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lunedì 18 maggio 2015

Un canto di Natale

«Perdonami se la mia domanda è indispensabile», disse Scrooge, guardando fisso la veste dello Spirito. «Ma vedo qualcosa di strano che non ti appartiene uscirti dalla veste. È un piede oppure un artiglio?»
«Potrebbe essere un artiglio a giudicare da quel po' di carne che vi è attaccata», fu l'accorata risposta dell Spirito. «Guarda».
Dalle pieghe della veste trasse fuori due bimbi, laceri, abietti, spaventosi, ripugnanti, infelici. Questi gli si inginocchairono ai piedi e di afferrarono alla parte esterna della veste.
«Uomo, guarda qui! Guarda, guarda qui!», esclamò lo Spirito.
Erano un bambino e una bambina, gialli, magri, stracciati, imbronciati, simili a piccoli lupi, ma al tempo stesso prostrati nella loro umiltà. Dove la grazia giovanile avrebbe dovuto riempire i loro lineamenti e tingerli dei suoi più vivaci colori, una mano decrepita e rugosa come quella della vecchiaia li aveva afferrati, contorti, dilaniati. Dove gli angeli avrebbero potuto sedere in trono, si nascondevano i demoni e guardavano minacciosamente fuori. In tutti i misteri di questa meravigliosa creazione, non c'è alterazione, degradazione, perversione dell'umanità, in qualsiasi grado, che abbia mostri orribili e tremendi come quelli.
...
«Sono i figli dell'uomo», disse lo Spirito, abbassando lo sguardo su di lui; «e si afferrano a me chiedendomi di aiutarli contro i loro padri. La bambina si chiama Ignoranza, il bimbo Bisogno. Guardali bene tutti e due, e tutti quelli che somigliano a loro; ma soprattutto guarda bene la bambina, perché sulla sua fronte vedo scritta una parola che è una condanna, a meno che quella scritta non venga cancellata. Negalo!»


Charles  Dickens
Un canto di Natale



***

rispetto al Natale è un post anzitempo, tuttavia posto questo estratto perché mi ha colpito l'attualità dei mali di cui parla Dickens, passano i decenni, la società si è evoluta tecnologicamente, ma rimane ancora imprigionata nella sia cappa di Indifferenza e apatia di fronte ai veri problemi che la affliggono.
Bellissimo racconto, quindi fatevi un favore, andate in una libreria/biblioteca/mercatino delle pulci -come ho fatto io- compratelo e leggetelo!

2 commenti:

  1. Che insuperabile metafora della condizione umana , tratta da un racconto di significato estremamente profondo !
    Puó suggerire tragica interpretazione , ma anche luminosi bagliori di speranza : la bambina non rimarrá ignorante per sempre , crescerá in consapevolezza e presto sará una donna con la quale tutti si dovranno confrontare ...

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  2. è proprio l'ignoranza la parte peggiore della società che che deve essere curata e vinta, perché non colpisce solo chi non è scolarizzato (basta poco a rendersi conto che al mondo questi sono la stragrande maggioranza) ma colpisce in forme ben peggiori certi laureati, dottrati, donne e uomini di mondo e di grandi esperienze, seppure di scarsa cultura.

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