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. . .


venerdì 9 dicembre 2016

La silenziosa compagna


Ho sempre avuto paura della solitudine, mi sono sentita spessissimo sola, incompresa, isolata..

Non so perché ma ricordo che questa sensazione era presente in me fin dall'infanzia e come una fedele amica mi faceva compagnia quando, a causa dell'apparecchio che portavo alle gambe, non potevo correre o giocare o camminare normalmente e allora guardavo i cartoni o vedevo all'infinito alcune cassette per passare il tempo.
Era con me quando giocavo da sola parlando con il registratore, immaginando di chiacchierare con amici invisibili, quando impilavo i cubi l'uno sull'altro osservando come questa torre si incrinasse via via che cresceva fino a crollare ruotando su se stessa.

E la mia silenziosa compagna continuava a seguirmi anche quando, affondavo la testa nei libri, nelle storie, nei sogni ad occhi aperti, quando immaginavo il mio futuro seduta al tavolo della mia cameretta e lo disegnavo:
"sarei stata una scrittrice famosa, austera, sola;
per i figli di mia sorella sarei stata la zia stravagante e saggia.
vestita di nero, con la crocchia in testa
immaginavo che avrei vissuto in una casa/castello dai muri di grigia pietra nuda..
senza troppi contatti col mondo esterno."

Sono passati gli anni, non so cosa sia successo.. ho cominciato a sfuggire da quella scomoda presenza che mi seguiva ovunque e sempre di più ho cominciato a temerla.
A scacciarla.
La minaccia senza volto mi ha tormentato per anni, nutrita da tutto quello che affamava la mia anima. Per sfuggirle guardando ad un futuro in cui avrei ricevuto l'amore che desideravo, quello vero, quello per sempre: un'utopia in cui trovavo la forza in ciò che me la toglieva.
Sogni conformati: marito, figli, l'albero di natale, una casa, un lavoro, la voglia di progettare insieme, l'odore di dolci appena sfornati, scegliere l'arredamento, rubarsi le coperte nelle notti più fredde, fare shopping, uscire insieme.

Ogni giorno mi somministravo un veleno dolcissimo senza il quale credevo che non avrei potuto vivere, grazie al quale il mostro senza volto sbiadiva. Stando meglio per poco, stando peggio sempre più a lungo.

La mia nemica inseguitrice mi ha in fine raggiunta quando tutte le bugie sono implose. Difronte a lei la totale disfatta. Il suo giogo, il suo marchio, su di me.

Sola









Una notte la mia silenziosa compagna è tornata a trovarmi, mentre impaurita, affranta e delusa chiudevo gli occhi accucciata su un fianco.
Quando non avevo più nessuno che mi tenesse a galla e che mi desse forza, lei si è distesa al mio fianco stringendomi forte.

Di lei tutto mi ha invaso: il suo calore, il suo amore, la sua tenerezza.
La sua pienezza, integrità, completezza.

Per la prima volta l'ho guardata in viso

ed ho visto il mio.




2 commenti:

  1. Molto bello questo scritto. pieno di verità , di vita , di sensazione, di vicinanza, di condivisione. Parole scritta da un'anima bella. Un'anima che non si arrende alla vita ma combatte. Una persona che grazie alla solitudine è riuscita ad apprezzare il dono più bello, se stessa. Certo avere una persona accanto , condividere momenti , gioie , delusioni , noie lo sarebbe più bello. Ma forse sta a noi imparare a scegliere meglio, a non sbagliare incontri, ad andare incontro all'ignoto per poi scoprire che è ciò che conosciamo bene e ciò che cercavamo da sempre . Chi ti risponde è una persona sola come te, da sempre , pur avendo la fortuna di avere una bella figlia che non vive con lui,ma per il resto solo solitudine. Per cui comprendo bene tutto ma non ti posso far adagiare, ma scuoterti. Un abbraccio , Giuseppe

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    1. Grazie Giuseppe per questo intervento ricco di spunti, sei l'ispiratore di un post a riguardo.
      Non ho intenzione di adagiarmi nella mia solitudine, ma questo è il momento giusto per imparare a viverla bene..
      Nella solitudine so che sono "ripiegata in me stessa" e sembra che non faccia abbastanza per andare avanti.. mentre da innamorata sono una locomotiva inarrestabile, energia allo stato puro :D ma questo non significa che io, adesso, sia ferma a crogiolarmi nel dolore.

      l'antidoto vero alla solitudine è l'Amore, verso tutto ciò che merita amore, non necessariamente solo una persona, perché l'Amore esiste indipendentemente da chi lo prova e da chi lo suscita, non può e non deve essere circoscritto.
      E non esiste solo nella sua accezione romantica, è troppo grande e troppo totalitario per essere solo quello.

      in fine, ma non meno importante, secondo me non ci sono incontri sbagliati..
      ognuno viene per portare qualcosa.
      piuttosto noi sbagliamo a caricare di aspettative, idee e speranze le persone che ci vengono incontro, in questo modo vediamo solo quello che vogliamo vedere e ci illudiamo da soli.

      :) A presto elaborerò questi concetti in una forma migliore.
      Grazie ancora!

      Barbara

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