aggettivo che ci sbattono davanti sia adeguato a descriverci o meno..

Ultimamente, mi sono sentita ripetere che sono una ragazza strana e ho riflettuto sulle etichette che mi hanno affibbiato negli anni persone più o meno vicine a me:

mia nonna da bambina mi chiamava scavallata,
mio nonno mi diceva che stavo crescendo storta,
mia zia mi diceva che ero esuberante e spontanea,
una certa persona dice che sono spaventosa,
per gli amici sono creativa/dinamica/spontanea/dolce/aggressiva dipende dagli amici,
per il mio caro amico sono agrodolce -e qui si va sul culinario-,
per la mia migliore amica... be' per lei io sono io e non c'è aggettivo che possa definirmi,
per molti uomini che ho conosciuto sono stata: particolare, sui generis, fuori dal coro, diversa.
solo per uno sono stata radiosa ma comunque "non nella media" -in senso statistico diceva-.

Ma quello che va per la maggiore, l'evergreen, la definizione delle definizioni è: "Tu sei strana", seguita da uno sguardo accigliato e pensoso, come se parlando con me dovessero risolvere un enigma.
A molti, la mia particolarità suscita interesse, così mi ritrovo circondata da gente che mi giudica strana ma che resta colpita da questa nota di nonlosannoneanchelorocosa.

Ora, mi rendo conto che se negli anni me lo hanno detto più persone, magari posso essere leggermente differente dalla media, chi non lo è?.. però io non credo di essere storta, o strana o sui generis anzi mi sento perfettamente normale e a mio agio con me stessa e col mondo.
Al massimo credo di emanare una sorta di aura di vivacità, un brio che affascina perchè sono spontanea e frizzante; io ho idee mie, ho una personalità indipendente, ho un modo personale di vedere il mondo -come tutti d'altronde-,  sono creativa, non mi nascondo, sono sicura e forte, dico ciò che penso e mi piace divertirmi, giocare, vivere nella spensieratezza il momento felice,  qualità che non sempre si ritrova superati i 10 anni di età...

La verità è che alla mia veneranda età, frequentando persone e amici che hanno una altrettanto considerevole età, è stupido bollare come "strano" o "diverso" quello che non rientra nei propri canoni di normalità, insomma ci sono milioni di colori e sfumature, perché non apprezzarli semplicemente tutti?

Perchè poi si deve dare una definizione alle persone che si incontrano e non si può semplicemente essere se stessi e godere dell'essenza altrui?


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