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martedì 15 novembre 2016

Il seduttore

La seduzione intellettuale, con tutte le sue morbose alchimie, è il nucleo del Diario del seduttore.
Per il seduttore sensuale il piacere culmina nel possesso, ma il seduttore intellettuale è un personaggio più complesso. Egli è l'uomo che vuol vivere poeticamente, dotato com'è di una raffinata sensibilità che gli permette di cogliere sempre il lato interessante della vita. Mentre il seduttore sessuale non ha storia, quello intellettuale è un homo ludens che vive di calcoli raffinati e decadenti, che distilla e concentra il piacere, riducendo la donna amante a vittima e strumento. Ella paga di persona offrendo amore e passione. Il suo ambiguo seduttore, già nei primi piani tattici e strategici dell'assalto, medita e tiene pronte le vie della ritirata.
Nel Diario del seduttore abbiamo proprio la storia di un seduttore diabolicamente scaltro che, valendosi di ogni arte, porta allo smarrimento e al disordine una innocente fanciulla diciassettenne. Ma la storia, in sé banale, acquista un interesse particolare per la personalità complessa e sofisticata del seduttore. Il romantico seduttore del Diario è una natura contemplativa e riflessa, sempre in caccia di esperimenti psicologici. Curiosamente in bilico tra spirito e carne, riflessione e vita, intreccia sempre poesia e realtà. La realtà viene da lui inseguita e desiderata, ma, nello stesso tempo, superata, distaccata, vissuta nei filtri del ricordo e dell'immaginazione. Egli soffre di una exacerbatio cerebri per la quale la realtà non contiene abbastanza eccitamenti o li contiene solo per attimi. Non appena la realtà non è più stimolo o eccitamento, l'esteta si affloscia e disarma. Questo personaggio tutto cervello e schermaglia non è un seduttore nel senso comune della parola. Non tanto  gli importa possedere una donna quanto goderne esteticamente il cedimento e l'abbandono. Per questi seduttori la donna è l'oggetto di una strategia erotica studiata e prevista nei minimi particolari. L'arte consiste nell'incantarla con le doti dello Spirito, con il Magistero della parola, portandola a quel punto di turbamento in cui essa smarrisce il proprio equilibrio ed è pronta qualsiasi sacrificio. L'amante gode dell'incanto che nasce da questa passione, ma per conto suo non si abbandona mai e tiene in serbo l'arma terribile dell'ironia. In questo giocare e speculare sulla passione della donna, variando la propria tattica erotica, alternando slanci e freddezze, si rivela un egoismo raffinato che vuol trarre per sèé il massimo piacere con il minimo di sacrificio.

Remo Cantoni


Questo è uno stralcio dell'introduzione del Diario del seduttore che ho cominciato a leggere oggi.
Mi serve da ricordo e monito contro una specifica persona, poiché trovo che quello che è scritto su, lo descrive -ohimè, troppo- bene.
La fredda realtà del caso mi rattrista non poco, ma avevo intuito la "psicologia seduttiva" già da tempo e ne avrei scritto al momento opportuno -alla fine della mia cotta- ; certo non avrei usato certi latinismi, le paole forbite e tutta quella eleganza per parlarvene..
Ma visto che ho trovato questa analisi già bell'e pronta, mi sono risparmiata un bel lavoro di scrittura grazie Signor Remo.


Spero che funzioni anche come accelerante per la chiusura della questione cotta, come antidoto per possibili seduttori futuri e come muro/barriera/protezione per il mio povero, fragile cuoricino stupido.

 

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