Seguimi, lettore!
sia recisa la lingua infame al mentitore che ha negato l'esistenza
di un amore autentico, fedele sulla terra!


Segui me , mio lettore, soltanto me, e ti mostrerò un simile amore


. . .


giovedì 18 maggio 2017

La posizione dell'incredibilmente bello


No.. non parlo di Kamasutra e di orgasmi incredibilmente belli.. Oggi mi elevo parlando di yoga.
Ho voglia di parlare di due asana -che significa "posizioni" in sanscrito- che mi attirano molto.

Sono due posizioni molto diverse, opposte direi.
Nello yoga è molto importante bilanciare i movimenti, quindi trovo che sia perfetto presentare insieme una posizione di grande chiusura e una di profonda apertura.
E poi si sa, in me convivono gli opposti.




La prima è kakasana, letteralmente la posizione del corvo, ho deciso di cimentarmi nel farla perché, tra tutti gli arm balance -le posizioni in equilibrio sulle braccia- è tra le più semplici, ma richiede forza, equilibrio e concentrazione.
E poi per simpatia al corvo del mio sogno, nuovo animale totem, su cui meditare; quindi percepire le sensazioni che questa posizione di chiusura e contrazione comunica al corpo e alla mente, come lo sguardo influenza la riuscita dell'equilibrio..

Kakasana

Io ho le braccette magrine e assolutamente senza muscoli, per non parlare della più totale assenza di equilibrio.. questa posizione per me è leggermente impegnativa e mi richiede esercizio.
Tradotto: cado spesso e mi spacco la faccia a terra.





La seconda invece si chiama camatkarasana e questa è la mia posizione.
Mi ci sento dentro e mi fa sentire bene.
Questa asana mi rispecchia più di ogni altra, anche solo al partire dal nome: in inglese è conosciuto come "the wild thing pose" o come "the ecstatic unfolding of the enraptured heart", anche se camatkara dovrebbe significare "qualcosa di incredibilmente bello".


L'estatico dispiegarsi di un cuore rapito

ditemi voi se non è il nome perfetto per questa posizione..

Camatkarasana

Ed io, che sono tutta cuore ed emozioni vibranti, mentre la pratico non posso che sentirmi coinvolta.
Percepisco questa sensazione di incredibile bellezza. L'apertura dovuta all'inarcamento rapisce il cuore e nonostante la posizione necessiti di un po' di equilibrio permette di sentire l'energia, la forza più interna affiorare all'esterno e rimanere.
Oltre il fatto che questa posizione, così come la sequenza di ingresso, è esteticamente bella, l'apertura del cuore avviene senza sforzi e si mantiene un saldo contatto al suolo mentre lo sguardo si rivolge alla mano protesa.
Cuore aperto, radicamento e slancio..

Il corpo esegue un movimento che racchiude simboli che l'anima raccoglie e fa propri.. Praticamente perfetta!


senza radici non si vola



Quando le avrò perfezionate entrambe, che in altri termini significa: quando saprò fare il corvo, vi posto le mie foto.. per il momento tizi a caso sono più che buoni. :D

giovedì 11 maggio 2017

Nigredo


Ho fatto una cosa che non avevo mai fatto prima, ho eliminato, interamente cancellato, rinnegato, un post che avevo appena scritto e pubblicato.
Ma avevo sbagliato tutto scrivendolo.
Era una cosa ormai morta, che ha bollito nel mio cuore a lungo, tanto a lungo da annerirsi, da imputridire, addensarsi, depositarsi dentro come piombo. Era sterile e vuoto.

È bastato accorgermi di un lapsus pronunciato per caso e tutto quello che mi aveva spinto a scriverlo, le ombre che mi ossessionavano sono scomparse nel nulla.. puff..
Dei macigni inamovibili all'improvviso non è rimasta che polvere tra le mani.

Il nero della notte ha il potere di cancellare ogni ombra,
L'animo nel profondo è buio e come il buio non consce il tempo, né lo spazio, dissolve la ragione.

Nel buio sperimentiamo l'infinito.
Ne buio smettiamo di esistere.
Nel buio cominciamo ad essere.

Il buio è l'origine della vita.
E il silenzio con lui.



Il primo passo nel dolore è necessario. non si nasce comodi, si nasce nel dolore, nel sangue e nello sporco. Per nascere è necessario morire.




Ex novo





mercoledì 10 maggio 2017

Sono una ragazza fantastica

//post programmato di cui mi ero scordata l'esistenza e che oggi ha fatto capolino tra i pubblicati.
Direi che la situazioni rispetto a quando l'ho scritto,circa un anno fa, non sia cambiata poi molto -infatti ho aggiunto qualche reazione di frequentatori recenti, ma ormai estinti-. 
Non si può dire che io sia positiva od ottimista, non sono neanche rassegnata, lascio andare le cose come devono andare, non mi attacco alle parole.
Tutto cambia perché io cambio.
E cambia il mio modo di essere nelle cose, nel mondo e nelle persone.
Questa visione è potente.



«Sei una ragazza fantastica, solare, radiosa, intelligente, strana, particolare, interessante.. sei una vera donna, non ci sarà mai nessun'altra come te, è impossibile sentirmi così come sto con te con un'altra, mi è piaciuto stare con te stasera, voglio vederti, voglio rivederti.. »
e poi:

uno mi tradisce.

uno sparisce nel nulla.

uno mi ha raccontato tonnellate di bugie.

uno è fidanzato, ma non con me.

uno inventa scuse random pur di non incontrarci.

uno non si vuole impegnare.

uno fa il finto tonto.

uno mi trova troppo aggressiva e lo spavento.

uno mi trova indeterminata e non lo interesso.

uno sostiene che io sono troppo per lui.-e in effetti ha ragione-

uno non vuole farmi avvicinare



.. ma che dice? No, non è l'argomento, è l'espressione..., ma come parla?
Dove l'è andata a prendere quest'espressione?
Ma come parla?
Come parla?

COME PARLA? LE PAROLE SONO IMPORTANTI!

COME PARLAAAAAAAAAAA???



Non bisogna fare un uso criminale delle parole



Le parole sono importanti, perché per me hanno un senso. Un peso.
Se non mi dicessero niente a me non interesserebbe.

Non me ne frega niente delle cose dette così, tanto per farmi piacere o perché in quel momento gli passa per la testa e gli fa piacere dirlo., bisognerebbe dire solo cose vere. che varrebbe la pena di scrivere.
Altrimenti è meglio il silenzio.
Senza bugie. Senza ferite.

All'inizio ci rimanevo male, mi deludevano le parole in contraddizione con le azioni, poi ho imparato a riconoscerle, ad ignorarle.
A non ascoltarle.
Le vibrazioni prodotte dalle loro corde vocali, attraversano l'aria e arrivano per forza di cose al timpano del mio orecchio ma non necessariamente si trasformano in impulsi nervosi che stimolano il mio cervello.

La verità è che alcuni aprono la bocca e svuotano la mente da quei quattro pensieri idioti con la stessa facilità con cui aprono la cerniera per svuotare le palle.

Ovviamente ho citato Nanni Moretti in Palombella Rossa.



domenica 7 maggio 2017

delle congiunzioni planetarie nefaste.


La settimana era cominciata bene, verso metà è stata perfetta adesso finisce in modo nefasto.

1- l'esame... ansia.

2- sono in quei giorni lì, ho mal di pancia e sto uno straccio..

3- questo maltempo prolungato che per essere maggio, in Italia, mi sta sul cazzo e mi spegne il morale.

4- Cicci, la sua amorosissima ragazza e le loro tenere effusioni dalle quali cerco di distogliere lo sguardo, senza sembrare palesemente infastidita.
Non fraintendetemi, su Cicci ho fantasticato un paio di volte, ma poi oggettivamente è passato come gli altri e sono contenta che stia con questa tipa. Solo che i gesti cambiati con tanto affetto e naturalezza -soprattutto quando sei abituata a vedere gli amici in modo diverso, caciarone- ti sorprendono come una fitta che ti mozza il fiato.
Sorprendentemente scopro che, nonostante io stia bene con me stessa e non cambierei la mia situazione, mi manca la tenerezza, quel momento di intimità sincero e non artefatto o frenato.
Sto bene da sola, ma forse non sono fatta per stare definitivamente sola.

E rendermi conto di ciò mi fa male come una fitta all'improvviso che mozza il fiato.



5- il mio coinquilino... è una PIdM, a volte ho assegnato questo titolo con una certa leggerezza, ma oggi no, è stato a lungo ponderato ed è stato a lungo riconfermato.
Ho bisogno di uno sfogo.
NB, non sto per lamentarmi delle differenze di carattere o di stili di vita che normalmente distinguono le persone -da quel punto di vista mi reputo molto tollerante-.

Ad esempio vuole averla sempre vinta, non sbaglia mai, è pesante, è molto chiuso e sta sempre, SEMPRE a casa, si autoinvita ad ogni evento e non capisce quando la sua presenza è di troppo, se voglio passare una sera a casa, con gli amici... ma questo è parte del suo carattere e per quanto non sia gradevole, nessuno è perfetto -che ci crediate o no, non lo sono neanche io- quindi tollero.
D'altro canto, io ho un carattere decisamente forte e molto diretto, riconosco che vivere con me, come coinquilini, soprattutto per un ragazzo con una certa mentalità, possa essere difficile.

Ma ci sono cose che detesto, non sopporto, mi danno fastidio viscerale e che mi fanno provare repulsione per le persone. 
Lui ne ha tante e le sta tirando fuori da quando abbiamo cambiato coinquilina, dopo 3 anni di tranquilla convivenza direi quasi di amicizia.
Tralasciando le bassezze del mese scorso...

..è invidioso, doppia faccia, mi mette in cattiva luce davanti alla nuova coinquilina, semina zizzania  facendo notare le mancanze l'una dell'altra quando siamo da sole con lui e mai quando siamo tutti presenti, ed è anche vigliacco e stronzetto.


Io non sono così, e sbaglierò, ma mi aspetto che, nella mia cerchia stretta, le persone non si comportino così.
Sicuramente mi sono fatta intortare dai suoi falsissimi modi da amicone, ma mi secca vivere con l'ansia che tutti mi fottano, e adesso ne pago un po' le conseguenze.
Le deficienze dovute al carattere per me sono cosa fastidiosa, ma affrontabile perché passo sopra i fastidi con molta indifferenza e grandissimi #menefotto -grazie all'esperienza acquisita in passato, non senza delusione, perché difronte a certi comportamenti le persone scadono, scendono sotto un livello di soglia che mi consente di entrare spontaneamente in modalità: rimesta da solo nel tuo immondezzaio perché io al tuo livello non scenderò mai.
Non pensiate che lo faccia apposta, è sopravvivenza, non posso cambiar casa e ad un certo punto si erige un muro tra me e il lato fastidioso del prossimo.


Il problema qui a casa è che ora, si passa dalle piccole stronzaggini alle grosse mancanze di responsabilità, seguite da:
"Io lunedì parto e torno 10 giorni a casa. Quindi tu e Titty dovete cercare un altra compagnia telefonica perché il 20 staccano la linea."
(cosa di cui doveva occuparsi lui un anno fa, ma che ha temporeggiato fino ad ora, anzi si è attivato per chiudere il vecchio contratto e al momento di stipulare quello nuovo ha fatto un macello e ora, lui va non si capisce a far cosa, e ce lo dobbiamo risolvere noi)
Talmente tanto strafottente che, anziché adoperarsi in qualche modo per risolvere il problema creato dalla sua leggerezza, ha delegato il ragazzo della Titty di telefonare all'attuale gestore per non farci staccare la linea.
E io mi domando che cosa c'entra il ragazzo della mia coinquilina..

I doveri di casa sono così distribuiti, io devo adempiere ai miei -perché per me è ovvio che delle utenze a me intestate sono responsabile io- però noi tutti dobbiamo andare in contro ai suoi. 
Non parla, fa di testa sua e combina dei danni a cui noi altre dobbiamo porre rimedio, perché lui se ne va..
Io divento nazista.

In casa evito di creare conflitti ma non posso occuparmi sistematicamente dei casini altrui. 

Se non fosse stato necessario il c.c.b. avrei preso io in mano la questione, senza repliche e senza lamentele da parte mia. Ma sono limitata nell'azione e questo dipendere da uno un mezzo incompetente e mezzo strafottente mi innervosisce parecchio.



Fine dello sfogo.



Aggiunta a posteriori, perché giustamente la settimana non è ancora finita:

6- madre che invita: "sbrigati e torna a casa".
Io mi voglio laureare presto, ma l'idea di tornare a casa non è per nulla un incentivo. -_-
La sola prospettiva mi soffoca.

venerdì 5 maggio 2017

Come una..

Mi sento così: furtiva e guardinga. Ho pianificato con calma, mi sono mossa di nascosto, in silenzio, nessuno conosce il misfatto, solo io.
Ho un sorriso malizioso e fiero di chi l'ha fatta franca e lo sa. 

I curiosi mi guardano, guardano il mio sorrisetto prepotente e bugiardo.. ma son sicura che la loro indifferenza, la loro ignoranza li porti a pensare qualcosa di banale.

Non ho lasciato tracce dietro di me, ho creato l'alibi perfetto, ogni versione della mia storia è conforme con le altre; i sottili dettagli che le differenziano, si amalgamano perfettamente. Non ci sono testimoni che possano inchiodarmi.
In questo gioco criminale i complici non si vendono, non lasciano impronte, ma si compiacciono segretamente del castello costruito.
Provo un piacevole e sofisticato senso di complicità che non ho mai sperimentato prima.

Ma, come ogni crimine che l'autore ritenga perfetto, deve essere raccontato. Altrimenti di quale gloria gode il malfattore?
Quindi sì, lo ammetto: sono stata io, non mi pento e lo rifarò!
Lo so è stupido sentirsi così, ma è così che mi sento:

...una comune, volgarissima ladra.


Del mio delitto, adesso, sapete quasi tutto quello che c'è da sapere. Il resto: mistero!