Seguimi, lettore!
sia recisa la lingua infame al mentitore che ha negato l'esistenza
di un amore autentico, fedele sulla terra!


Segui me , mio lettore, soltanto me, e ti mostrerò un simile amore


. . .


venerdì 29 luglio 2016

Destino curioso!

Il destino è proprio singolare, a volte può essere drammatico per il modo in cui si accanisce contro il malcapitato, a volte è semplicemente buffo, ma a volte è un sadico dimmerda.


Lo conobbi in piscina quando avevo 12 anni, lui aveva un anno in meno di me ma aveva fatto la primina, era carino, simpatico e aveva due fantastici occhioni azzurri che avrei potuto fissare per ore intere -e ovviamente portava gli occhiali, marchio distintivo di tutti quelli di cui mi sono innamorata fino ad ora-.
Parlavo, scrivevo, pensavo sempre a lui, sogni ad occhi aperti come se non ci fosse una vita reale nel frattempo.. Un amore platonico fatto di una lunga e lenta sofferenza, lunghi e lenti sospiri.
Ero timidissima e non ho mai pensato di confessarmi, o anche solo di parlargli, neanche in una delle mie più sfrenate fantasie, invece speravo ardentemente che fosse lui ad accorgersi magicamente di me.. 

-Fata Madrina aiutami tu!


Baby, io non faccio i miracoli!


Questa cotta è durata 4 anni, fino alla fine del secondo liceo quando una mia amica gli chiese se lui "voleva mettersi con me" domanda alquanto sconclusionata a cui lui rispose con un laconico "non sono interessato".
Ci rimasi malissimo, ma poi, tre giorni dopo scoprii che non ci stavo così disperatamente male e che anzi mi ero tolta un bel peso dalla coscienza.
Mai più visto né sentito, o semplicemente non ci ho fatto più caso. 



***



A few years later..



***





tipo una quindicina di anni dopo; 
più esattamente: oggi



***



"Ciao Barbara, allora quando torni in Sicilia?
mandami un messaggio appena scendi ... mi farebbe piacere vederti"





Alla fine...
Si è accorto di me!



Comunque, per essere coerenti con le leggi Karmiche vigenti, ora non me ne frega più un cazzo.





lunedì 18 luglio 2016

Da grande voglio essere..


A volte mi tornano in mente frammenti della mia infanzia, ricordi non datati che emergono dalle sabbie del tempo spontaneamente.
Tra i tanti ce n'è uno che riaffiora spesso.

Ero a casa dei miei nonni, sarà stato in estate o nel periodo di Natale, non so, ci trasferivamo da loro durante i periodi di vacanza più lunghi.
Dopo cena ci ritrovavamo sempre nel soggiorno e guardavamo la televisione insieme. Al nonno piacevano i vecchi film drammatici, io sedevo ordinata disegnando su una vecchia agenda o giocavo sotto al tavolo. Potevo vedere distrattamente le immagini in bianco e nero o dai colori sbiaditi che si rincorrevano mentre ero intenta nei miei passatempi.
Nonostante seguissi a malapena le complesse trame, a volte mi perdevo nella contemplazione rapita dall'intensità di alcune scene. Osservavo le Dive: queste donne così straordinariamente belle, così mutevoli nelle loro emozioni, trascinate come schiave dai propri sensi, amavano, odiavano, soffrivano, bruciavano di travolgente passione.
Le guardavo e rimanevo estasiata da questi personaggi struggenti che non potevano nulla difronte alla potenza indomabile dell'amore.



nella mia ingenuità di bimba 
mi venne in mente un pensiero
che fu una condanna
     

Desiderai, infatti, di essere come una di quelle Dive, di provare un'emozione che mi sconvolgesse allo stesso modo, di provare quella stessa sconfinata forza dei sentimenti.
Perché l'amore doveva necessariamente essere qualcosa di immenso e stupendo se era in grado di sconvolgere in modo così violento la vita delle persone. Solo qualcosa di totalizzante può gettare nella disperazione o portare alla felicità.



Ero una bambina molto perspicace.





Che spreco sarebbe la vita senza essere capaci di provare un sentimento tanto forte
 da far tremare il cuore fino ad avere l'impressione di morirne



Emozioni
mi sono condannata ad una vita di emozioni.



lunedì 4 luglio 2016

mindfulness

Passato da poco il mio compleanno mi accingo  a fare il solito bilancio dell'anno trascorso... Ci sarebbe moltissimo da dire. È stato un anno decisamente strano: intenso, instabile.
Da buona cancerina direi che è stato un anno lunatico.

Due titoli che sintetizzano bene gli ultimi 365 giorni -ma anche gli ultimi due anni a volere essere onesti-

Heart a mess
Living in the chaos


L'ultimo periodo è stato confuso, agitato, bipolare, inquieto. Ho cercato senza trovare perché non sapevo cosa stessi cercando, consapevole del mio caos ho provato di tutto, ho fatto tutto; mi sono buttata vivendo intensamente come se fossi sulle montagne russe: lanciata verso l'alto e sbattuta giù in basso -il pattern psico-emotivo della cocainomane-.
in altre parole mi sono ritrovata single dopo mille mila anni di vita di coppia.. e mi sono trovata spiazzata. Ma felice.

Mi è sembrato di sprofondate nel più profondo degli abissi senza possibilità di scampo e poi di poter volare leggera, libera da ogni compromesso, da ogni legame.
Mi è sembrato di essere felice, lontana, intoccabile.

Quante bugie ci si può raccontare prima di vederle crollare come un castello di carte, scoprendosi fragili  quando ogni difesa crolla difronte all'occhio della coscienza?

"So cosa hai fatto" - cit. la tua Coscienza


Quando scopri che ciò che hai rinnegato era essenziale e ti manca senza che prima potessi rendertene contro. Quando l'impalcatura che ti eri costruita attorno, come difesa, crolla si è costretti a togliersi la maschera e a riconoscere gli errori, le mancanze.
Ci sono momenti in cui si agisce ciecamente, come animali braccati e si attacca per primi per non essere feriti. Stupidamente, senza vedere oltre ciò che si vuole credere -scusami Gu-.

Un capitolo del tutto a sé stante lo merita il mio naturale senso dell'incoerenza: in quest'anno ho frequentato diverse persone, ho fatto alcune esperienze nuove, delle quali mi sono categoricamente rifiutata di scrivere persino nel mio diario perché non volevo ammetterle, forse neanche a me stessa. Perché non volevo neanche darvi importanza.
Scansando ogni possibile ed eventuale coinvolgimento.
tenere a distanza le persone livello:

                                           ti chiamo con un altro nome, 
                                           scrivo di te con un nome che è quasi il tuo,
                                           ma non è proprio il tuo così ti esorcizzo, 
                                           ti tratto con freddezza (a -273.15 C)
                                           ti tengo alla larga 
                                           non ti permetto di avvicinarti, non ti permetto di ferirmi...
Come se quella specifica persona non fosse diventata ugualmente importante per me, come se non mi fossi ritrovata a pensarlo contorcendomi, come se mi fosse stata veramente indifferente.
Come se negare a me stessa ogni palese coinvolgimento mi abbia fatto soffrire meno.

La mia era follia allo stato puro, idiozia consacrata -anche se ci tengo a precisare che lo facevo senza neanche accorgermene- non che conti molto adesso..


Comunque oggi si può solo prendere coscienza di ciò che è stato e lasciare il passato al passato, pendendo atto del buono, del bello che ho vissuto e portando con me la lezione che mi ha insegnato. Guardare avanti verso nuovi orizzonti.
Ascoltando Divenire di Ludovico Einaudi è impossibile non trovare la giusta ispirazione per seguire questi giusti consigli senza ulteriori rimuginazioni...



Dai lunghi, lunghissimi momenti di crisi si rinasce come fenici.

 Riparto da me, che amo e che sento intensamente.
alla ricerca di un nuovo equilibrio un po' meno instabile
devo trovare dentro di me i miei punti fermi su cui costruire la mia vita.